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Trust familiare: cos’è e come funziona

6 Maggio 2021
Trust familiare: cos’è e come funziona

Vantaggi e svantaggi del trust, costi da affrontare: cosa si intende per trust familiare e come si scioglie. 

Si sta diffondendo il trust familiare, uno strumento a disposizione dei cittadini per tutelare il proprio patrimonio dai rischi del futuro, sottraendolo così ad eventuali ipoteche e pignoramenti. Ma cos’è e come funziona il trust familiare? Qui di seguito ne descriveremo gli aspetti principali, indicando come fare un trust familiare, che cosa si intende per trust, come si scioglie, quanto costa, quali vantaggi comporta e quali sono invece gli svantaggi. Da un’analisi preliminare dei pro e dei contro, si potrà valutare con attenzione se affidare i propri beni immobili a tale istituto. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il trust familiare

Il trust serve per trasferire la proprietà di un bene dal legittimo titolare a un altro soggetto che ha lo scopo di amministrare il bene stesso. Lo scopo è quello di destinare i frutti di tale bene ai bisogni della famiglia e, nello stesso tempo, evitare che il bene – proprio perché passato in capo a un altro soggetto – possa essere oggetto di pignoramento o ipoteca. Vengono fatte salve le ipoteche e i pignoramenti già trascritti nei pubblici registri alla data di costituzione del trust, contro cui ovviamente il trust successivo non può essere opposto.

Il trust può avere ad oggetto non solo beni immobili (ipotesi più frequente) ma anche beni mobili, denaro, titoli di credito, quote societarie.

Come si fa un trust familiare

Per mezzo del trust il proprietario del bene (anche chiamato disponente o settlor) trasferisce uno o più beni o diritti a un altro soggetto (il fiduciario o trustee), che ne acquista la proprietà con l’obbligo di amministrare i suddetti beni a vantaggio di uno o più beneficiari (il beneficiary) o con uno scopo stabilito. 

Si può prevedere anche la presenza di un guardiano, nominato dal disponente per controllare l’operato del trustee.

Fare un trust non è un’operazione semplice come può essere una donazione o la vendita di un immobile. Sicuramente, comporta costi elevati, tra cui la parcella dei professionisti coinvolti nella consulenza preliminare sulla fattibilità e nella predisposizione dell’atto istitutivo, nonché le imposte sul trasferimento dei beni dal disponente al trustee.

Quali sono le finalità del trust familiare?

Il più delle volte, si ricorre al trust per tutelare determinati immobili da eventuali pignoramenti dei creditori. Vi ricorre di frequente chi svolge attività professionali o imprenditoriali rischiose per proteggere il proprio patrimonio personale o familiare, separandolo da quello aziendale.

Un altro scopo è quello di tutelare i minori (prevedendo, ad esempio, che essi possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari mediante l’assistenza di terzi soggetti indicati nel trust).

Oppure, ancora, il trust viene costituito per finalità successorie allo scopo di mantenere integro il patrimonio nel passaggio generazionale.

Con il trust familiare il patrimonio conferito viene destinato alle esigenze della famiglia, in particolare di educazione e di istruzione della prole.

Quanti tipi di trust esistono?

Esistono due principali tipi di trust:

  • trust con beneficiari, finalizzato al sostegno e alla protezione dei beneficiari individuati o individuabili (es. anziani, figli, nipoti, ecc.);
  • trust di scopo, predisposto al fine di raggiungere un fine determinato.

Nell’ambito di questi, si possono individuare ulteriori tipologie a seconda delle caratteristiche dei beneficiari o del tipo di scopo.

Trust con beneficiari: cos’è e come funziona

Nel «trust con beneficiari» i beni conferiti nel trust sono gestiti nell’interesse di uno o più soggetti beneficiari individuati in anticipo dal disponente nell’atto istitutivo. 

I beneficiari possono anche essere nominati in un momento successivo rispetto all’istituzione del trust (anche se tale scelta, sotto un profilo fiscale, si rivela più onerosa).

Nel trust familiare, i beneficiari sono solitamente i figli, i nipoti, parenti con handicap, ecc. In questo modo, si tende a salvaguardare il patrimonio immobiliare della famiglia.

Si possono individuare più categorie di beneficiari a seconda dei benefici di cui essi sono destinatari. Di solito, si distingue tra:

  • beneficiari di reddito, ossia della redditività normalmente ritraibile dai beni in trust (es. interessi, dividendi, affitti, ecc.);
  • beneficiari di capitale, ossia della dotazione patrimoniale iniziale (es. l’immobile).

Trust di scopo: cos’è e come funziona 

Nel trust di scopo non sono previsti beneficiari specifici: l’immobile viene conferito nel trust per uno scopo determinato che deve essere perseguito dal trustee. Lo scopo deve comunque essere possibile, non contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume.

Effetti del trust

L’effetto principale del trust è la cosiddetta segregazione patrimoniale, ossia la creazione di un patrimonio separato rispetto ai beni del disponente, del trustee e degli eventuali beneficiari con la conseguenza che i creditori personali di tali soggetti non possono rivalersi sui beni in trust. Come vedremo a breve, questo costituisce anche il principale vantaggio del trust, quello per cui vi si fa ricorso nella maggior parte dei casi. 

Vantaggi del trust

I vantaggi del trust sono stati già elencati: essi consistono nella possibilità di riservare il patrimonio familiare a un determinato scopo o in favore di determinati soggetti senza che vi sia, nel tempo, il rischio di disgregazione o pignoramento. In questo modo, il disponente è certo che i beni in esso inseriti sono “intangibili”, anche da parte dei creditori.

I beni costituiscono un fondo autonomo e distinto rispetto al patrimonio del trustee che non può essere aggredito in alcun modo dai creditori del disponente, del trustee e del beneficiario (cosiddetta segregazione patrimoniale). Di solito, i beni del trust sono affidati al trustee affinché li gestisca e ne ricavi un reddito. Se le regole del trust lo consentono o lo impongono, il trustee può disporre degli immobili.

Svantaggi del trust

Il trust è piuttosto costoso, in primo luogo perché – oltre al peso fiscale – bisogna pagare il trustee.

Inoltre, il trust implica il passaggio di proprietà del bene, per cui bisogna avere massima fiducia nel trustee. Ricordiamo infatti che il trustee diviene il legittimo proprietario dei beni conferiti nel patrimonio dal disponente e ne acquista tutti i diritti e doveri. Egli gestisce, amministra e dispone quanto ricevuto nell’interesse di uno o più beneficiari oppure per uno scopo determinato.

La legge comunque stabilisce che il trustee non può godere né disfarsi dei beni del trust per fini personali, perché su di essi è posto un vincolo di destinazione.

Come si fa un trust familiare?

Sono validi solo i trust costituiti volontariamente e comprovati per iscritto. In Italia, a seconda della natura dei beni o diritti conferiti, può essere richiesta la forma dell’atto pubblico.

Il trust può essere istituito con atto fra vivi o per testamento.

I beni del trust possono essere amministrati anche all’estero, come spesso succede.

L’atto istitutivo del trust può essere stipulato in Italia (cosiddetto trust interno), applicando, in mancanza di una specifica disciplina interna, la normativa di uno tra i vari paesi esteri che si sono dotati di un’apposita legge regolatrice.

Il trasferimento dei beni in trust è, invece, regolato dalla legge italiana, in mancanza di una legittima scelta di una diversa legge regolatrice.

La durata del trust viene determinata dall’atto ma non può superare 100 anni.

Come si scioglie il trust?

Il trust si scioglie alla scadenza del termine indicato nell’atto costitutivo oppure per realizzazione dello scopo o dell’evento indicato sempre nello stesso atto.

Alla cessazione del trust per verificarsi dell’evento stabilito nell’atto istitutivo o per lo spirare del termine finale, i beni in trust sono normalmente assegnati ai beneficiari; ma è anche possibile prevedere che questi ritornino al disponente o a terzi che non risultavano beneficiari durante la vita del trust.



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