Avvocati: o solo cassazionisti o solo “di merito”. Scelta netta per la carriera

2 aprile 2014


Avvocati: o solo cassazionisti o solo “di merito”. Scelta netta per la carriera

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2014



La nuova proposta di riforma: creare incompatibilità tra il patrocinio nelle giurisdizioni superiori e la difesa davanti ai giudici di merito.

Gli avvocati saranno costretti a scegliere: o patrocinare solo davanti alla Corte di Cassazione oppure davanti ai tribunali di primo e di secondo grado (cosiddetti “tribunali di merito”).

È questa la proposta di modifica legislativa che oggi approda al plenum del Csm e che rilancia uno dei dieci punti dell’Agenda “Wolkonsky” sulla “incompatibilità” dell’iscrizione all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori con l’iscrizione agli albi circondariali per la difesa dinanzi ai giudici di merito.

Ricordiamo che il Csm ha, per legge, il potere di formulare proposte di riforma al ministero della Giustizia.

La proposta mira a deflazionare l’enorme contenzioso che si è creato davanti alla Suprema Corte, presa d’assedio ormai da oltre ottantamila ricorsi all’anno (50mila nel penale, 30mila nel civile), impedendole di svolgere il proprio ruolo di orientamento giurisprudenziale. La Cassazione ha ormai 130mila ricorsi arretrati, a fronte di 431 magistrati.

In questo modo si vuole intervenire riducendo la “domanda” ed evitando anche l’elevato numero di ricorsi infondati, inammissibili, irrituali, mal formulati, attraverso la specializzazione degli avvocati cassazionisti.

Oggi, in Italia, sono oltre 50mila gli avvocati cassazionisti, a fronte dei 100 in Francia e dei 40 in Germania.

Nella proposta si legge anche un intervento in materia penale: eliminare la norma che consente all’imputato di proporre personalmente ricorso, “eludendo” così l’obbligo di iscrizione del difensore al relativo albo.

Spigarelli, presidente dell’Unione camere penali, ironicamente commenta: “Chi diavolo sceglierebbe di fare solo il cassazionista?” specie di questi tempi, in cui il contenzioso è in forte crisi. Spigarelli è convinto che, così operando, in Cassazione non ci andrebbero i migliori ma “solo quelli che hanno la cattedra all’Università” e che, quindi, possono vantare già un altro stipendio.

Non è neppure detto che il plenum del Csm approvi la proposta: in commissione ha avuto 5 voti contrari e solo uno a favore.

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Autore immagine: 123rf.com

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