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Tutelare il patrimonio con il trust familiare

24 Agosto 2021 | Autore:
Tutelare il patrimonio con il trust familiare

Un efficace strumento in risposta alle esigenze di tutela del patrimonio non solo delle famiglie ma anche delle coppie di fatto.

Nell’ambito delle dinamiche familiari, una delle preoccupazioni più frequenti è quella di salvaguardare il patrimonio da tramandare ai propri eredi, senza che lo stesso venga attaccato da creditori presenti o da situazioni debitorie future. In che modo? Con l’istituzione del trust, da stipulare per iscritto davanti al notaio o mediante testamento, si separa dal patrimonio di un soggetto (il disponente), alcuni beni a favore di determinati beneficiari, affidando la loro gestione a una persona fisica, cosiddetto “trustee”, o ad una società professionale cd. “trust company”.

Cos’è il trust familiare? Innanzitutto, è una forma di tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: in particolare, il patrimonio conferito – che può consistere in beni immobili, mobili, denaro, titoli di credito, quote societarie – viene destinato alle esigenze della famiglia e all’educazione ed istruzione della prole.

Chi sono i soggetti del trust?

Il disponente (settlor) è chi possiede i beni, li assegna al trust e decide per quale scopo debbano essere usati. Davanti al notaio, firma un atto istitutivo, con il quale stabilisce come questi beni saranno amministrati, come andranno in successione, come i beneficiari ne godranno e tutte le altre regole necessarie ad amministrare e gestire correttamente il patrimonio.

Il beneficiario (beneficiary) è chi godrà dei beni.

Il trustee è chi si intesta i beni e li gestisce in Trust.

Il guardiano (guardian) può essere un amico fidato, un parente, un professionista di grande fiducia. Sorveglia l’operato del trustee e verifica che gestisca il patrimonio in modo corretto.

Quali sono i vantaggi del trust familiare?

Mediante l’istituzione di un trust familiare, il disponente ottiene molteplici vantaggi:

  1. protegge i suoi beni personali da future aggressioni dei creditori con uno strumento molto più efficace del fondo patrimoniale;
  2. garantisce assistenza ai membri più deboli della famiglia;
  3. previene future possibili dispute tra i familiari;
  4. evita che soggetti estranei alla famiglia (quali compagni/e o fidanzati/e non graditi) possano avere in futuro delle pretese sui beni destinati;
  5. salta una generazione e pianifica la propria successione;
  6. tutela il patrimonio in ambito di successione per evitare che venga scialacquato da chi è incapace di amministrare i beni ereditati.

Quali beni si assegnano in trust?

Qualsiasi bene può essere segregato in trust; in particolare:

  • titoli di partecipazione in società in genere, fra cui quelle di famiglia;
  • beni immobili;
  • denaro;
  • diritti d’autore;
  • diritti di credito;
  • investimenti e polizze;
  • quote di fondi comuni;
  • azioni e obbligazioni quotate e non quotate;
  • aziende;
  • beni e oggetti preziosi;
  • collezioni d’arte;
  • beni di pregio;
  • altri beni mobili in genere.

Quando può essere utilizzato il trust familiare?

Abbiamo detto che il trust familiare è un utile strumento che può essere impiegato per proteggere da eventuali pretese di terzi il patrimonio familiare costituito, ad esempio, da casa, denaro, investimenti, risparmi.

In tale contesto, il trust viene utilizzato per diverse situazioni:

  • in caso di separazione/divorzio: spesso, dovendosi separare i beni comuni, sussiste la necessità di tutelare i figli minorenni oppure non capaci di gestire il patrimonio per altri motivi. I beni trasferiti in trust vengono pertanto separati, assicurando la loro destinazione a vantaggio dei figli;
  • nel caso di convivenza: il trust, essendo uno strumento giuridico altamente flessibile, consente una risposta efficace alle esigenze di pianificazione patrimoniale non solo delle famiglie ma anche delle coppie di fatto. Risulta, pertanto, di estrema utilità per garantire serenità a tutti quei rapporti di coppia che non trovano tutele dal punto di vista giuridico;
  • viene utilizzato anche per tutelare i soggetti deboli come i disabili e gli anziani: in questi casi il trust può essere istituito dal tribunale e/o dal genitore a favore dei disabili e magari dal beneficiario stesso quando questi risulti essere anziano. Scopo del trust sarà tutelare il patrimonio conferito in trust e provvedere al mantenimento, alla cura e all’assistenza del soggetto svantaggiato anche quando gli eventuali disponenti genitori non ci saranno più;
  • per salvaguardare il patrimonio di un minore: in tal caso, il trust evita che per ogni operazione da eseguirsi sui beni, si debba richiedere la preventiva autorizzazione al Tribunale dei minori. Qualora infatti venga istituito un trust, il potere di gestire e disporre dei beni a favore del minore sarà conferito al trustee.

Quali sono i costi del trust?

Nel caso di trust familiare deve essere tenuto in considerazione il fatto che, trattandosi di una liberalità (e precisamente di una donazione indiretta) in favore dei beneficiari finali, si applica l’imposta di donazione.

L’aliquota applicabile sarà, dunque, determinata avuto riguardo al rapporto tra il disponente ed il beneficiario finale. In questo modo, per esempio, se beneficiario del Trust è l’unico figlio del disponente, l’imposta sulle successioni e donazioni non sarà dovuta se il valore dei beni conferiti – e si tenga presente che per gli immobili si fa riferimento al valore catastale – non supera il valore della franchigia di euro 1.000.000,00.

Deve essere tuttavia rilevato che questa imposta, secondo la giurisprudenza della Cassazione, non dovrà essere scontata al momento della costituzione del trust, bensì al momento dell’attribuzione dei beni ai beneficiari finali.

Qualora il trust familiare abbia ad oggetto immobili, al loro conferimento in trust si applicheranno le imposte ipocatastali in misura fissa.

Quanto dura un trust?

La durata del trust è fissata nell’atto istitutivo e non può superare 80 anni.

Sarebbe preferibile che il trust durasse più della vita del disponente: in caso contrario, il disponente riceverebbe ancora in vita i beni da lui stesso assegnati e il trust perderebbe qualsiasi funzione successoria.

Il trust può anche permettere di scavalcare una generazione: ad esempio, il disponente istituisce il trust a favore del figlio e del nipote (figlio del figlio). Il disponente gode il reddito degli investimenti; il figlio gode per tutta la vita del reddito degli investimenti; il nipote gode del reddito degli investimenti e al termine del trust riceve il capitale.


Il Trust familiare è un utile strumento che può essere impiegato per proteggere da eventuali pretese di terzi il patrimonio familiare costituito, ad esempio, da casa, denaro, investimenti, risparmi.


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