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Quante volte si può fare l’esame da avvocato?

6 Maggio 2021 | Autore:
Quante volte si può fare l’esame da avvocato?

Per esercitare la professione forense occorre abilitarsi, superando l’esame di Stato.

Ogni anno, molti candidati partecipano all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Ancora oggi, fare l’avvocato affascina tanti giovani come un tempo, sebbene l’elevato numero degli iscritti ai vari consigli dell’ordine, l’agguerrita concorrenza per accaparrarsi i clienti, l’obbligatorietà della polizza professionale e gli oneri connessi all’iscrizione alla cassa di previdenza forense, hanno fatto crescere i costi e diminuito i guadagni. In più, per potersi abilitare bisogna seguire un percorso assai lungo. A tal proposito quante volte si può fare l’esame di avvocato? Non esiste un numero massimo di tentativi, quindi, è possibile provare più volte.

In particolare, in merito all’esame di avvocato 2021 è opportuno rilevare che il 13 aprile u.s. la Camera ha convertito il decreto-legge 13 marzo 2021, recante misure urgenti in materia di svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il ministro della Giustizia dopo il voto finale della Camera, ha firmato il decreto ministeriale contenente la data dell’esame di avvocato 2020, che avrà inizio il 20 maggio 2021 e prevede in via eccezionale l’orale rafforzato.

Le prove d’esame si sarebbero dovute svolgere nelle giornate del 13, 14 e 15 aprile 2021 ma il Ministero ha disposto la sospensione con una circolare alle Corti d’Appello. Secondo quanto previsto da tale norma eccezionale, la prova scritta dell’esame avvocato, che sarebbe dovuta consistere nella redazione di 2 pareri motivati, uno diritto civile e uno diritto penale, e di un atto giudiziario a scelta (tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo), verrà sostituita da un doppio orale.

La prima prova si svolgerà in collegamento da remoto con una commissione diversa da quella insediata nella Corte d’Appello assegnata, mentre la seconda sarà sostenuta in presenza davanti alla sottocommissione della propria Corte d’Appello.

Quanto volte si può fare l’esame di avvocato?

È possibile sostenere l’esame per l’abilitazione alla professione forense più volte senza dover rispettare un limite definito, a differenza di quanto è previsto per chi intende partecipare al concorso pubblico per diventare magistrato o notaio. Per il primo, infatti, la legge fissa una soglia massima di tre volte, mentre per il secondo il limite è di cinque volte.

Per partecipare all’esame di avvocato non esiste neanche un limite di età così come per l’esame in magistratura. Al contrario, può prendere parte all’esame di notaio solo chi non ha ancora superato i 50 anni di età.

Chi può abilitarsi all’esercizio della professione forense

L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense può essere sostenuto da chi dopo la laurea in giurisprudenza o a partire dall’ultimo anno del corso di laurea in giurisprudenza, ha compiuto un periodo di pratica che, in via generale, è di 18 mesi.

Detta pratica si attua frequentando lo studio di un avvocato, con almeno cinque anni di iscrizione all’albo degli avvocati, ed assistendo alle udienze civili e penali che si tengono in Corte d’Appello o in tribunale ovvero svolgendo il tirocinio presso l’Avvocatura dello Stato. Anche istituti previdenziali come l’Inps mettono a disposizione ciclicamente dei posti per i praticanti, ai quali consentono di svolgere la pratica forense presso i loro uffici legali.

In alternativa, il praticante può compiere il tirocinio iscrivendosi ad una scuola di specializzazione per le professioni legali, di durata biennale, al termine della quale e dopo avere superato uno specifico esame, consegue un diploma. In questo caso, la pratica forense non dura 18 mesi bensì 12.

Altresì, dal maggio 2016, il praticante può svolgere il primo semestre di tirocinio mentre sta ancora frequentando l’ultimo anno universitario e un successivo semestre in uno Stato rientrante nell’Unione Europea. In sostanza, si tratta di una sorta di Erasmus per i praticanti avvocati. Oltre al tirocinio obbligatorio, il praticante deve frequentare dei corsi di formazione e aggiornamento professionale.

Dopo un anno di praticantato, l’aspirante avvocato può fare domanda per l’iscrizione al registro praticanti abilitati, il cui costo dipende dall’ordine di appartenenza. L’iscrizione al registro gli consente di poter agire in giudizio senza bisogno della presenza del proprio avvocato limitatamente, però, ad alcune tipologie di cause.

Come si partecipa all’esame di avvocato

Una volta terminata la pratica, l’aspirante avvocato può sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

La domanda di ammissione agli esami, redatta online previa registrazione sul sito del ministero della Giustizia, deve essere presentata esclusivamente in via telematica entro il 15 novembre di ogni anno, ed indirizzata alla Corte d’Appello di riferimento.

L’esame consta di tre prove scritte e di una orale.

Come si svolgono le prove dell’esame di avvocato

Prove scritte

Le prove scritte dell’esame di avvocato si svolgono in un’unica sessione annuale, di solito a metà dicembre, e si articolano in tre giornate consecutive, durante le quali il candidato deve redigere un parere in materia di diritto civile, a scelta tra due tracce, un parere in materia di diritto penale, sempre a scelta tra due tracce, e un atto giudiziario su un quesito a scelta tra i tre proposti in materia di diritto privato, diritto penale o diritto amministrativo.

La durata delle prove scritte è di sei ore e l’aspirante avvocato non può svolgere l’esame avvalendosi dei codici commentati con la giurisprudenza come era, invece, consentito fino al 2017.

Prova orale

A partire dal mese di luglio successivo al sostenimento delle prove scritte, l’aspirante avvocato che ha superato gli scritti, può sostenere la prova orale. Quest’ultima consiste in un colloquio su cinque materie obbligatorie per tutti, ovvero su diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale e deontologia.

Alle predette materie devono aggiungersi altre due, a scelta del candidato, fra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’Unione Europea, diritto internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.



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2 Commenti

  1. Il fatto che abbiano tolto per quest’anno le prove scritte credo che sia una grandissima opportunità, visto che molti vedevano negli scritti degli scogli invalicabili. Ma io dico, facendo il praticantato, dovresti esercitarti per oltre 18 mesi e quindi dovresti sapere come si scrive un parere.

  2. Ed ecco che il numero degli iscritti aumenterà e non vi nascondo che in giro ci sono tanti avvocati che ostentano la loro toga e i loro titoli, ma ne sanno davvero poco quando li metti davanti ad una semplice domanda. Questo perché imparano a memoria senza ragionare e se li interpelli anche su una questione un po’ fuori dall’ordinario si ingrippano e iniziano a richiamare articoli per prendere tempo e non darti comunque la risposta che cercavi

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