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Come pagare il contributo unificato processo tributario telematico?

25 Agosto 2021 | Autore:
Come pagare il contributo unificato processo tributario telematico?

L’informatizzazione del processo tributario è stata accompagnata dall’introduzione di una nuova modalità di pagamento del contributo unificato.

Dal 2011, anche per le cause instaurate dinanzi alle Commissioni tributarie provinciali e regionali si paga il contributo unificato al posto della marca da bollo. In tal modo, si è risposto a quelle esigenze di semplificazione che avevano già determinato l’introduzione di questo tipo di imposta per i procedimenti davanti ai giudici ordinari, in sostituzione di quelle previste dalle precedenti normative. Come pagare il contributo unificato nel processo telematico tributario?

Per i ricorsi e gli appelli che vengono depositati presso le segreterie di tutte le Commissioni tributarie provinciali e regionali è possibile assolvere al versamento dell’imposta, tra l’altro, attraverso il nodo dei pagamenti – Spc, ovvero mediante PagoPA. Inizialmente, detta modalità è stata utilizzata solo per le Commissioni tributarie presenti in Toscana e nel Lazio. A seguito dell’avvio del processo tributario telematico, avvenuto nel 2019, la possibilità è stata estesa a tutte le Regioni italiane.

L’uso di PagoPA per i pagamenti da effettuare verso la Pubblica Amministrazione si sta sempre più diffondendo e non solo nell’ambito della giustizia ma ad esempio per i servizi universitari, in relazione ai quali si possono eseguire versamenti online con le modalità previste dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID).

Cos’è il contributo unificato tributario (Cut)

Prima di esaminare nello specifico le diverse modalità di versamento del contributo unificato nel processo telematico tributario, è bene fornire qualche informazione in merito alla predetta imposta.

La legge prevede che la parte che deposita l’atto introduttivo di un processo tributario (parte ricorrente) è tenuta al pagamento di una somma forfetizzata, cioè del contributo unificato, in base al valore della controversia [1]. Quindi, ha individuato gli scaglioni di riferimento relativi alle cause che si svolgono dinanzi alle Commissioni tributarie provinciali e regionali, fissando per ciascuna di esse un importo da pagare a titolo di Cut [2].

In pratica, si tratta di:

  • 30 euro, per le controversie di valore fino a 2.582,28 euro;
  • 60 euro, per le controversie da 2.582,28 euro a 5.000 euro;
  • 120 euro, per le controversie da 5.000 euro a 25.000 euro;
  • 250 euro, per le controversie da 25.000 euro a 75.000 euro;
  • 500 euro, per le controversie da 75.000 euro a 200.000 euro;
  • ·1.500 euro, per le controversie di valore oltre 200.000 euro.

Se la causa è di valore indeterminabile, il contributo unificato è di 120 euro, in primo grado, mentre è di 1.036 euro per il giudizio di impugnazione dinanzi alla Corte di Cassazione.

Nel caso in cui la parte ometta di indicare il valore della causa, è dovuto un contributo unificato di importo pari a 1.500 euro, in primo grado, e di 3.372 euro davanti alla Corte di Cassazione.

Per determinare il valore della controversia e, quindi, del contributo unificato da versare, la parte deve fare riferimento alle somme dovute a titolo di imposta, considerate al netto di ogni sanzione e interessi [3].

Se il ricorso ha ad oggetto solo la sanzione, il valore della causa viene determinato sull’importo della stessa sanzione.

Il contributo unificato tributario aumenta per un importo pari alla sua metà nel caso in cui nel ricorso introduttivo non sia stato indicato il numero di fax del difensore e il codice fiscale del contribuente.

È opportuno ricordare che il valore della causa determinato sulla base dei criteri sopra enunciati, con riferimento a ciascun atto impugnato anche in grado d’appello, deve essere espressamente indicato dal ricorrente nelle conclusioni dell’atto introduttivo.

Contributo unificato tributario: come si paga con il sistema PagoPA

Per pagare il contributo unificato tributario tramite PagoPA è necessario accedere al Sistema informativo della giustizia tributaria (Sigit) all’interno dell’applicazione del processo tributario telematico (Ptt). Tale modalità abbina in maniera automatica il pagamento al ricorso presentato mediante l’aggancio al numero di iscrizione a ruolo del ricorso o dell’appello, senza ulteriori adempimenti da parte dell’utente.

Il pagamento tramite il servizio PagoPA è possibile sia nel corso dell’operazione di costituzione in giudizio sia successivamente tramite la linea di pagamento PagoPA della sezione pagamenti Cut.

Nel primo caso, il pagamento può essere effettuato direttamente dall’e-mail di conferma di avvenuta presentazione del ricorso/appello, selezionando l’apposito link in essa contenuto.

Più precisamente, chi intende pagare in tal modo deve:

  1. depositare il ricorso/appello tramite il processo tributario telematico;
  2. attendere, successivamente al deposito, un’email di conferma di avvenuta presentazione del ricorso/appello contenente il numero di RGR/RGA e il link per provvedere al pagamento;
  3. cliccare sul link. Dopo l’autenticazione, deve accedere alla pagina del Sigit – Pagamento Cut, dove sono riportati gli ulteriori dati richiesti per perfezionare il pagamento;
  4. inserire i dati richiesti per il perfezionamento del pagamento;
  5. cliccare su Paga.

Invece, chi intende pagare in un momento non contestuale all’iscrizione a ruolo, ricorrendo alla linea pagamento tramite PagoPA, deve:

  • accedere alla sezione pagamenti contributo unificato tributario e selezionare pagamento tramite PagoPA;
  • indicare la Regione, la Commissione, il registro generale, la tipologia di atto;
  • cliccare su ricerca;
  • selezionare l’icona dettaglio dell’atto individuato;
  • eventualmente modificare alcuni dati (predisporre pagamento);
  • cliccare su Paga.

Quali sono le altre modalità di pagamento del Cut

Il contributo unificato tributario si può pagare anche con una delle seguenti modalità:

  1. tramite modello F23 presso gli sportelli delle banche e di Poste Italiane S.p.A. In tal caso occorre indicare: il codice tributo (171T), la descrizione “Contributo unificato di iscrizione a ruolo nel processo tributario – Art. 9 del D.P.R. 30 maggio 2002, n° 115” e il codice ufficio o ente, rilevabile nella pagina della Commissione tributaria adita, consultabile tramite il servizio “Sedi” delle Commissioni;
  2. acquistando il contrassegno presso le rivendite autorizzate di generi di monopolio e di valori bollati ed apponendolo sul modello Comunicazione di versamento del contributo unificato;
  3. mediante il conto corrente postale n° 1010376927, intestato a “Tesoreria di Viterbo – Contributo Processo Tributario art. 37 D.L. 98/2011”.

In caso di deposito con modalità telematica del ricorso/appello, le ricevute di cui ai punti 1 e 3 ed il modello di cui al punto 2, devono essere scansionati in formato pdf/A, firmati digitalmente e trasmessi tramite il Ptt.

Il contrassegno in originale deve essere successivamente consegnato alla Commissione tributaria adita.

Nell’ipotesi di deposito cartaceo del ricorso/appello, se consentito, le ricevute di cui ai punti 1 e 3 vanno allegate all’atto introduttivo del giudizio in relazione al quale è stato effettuato il pagamento.

Il contrassegno di cui al punto 2 deve essere applicato nell’apposito spazio della nota di iscrizione a ruolo da depositare insieme al ricorso/appello.


note

[1] Artt. 13 e 14 T.U. sulle spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002).

[2] Art. 13 co. 6 – quater D.P.R. n. 115/2002.

[3] D. Lgs. n. 546/1992 come richiamato dal D.P.R. n. 115/2002.


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