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Cosa fare per mettere in regola una babysitter?

24 Agosto 2021 | Autore:
Cosa fare per mettere in regola una babysitter?

Come assumere, inquadrare e retribuire l’assistente familiare con mansioni di baby-sitting, quali sono gli adempimenti obbligatori.

Devi assumere la babysitter e non sai da che parte cominciare? Se hai bisogno di una mano solo occasionalmente, puoi retribuirla attraverso il libretto famiglia, diversamente, se non vuoi affidarti a un’agenzia, devi assumerla come assistente familiare, con contratto di lavoro domestico. Ma cosa fare per mettere in regola una babysitter?

Per quanto riguarda il rapporto di lavoro saltuario, retribuito con libretto famiglia, devi sapere che attraverso questo strumento è consentito, entro specifici limiti, beneficiare delle seguenti prestazioni occasionali, al di fuori dell’esercizio di attività professionali o d’impresa: piccoli lavori domestici (cucina, pulizia, giardinaggio, etc.), assistenza domiciliare di bambini e anziani (babysitter e badanti), lezioni private (ripetizioni). Il libretto famiglia costituisce anche la modalità di pagamento del bonus babysitter (vedi Bonus baby-sitting 2021).

Se, invece, vuoi assumere stabilmente la babysitter, devi attivare un rapporto di lavoro domestico: si tratta di un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti, anche se alcuni adempimenti risultano più leggeri e semplificati, rispetto a quelli a carico delle aziende e dei professionisti che assumono dipendenti.

Come tutti i datori di lavoro, sarai tenuto a corrispondere i contributi previdenziali all’Inps: questi contributi consentiranno alla babysitter non solo di beneficiare delle prestazioni previdenziali riconosciute dall’Istituto, come maternità, disoccupazione e pensione, ma anche di accedere alle prestazioni assicurative a carico dell’Inail, ossia alla tutela in caso d’infortunio sul lavoro o malattia professionale.

Non sarai, invece, obbligato a calcolare e trattenere le imposte dalla busta paga della babysitter: il datore di lavoro domestico, infatti, a differenza degli altri datori di lavoro, non è sostituto d’imposta, quindi non è obbligato a trattenere le tasse alla collaboratrice in busta paga e a versarle ogni mese con modello F24.

Ma procediamo per ordine, e vediamo cosa fare per mettere in regola la babysitter.

Come mettere in regola la babysitter straniera?

Se devi assumere una babysitter straniera, che proviene da un Paese non comunitario, la procedura per l’assunzione è molto lunga ed articolata, in quanto sono necessari il nulla osta al lavoro, il visto d’ingresso, il contratto e il permesso di soggiorno (qui trovi la Guida completa all’assunzione di lavoratori stranieri).

Ad ogni modo, se la lavoratrice si trova già in Italia ed è in possesso di un regolare permesso di soggiorno, puoi procedere direttamente all’assunzione, come se si trattasse di una babysitter italiana o comunitaria.

Come si assume la babysitter?

Per assumere la babysitter devi innanzitutto sottoscrivere un contratto, o lettera di assunzione, nel quale sono indicati i diritti e i doveri derivanti dal rapporto di lavoro e le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Nel dettaglio, la lettera di assunzione deve riportare le seguenti indicazioni:

  • data di inizio del rapporto di lavoro;
  • retribuzione, cioè lo stipendio pattuito (solitamente, è indicato in misura oraria- paga oraria, ma può essere indicata anche la retribuzione mensile);
  • mansioni e livello in cui è inquadrata la babysitter;
  • eventuale convivenza della babysitter con la famiglia del datore di lavoro;
  • orario di lavoro, giorno di riposo settimanale, eventuale collocazione della mezza giornata di riposo settimanale aggiuntiva (che spetta in base all’orario contrattuale);
  • contribuzione di assistenza contrattuale (si tratta dei contributi aggiuntivi versati alla Cassa Colf, obbligatori per gli aderenti al contratto collettivo nazionale per il lavoro domestico, quindi anche per le babysitter);
  • luogo in cui si deve svolgere l’attività lavorativa, con eventuali previsioni di temporanei spostamenti (casa vacanze, trasferimento temporaneo, etc.);
  • periodo di ferie annuali spettanti;
  • eventuale durata del periodo di prova;
  • ulteriori clausole specifiche.

Devi, inoltre, indicare se la babysitter è assunta:

  • per un’attività discontinua assistenziale di attesa notturna (in questo caso, deve indicare l’ora di inizio e l’ora di cessazione dell’assistenza); questa è un’eventualità specifica per il personale badante, che normalmente non riguarda le babysitter;
  • per garantire esclusivamente la presenza notturna; anche questa è un’eventualità per il personale badante, che normalmente non interessa le babysitter;
  • in regime di convivenza a servizio ridotto (precisando l’orario effettivo pattuito e la sua disposizione temporale).

Ricorda che, all’atto dell’assunzione, sono necessari diversi documenti: documento d’identità, codice fiscale (qui l’elenco completo documenti assunzione babysitter, valido per la generalità dei collaboratori domestici).

L’assunzione della babysitter, a differenza di quanto avviene per la generalità dei datori di lavoro, non va comunicata ai servizi per l’impiego, ma all’Inps, entro le ore 24 del giorno precedente (festivi compresi) a quello di inizio del rapporto di lavoro.

La comunicazione di assunzione è efficace anche nei confronti dei servizi competenti, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero della Salute, dell’Inail e della Prefettura/Ufficio territoriale del Governo.

Come si comunica l’assunzione della babysitter all’Inps?

Puoi assumere la babysitter:

  • attraverso il portale web dell’Inps, se sei in possesso delle credenziali d’accesso (Pin dispositivo, Spid di secondo livello, Cns carta nazionale dei servizi, Cie carta d’identità elettronica);
  • tramite il call center Inps, chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, secondo la tariffa prevista dal tuo gestore telefonico);
  • tramite intermediari abilitati, come i consulenti del lavoro, o tramite patronato.

Presso il sito dell’Inps, puoi comunicare l’assunzione seguendo il percorso: Prestazioni e servizi, Lavoratori domestici, Iscrizione rapporto di lavoro, come vedi nella seguente immagine.

Il modulo di comunicazione dell’assunzione all’Inps si chiama Cold Ass e deve contenere le seguenti informazioni:

  • codice fiscale, indirizzo, recapito telefonico, estremi del documento d’identità del datore di lavoro;
  • codice fiscale, indirizzo, recapito telefonico, estremi del documento d’identità della babysitter;
  • data di assunzione ed eventuale data di fine rapporto (per i contratti a termine);
  • ore settimanali di lavoro;
  • assunzione come babysitter o come colf;
  • retribuzione mensile ed oraria;
  • eventuale convivenza col datore di lavoro;
  • eventuale fruizione del vitto e dell’alloggio;
  • eventuali legami di parentela della babysitter col datore di lavoro;
  • eventuale condizione del datore di lavoro d’invalido di guerra o del lavoro, o mutilato, o invalido civile o cieco civile, con indennità di accompagnamento;
  • bisogna infine indicare se il datore di lavoro è sacerdote secolare di culto cattolico.

Come devo inquadrare la babysitter?

A seconda delle mansioni svolte e del grado di specializzazione, i lavoratori domestici sono inquadrati in livelli differenti: A e AS, B e BS, C e CS, D e DS.

La babysitter deve essere normalmente inquadrata nel livello BS.

Per la precisione, a seconda delle mansioni svolte e del grado di specializzazione, i lavoratori domestici – ora assistenti familiari– sono inquadrati in quattro livelli, ciascuno dei quali con una categoria superiore:

  • A: appartengono a questo livello gli assistenti familiari, non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale, nonché gli assistenti familiari che svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro; ne fanno parte gli addetti alla pulizia, alla lavanderia, gli aiuto-cucina, gli assistenti ad animali domestici (dogsitter), gli operai comuni di fatica, gli addetti alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi; dunque, non puoi assumere la badante al livello A;
  • AS: sono inquadrati nel livello A Super gli addetti alla compagnia che non svolgono prestazioni di lavoro;
  • B: sono inquadrati nel livello B i collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, anche se soltanto a livello esecutivo; ne fanno parte camerieri, custodi, collaboratori familiari con più funzioni, giardinieri, autisti, operai manutentori, addetti alla stireria; il contratto collettivo non menziona esplicitamente le badanti, ma si ritiene che un’addetta alla compagnia, potendo essere inquadrata nel livello AS, possa esserlo a maggior ragione al livello B;
  • BS: sono inquadrate nel livello BS le baby-sitter e le badanti che assistono persone autosufficienti;
  • C: sono inquadrati nel livello C i collaboratori familiari che possiedono conoscenze di base sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento delle mansioni assegnate; i lavoratori devono essere in grado di operare con totale autonomia e responsabilità; ne fanno parte i cuochi;
  • CS: sono inquadrate nel livello CS le badanti che assistono persone non autosufficienti;
  • D e DS: nei livelli D e Ds sono inquadrati i collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, svolgono mansioni che richiedono responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento, come l’assistenza specifica di persone non autosufficienti; è inquadrato nel livello D, ad esempio, chi lavora come maggiordomo, governante o capo cuoco; nel livello DS, è inquadrata la badante professionale appositamente formata che assiste persone non autosufficienti.

Qual è l’orario di lavoro della babysitter?

In merito all’orario di lavoro, puoi assumere la babysitter in regime di:

  • non convivenza, a tempo pieno (40 ore alla settimana) o part time;
  • convivenza, che a sua volta può essere:
    • a servizio intero (54 ore settimanali);
    • a servizio ridotto (30 ore settimanali), se inquadrata nei livelli C, B e B Super, oppure se è una studentessa di età compresa fra i 16 e i 40 anni.

In base al contratto collettivo per il lavoro domestico, l’orario settimanale di lavoro degli assistenti familiari non può dunque superare:

  • 54 ore se assunti come conviventi a servizio intero;
  • 30 ore se assunti come conviventi a servizio ridotto;
  • 40 ore se assunti come non conviventi.

Nel dettaglio:

  • per le babysitter conviventi a servizio intero, l’orario massimo settimanale è pari a 54 ore, l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive e le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per le babysitter conviventi a servizio ridotto, l’orario massimo settimanale è pari a 30 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, su 3 giorni settimanali, oppure può essere collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22; le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per le babysitter non conviventi, l’orario massimo settimanale è pari a 40 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali; le ore di riposo giornaliero minimo sono pari a 11 ore consecutive, come previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti.

La babysitter può essere assunta sia a tempo indeterminato che a termine.

Quanto devo pagare la babysitter?

Vuoi sapere quanto pagare la babysitter per un’ora di servizio? Di seguito, è esposta la paga oraria minima dei lavoratori domestici per il 2021, differente a seconda del livello d’inquadramento:

  • A: 4,57 euro
  • AS: 5,39 euro;
  • B: 5,72 euro;
  • BS: 6,06 euro;
  • C: 6,4 euro;
  • CS: 6,74 euro;
  • D: 7,78 euro;
  • DS: 8,12 euro.

Ecco invece a quanto ammontano le indennità sostitutive di vitto e alloggio:

  • pranzo o cena 1,93 euro;
  • alloggio 1,67 euro.

Riportiamo la tabella con i nuovi minimi retributivi

Per ulteriori approfondimenti e per conoscere gli aumenti delle paghe mensili, leggi: Guida al contratto di lavoro di colf, badanti o babysitter.

Ricorda che alla babysitter assunta da tempo spettano anche gli scatti di anzianità.

Quando devo pagare la babysitter?

Normalmente, le babysitter che lavorano in modo continuativo per una famiglia ricevono lo stipendio ogni mese, ma puoi accordarti per riconoscere gli importi dovuti alla lavoratrice con una cadenza differente, anche ogni settimana, o dopo ogni giornata di lavoro.

Posso pagare la babysitter in contanti?

I datori di lavoro domestico, a differenza di quanto avviene per la generalità delle aziende e dei professionisti che hanno dipendenti, possono pagare il collaboratore domestico, quindi anche la babysitter, in contanti. Se decidi di pagare la babysitter in contanti ti consiglio però di farle firmare, di volta in volta, una ricevuta di pagamento.

Quanti contributi devo pagare per la babysitter?

Come per la generalità dei dipendenti, anche per i lavoratori domestici, babysitter comprese, il datore di lavoro è obbligato a trattenere in busta paga i contributi previdenziali, poi a versarli all’Inps, unitamente alla quota a proprio carico.

La tabella mostra i contributi orari per i lavoratori domestici assunti a tempo indeterminato ed a termine: per i lavoratori a tempo determinato è dovuta un’addizionale per la disoccupazione.

Gli importi tra parentesi, inseriti nelle colonne relative al contributo orario, sono quelli a carico della babysitter (o del lavoratore domestico, in generale), che devi trattenere dalla sua busta paga e versare ogni 3 mesi, assieme ai contributi a tuo carico.

Il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) non è dovuto solo se il rapporto è fra coniugi o tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (nelle ipotesi in cui la legge lo consenta: ad esempio, il rapporto di lavoro domestico tra coniugi è consentito solo se il coniuge non lavoratore è titolare di assegno di accompagnamento).

Fascia oraria di retribuzioneContributo orario
Lavoratori Domestici a tempo indeterminatoLavoratori Domestici a termine
Retribuzione effettivaRetribuzione convenzionaleCon quota CUAFSenza quota CUAFCon quota CUAFSenza quota CUAF
fino a € 8,10€ 7,17€ 1,43 (0,36)€ 1,44 (0,36)€ 1,53 (0,36)€ 1,54 (0,36)
oltre € 8,10 e fino a € 9,86€ 8,10€ 1,62 (0,40)€ 1,63 (0,41)€ 1,73 (0,41)€ 1,74(0,41)
oltre € 9,86€ 9,86€ 1,97 (0,49)€ 1,98 (0,49)€ 2,11 (0,49)€ 2,12 (0,49)
oltre le 24 ore settimanali€ 5,22€ 1,04 (0,26)€ 1,05 (0,26)€ 1,12 (0,26)€ 1,12 (0,26)

Quando devo pagare i contributi della babysitter?

Devi pagare i contributi della babysitter ogni tre mesi; in particolare:

  • i contributi del primo trimestre dell’anno devono essere versati entro il 1-10 aprile;
  • i contributi del secondo trimestre dell’anno devono essere versati entro il 1-10 luglio;
  • i contributi del terzo trimestre dell’anno devono essere versati entro il 1-10 ottobre;
  • i contributi del quarto trimestre dell’anno devono essere versati entro il 1-10 gennaio dell’anno successivo.

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti, secondo le ore di lavoro indicate nel modello di assunzione.

Puoi pagare i Mav dell’Inps presso:

  • uno sportello delle Poste;
  • una tabaccheria convenzionata (Circuito Reti Amiche);
  • uno sportello bancario o il sito web di Unicredit;
  • online, direttamente sul sito web dell’Inps, alla pagina Portale dei Pagamenti, utilizzando una carta di credito;
  • tramite contact center Inps-Inail, utilizzando una carta di credito.

Se le ore di lavoro effettivamente svolte nel trimestre variano rispetto a quanto inizialmente hai indicato all’Inps, puoi inserire le variazioni e stampare un altro bollettino Mav con gli importi corretti dal sito dell’Istituto, alla sezione Servizi online, Cassetto lavoro domestico. Puoi anche richiedere di variare gli importi agli operatori del circuito di pagamento o del call center che ti assistono.



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