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Guida stato di ebbrezza: prelievo del sangue senza avvocato

6 Maggio 2021 | Autore:
Guida stato di ebbrezza: prelievo del sangue senza avvocato

Prelievo ematico per verificare la presenza di alcol nel sangue: la polizia deve avvisare l’automobilista della facoltà di farsi assistere da un legale?

È cosa nota che la guida in stato di ebbrezza costituisca reato. Chi si mette alla guida di una vettura dopo aver alzato il gomito rischia di finire davanti al giudice e dover rendere conto della propria condotta. Peraltro, difendersi da un’accusa di guida in stato di ebbrezza non è cosa facile, soprattutto se la polizia ha sottoposto il conducente all’alcoltest. In casi del genere, tuttavia, il guidatore potrebbe aver diritto a essere assistito dal proprio legale di fiducia, pena l’inutilizzabilità del test. Con questo articolo faremo chiarezza sul prelievo del sangue senza avvocato in caso di guida in stato di ebbrezza.

Il prelievo ematico è uno degli strumenti di cui possono avvalersi le forze dell’ordine nel verificare il tasso alcolemico, cioè la presenza di alcol nel sangue; a differenza del normale etilometro, però, si tratta di un atto particolarmente invasivo che, pertanto, potrebbe necessitare di particolari garanzie e, soprattutto, della presenza di un difensore. Come già illustrato nell’articolo Guida in stato di ebbrezza: quando non serve l’avvocato, l’assistenza di un legale è obbligatoria solo in determinate circostanze. In caso di guida in stato di ebbrezza, si può fare il prelievo del sangue senza avvocato? A rispondere a questa domanda ha provveduto una recente sentenza della Corte di Cassazione. Vediamo di cosa si tratta.

Reato di guida in stato di ebbrezza

Guidare in stato di ebbrezza alcolica non costituisce sempre reato: lo è solamente se il tasso alcolemico rilevato supera gli 0,8 grammi per litro (g/l). In questa circostanza le sanzioni sono:

  • ammenda da ottocento a 3.200 euro;
  • arresto fino a sei mesi;
  • sospensione della patente da sei mesi a un anno.

Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l, le sanzioni sono:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da sei mesi a un anno;
  • sospensione della patente di guida da uno a due anni [1].

Se il soggetto commette più violazioni nell’arco di due anni, la patente è revocata. In caso di sentenza di condanna o di patteggiamento è sempre ordinata la confisca del veicolo con cui è stato commesso il reato, a meno che non appartenga a persona estranea all’illecito.

Se chi guida in stato di ebbrezza ha provocato un incidente stradale, tutte le sanzioni illustrate sono raddoppiate. Inoltre, il veicolo interessato è sottoposto a fermo amministrativo per centottanta giorni, a meno che appartenga a persona estranea all’illecito. Se il conducente guidava con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la patente è revocata.

Guida in stato di ebbrezza: cos’è alcoltest?

È chiaro che, per rilevare il tasso alcolemico del conducente, la polizia debba avvalersi di appositi strumenti in grado di verificare la presenza di alcol nel sangue.

Per misurare il tasso alcolemico preciso si utilizza l’etilometro (il ben noto alcoltest), cioè un apparecchio in grado di misurare la quantità di etanolo presente nel sangue di una persona: l’alcol, infatti, entra in circolazione prima di essere espulso e per questa ragione può essere rilevato dall’etilometro sotto forma di gas, cioè tramite il respiro.

L’etilometro può essere chimico (il classico “test del palloncino”) oppure elettronico. In quest’ultimo caso, il macchinario non utilizza composti chimici ma dei sensori di gas.

Un metodo infallibile per misurare il tasso alcolemico è quello del prelievo del sangue. Come vedremo, però, questa procedura è azionabile solo in determinati casi, con le precauzioni di legge che diremo.

Prelievo ematico per guida in stato di ebbrezza: cos’è?

Come appena ricordato, per rilevare la presenza di alcol nel sangue è possibile ricorrere all’infallibile metodo del prelievo ematico.

Come spiegato nell’articolo Guida in stato di ebbrezza: si può rifiutare l’esame del sangue?, il conducente non è obbligato a sottoporsi al prelievo ematico.

Secondo la Corte di Cassazione [2], il rifiuto è legittimo: il prelievo ematico dal quale si rileva la presenza dell’alcol nel sangue, infatti, è lecito solo se si rende necessario a seguito di trasporto del conducente in ospedale.

Per la precisione, solo nel caso in cui i conducenti siano stati coinvolti in incidenti stradali e siano stati sottoposti a cure mediche presso la struttura sanitaria, la polizia può chiedere che l’accertamento del tasso alcolemico venga effettuato nella stessa. Queste due condizioni (sinistro e necessità di cure mediche) sono tassative e devono ricorrere congiuntamente.

Perciò, la richiesta di recarsi in ospedale per verificare la presenza di alcol nel sangue senza il bisogno reale di cure mediche è illegittima e il conducente può rifiutare di sottoporsi al prelievo ematico.

Prelievo del sangue: serve l’avvocato?

Secondo una recente sentenza della Suprema Corte [3], se la polizia decide di sottoporre a prelievo ematico il conducente colto in presunto stato di ebbrezza, questi ha diritto all’assistenza di un avvocato. Se le autorità non avvisano il soggetto di tale sua facoltà, allora il prelievo del sangue sarà inutilizzabile in sede processuale.

L’avvocato non è invece necessario nell’ipotesi in cui il tasso alcolemico sia rilevato nel sangue a seguito di accertamenti effettuati autonomamente dai sanitari.

Secondo i giudici, cade la condanna per guida in stato di ebbrezza se la polizia ha chiesto all’ospedale di rilevare il tasso alcolemico nel sangue già prelevato all’automobilista senza avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere da un legale di fiducia.

Nel caso affrontato dalla Suprema Corte, il conducente aveva denunciato il fatto che gli accertamenti alcolemici non fossero stati effettuati nell’ambito di un normale protocollo di pronto soccorso ma espressamente richiesti dalla polizia. Pertanto, a suo avviso, l’accertamento ematico effettuato non poteva essere utilizzato.

La Corte di Cassazione dà ragione al ricorrente.  Secondo i giudici, la polizia deve dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, non soltanto ove richieda l’effettuazione di un prelievo ematico presso una struttura sanitaria ai fini dell’accertamento del tasso alcolemico (ossia al di fuori degli ordinari protocolli di pronto soccorso), ma anche quando richieda che tale ulteriore accertamento venga svolto sul prelievo ematico già operato autonomamente da tale struttura a fini di diagnosi e cura.

Nel caso esaminato, gli agenti, una volta ricoverato l’automobilista in ospedale, avevano chiesto di rilevare il tasso alcolemico dal prelievo ematico, senza avvisarlo della possibilità di essere assistito da un difensore di fiducia.

Proprio per questo, la Cassazione ha ritenuto inutilizzabile l’esito della rilevazione etilometrica effettuata con il prelievo ematico.

Insomma: la polizia deve avvertire il conducente della facoltà di farsi assistere da un avvocato sia quando il prelievo del sangue è effettuato su espressa richiesta delle forze dell’ordine, sia quando l’accertamento del tasso alcolemico sia chiesto dalla polizia su un prelievo già fatto dai sanitari per scopi medici (è il caso del soggetto ricoverato in pronto soccorso a seguito di un sinistro).

La presenza di un avvocato è invece inutile (e quindi il conducente non ha diritto al relativo avviso) solo quando i sanitari hanno ritenuto autonomamente di dover procedere all’accertamento del tasso alcolemico e la polizia rivolga una richiesta sostanzialmente irrilevante oppure si limiti ad acquisire la documentazione dell’analisi.


note

[1] Art. 186 cod. str.

[2] Cass., sent. n. 10135 del 16 marzo 2021.

[3] Cass., sent. n. 16814 del 4 maggio 2021.

Autore immagine: canva.com/


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3 Commenti

  1. Ragazzi, non mettetevi alla guida se avete bevuto, se avete assunto droghe, se siete stanchi o assonnati. Conta mille volte di più la vostra vita e quella degli altri e guidando in uno stato in cui non avete i riflessi pronti vi mette in pericolo.

  2. Mille volte meglio sottoporsi all’alcoltest oppure al prelievo del sangue, piuttosto che rischiare la pena massima senza sapere effettivamente quanto alcol hai in corpo. Magari, riesci a sfuggire alla pena più grave

  3. Molto chiaro! Devo dire che leggere articoli e informarsi, accompagnando a questo una buone dose di coscienza e responsabilità, può dissuadere le persone a guidare quando sono ubriache. Il fatto è che gli incidenti stradali continuano ad essere una delle cause di morte più frequenti, soprattutto di notte. E la gente trovata alla guida era ubriaca o strafatta di droga

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