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Autovelox coperto da una pianta: la multa va pagata?

5 Maggio 2021 | Autore:
Autovelox coperto da una pianta: la multa va pagata?

Dopo vari pareri discordanti, un Giudice di Pace stabilisce che l’apparecchio deve essere visibile. Al Comune l’onere di provare la potatura dell’albero.

Prendere una multa «a tradimento» per eccesso di velocità capita quasi tutti i giorni: ci sono degli autovelox non sempre visibili oppure rintracciabili all’ultimo momento, dietro una curva, quando ormai è troppo tardi (o troppo pericoloso) pigiare il freno per passare accanto all’apparecchio senza superare il limite. Ogni tanto, però, ci si chiede se questo sia legale. E se lo chiede anche chi si rivolge ai tribunali perché, ad esempio, è incappato in un autovelox coperto da una pianta: la multa va pagata in questo caso?

I tribunali si sono pronunciati più volte in proposito, non sempre con lo stesso orientamento: c’è chi dà ragione all’automobilista e chi ritiene che il cartello che annuncia la presenza di un autovelox sia sufficiente ad avvertire del rischio che si corre a non controllare la velocità. Una delle ultime sentenze, però, pende dalla parte del conducente che, per colpa di un autovelox coperto da una pianta, perde dei punti sulla patente e deve pagare la multa. Vediamo.

Autovelox: basta il cartello?

Di recente, il Giudice di Pace di Pescara [1] ha annullato non una ma ben sette multe (con il conseguente taglio di punti dalla patente) ad altrettanti automobilisti a cui veniva contestato l’eccesso di velocità grazie agli scatti di un autovelox coperto da una pianta. Perché? Secondo il magistrato, proprio perché l’apparecchio non era visibile a causa della folta vegetazione che lo nascondeva alla vista di chi transitava nei paraggi, nonostante la presenza del cartello di «velocità controllata». E perché il Comune non è stato in grado di provare che aveva potato gli alberi prima di contestare le infrazioni.

Ma allora, il cartello che precede di qualche decina di metri l’autovelox non basta per rendere valida la multa? No, secondo il giudice. E anche secondo la Cassazione, che aveva già stabilito come non sia sufficiente la visibilità del cartello collocato per segnalare la presenza «dell’apparecchiatura per il rilevamento della velocità».

Va ricordato che:

  • la legge non dice nulla sulla distanza minima tra il cartello e l’autovelox. Solo la Suprema Corte ha sancito che il messaggio di avviso deve essere visibile con adeguato anticipo tenendo conto delle caratteristiche della strada, del traffico e delle condizioni di visibilità;
  • il cartello non deve essere rovinato, imbrattato, scritto troppo in piccolo, ecc. Insomma, deve essere non solo visibile ma anche leggibile alle normali condizioni di guida;
  • la distanza massima tra il cartello e l’autovelox deve essere di 4 chilometri;
  • ci deve essere un cartello dopo ogni incrocio per avvisare chi si immette sulla strada principale dopo il primo cartello.

Autovelox coperto: bisogna pagare la multa?

Secondo la sentenza in commento, non solo il cartello e l’autovelox devono essere visibili dagli automobilisti ma il Comune deve anche dimostrare di avere potato gli alberi che coprono l’apparecchio prima di contestare l’eccesso di velocità, come richiesto dalla legge [2]. Insomma, converrebbe che il sindaco chiedesse agli operai che curano il verde pubblico di scattare delle foto quando vanno a potare le piante attorno all’autovelox e dotare quelle immagini di una data certa per poter provare che da quel momento in poi l’apparecchio era perfettamente visibile.

Nel caso esaminato dal giudice pescarese, poi, l’autovelox si trovava dopo una curva alla fine di un filare di alberi e a ridosso di un piccolo rientro del terreno rispetto alla careggiata. Il cartello che avvisava della misurazione elettronica della velocità c’era, certamente. Ma secondo il giudice non è sufficiente. Anche perché – dettaglio non da poco stabilito dalla Cassazione – i Comuni hanno il potere di sanzionare gli automobilisti solo per garantire la sicurezza stradale e non per fare cassa sorprendendoli con dei controlli mirati.

In buona sostanza, in casi come questo, con un autovelox nascosto dalla vegetazione non ripulita dal Comune (o dall’ente di competenza) non bisogna pagare la multa.

Autovelox coperto: quando la Cassazione ha detto che bisogna pagare

Come detto all’inizio, non sempre i tribunali hanno dato ragione all’automobilista sulla nullità della multa presa da un autovelox coperto dalle piante. La Suprema Corte si è anche espressa in senso opposto rispetto a quanto stabilito da altri giudici. Ad esempio, la volta in cui ha affermato che il controllo elettronico ed automatico della velocità richiede la presegnalazione corretta della postazione. E che se questa è ben evidenziata dalla segnaletica stradale, l’autovelox non deve essere necessariamente ben visibile al traffico veicolare [3].


note

[1] GdP Pescara Anna Maria Leonbruni sent. n. 1026/2020.

[2] Ex art. 7 co. 10 D. Lgs. n. 150/2011.

[3] Cass. ord. n. 12572/2019.


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1 Commento

  1. chi usa l’apparecchiatura “Autovelox” deve essere nelle condizioni di saperlo usare. Ciò è spiegato dal DECRETO .0000282.13-06-2017 Ministero Infrastrutture e dall’allegato nr.! n.14082009 Ministero Interno , che sino ad oggi non sono stati modificati o abrogati. Non mi spiego la sentenza del g.gi p. di Pescara; già tempo addietro i Giudici campani avevo emessi decreti di sequestro per queste apparecchiatura che venivano usate dai Comuni per fare cassa. Anche la corte costituzionale è intervenuta su tale argomento. L’autovelox non reprime l’infrazione ma può essere causa di incidenti. Il servizio vero dell’autovelox è quello utilizzato dagli agenti stradali con la loro presenza. Così si fa la prevenzione e non si tolgono soldi dalle tasche dei lavorati.

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