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Il costo della polizza assicurativa sul mutuo rende usuraio il tasso di interesse

1 Aprile 2014
Il costo della polizza assicurativa sul mutuo rende usuraio il tasso di interesse

Prestiti con cessione del quinto dello stipendio: per calcolare l’eventuale presenza di usura bisogna sommare anche i costi del finanziamento; non rilevano le istruzioni fornite da Bankitalia.

 

Una nuova ed importante sentenza – questa volta firmata dalla Corte di Appello di Torino [1] – conferma un indirizzo ormai costantemente assunto dalla giurisprudenza in tema di usura delle banche (leggi l’articolo: “Mutuo: per l’usura vanno calcolati tutti i costi del finanziamento”): anche il costo della polizza assicurativa, gravante sul prestito richiesto dal cliente, deve essere conteggiato nel calcolo finale per verificare se il tasso di interesse applicato dall’istituto di credito superi o meno la soglia dell’usura.

Dunque, per verificare la presenza di tassi usurari o meno, bisogna considerare tutti i costi del finanziamento e, quindi, oltre agli interessi, le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo, anche la polizza assicurativa.

Cosa sono i prestiti con cessione del quinto, con assicurazione

In materia di prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, il consumatore stipula un contratto con una banca o una finanziaria per ottenere il finanziamento. Nello stesso tempo, il cliente ordina al datore di lavoro o all’istituto di previdenza di accantonare un quinto della busta paga o della pensione e di versarla direttamente al finanziatore, quale rata mensile per la restituzione del prestito.

In tali casi, di norma, la banca fa firmare al cliente anche una polizza assicurativa per garantirsi il rischio nel caso in cui il soggetto finanziato venga licenziato o deceda (lo avevamo già accennato nell’articolo “Cessione del quinto alla banca con usura: attenti al finanziamento”).

Ma se il tasso effettivo globale del mutuo supera il saggio-soglia nel trimestre di riferimento indicato dal ministero dell’Economia, tenendo conto delle commissioni e delle remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, allora scatta l’usura per la banca [2].

Ai fini della determinazione del tasso-soglia non contano le eventuali istruzioni fornite da Bankitalia: innanzitutto non sono rilevanti per stabilire il tasso globale effettivo per un singola operazione e poi non potrebbero comunque avere portata tale da derogare alla norma penale o da integrarla. Ciò che conta, dunque, è solo la rilevazione trimestrale sulla Gazzetta Ufficiale con il decreto del ministero dell’Economia [3].

È un importante successo per tutti i consumatori che hanno firmato contratti di prestito personale con cessione del quinto dello stipendio e della pensione. Si tratta, infatti, di contratti sottoscritti, di norma, dalle fasce più deboli e indebitate della popolazione, proprio perché impossibilitate a procurarsi denaro per la restituzione del prestito al di fuori del quinto dello stipendio/pensione. Tuttavia proprio questi finanziamenti avevano sempre un Taeg molto elevato e sempre vicino alla soglia d’usura, anche a causa dei premi dovuti per tali polizze assicurative.


note

[1] C. App. Torino sent. n. 152/14.

[2] Nel calcolo, infatti, bisogna seguire le indicazioni della dell’articolo 644 cod. pen., vale a dire la norma penale incriminatrice dell’usura che ha effetti anche civilistici.

[3] Art. 2 L. 108/96

Autore immagine: 123rf.com


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