Diritto e Fisco | Articoli

Cinque per mille: cos’è e come funziona

2 Aprile 2014
Cinque per mille: cos’è e come funziona

In cosa consiste la destinazione del cinque per mille dell’Irpef in favore degli enti di volontariato, Onlus, associazioni e fondazioni riconosciute, enti di ricerca scientifica e dell’università, attività culturali, sportive e di sostegno dei diritti civili.

A breve compileremo le nostre dichiarazioni dei redditi e saremo chiamati all’annuale scelta (comunque non obbligatoria) dell’ente a cui destinare il cosiddetto “cinque per mille”. Per compiere, dunque, tale facoltà con cognizione e coscienza, è bene comprendere di cosa si tratta.

La legge consente ai contribuenti di destinare, a finalità di interesse sociale, una quota pari al cinque per mille delle imposte annualmente dovute da essi stessi a titolo di Irpef. È il cittadino a decidere “se” e “a chi” destinare il “cinque per mille”. In ogni caso, la scelta dell’ente a cui destinare il cinque per mille va fatta nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico).

Anche i contribuenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi possono devolvere il cinque per mille.

In tal caso bisognerà utilizzare la scheda allegata al Cud.

Possono essere beneficiari del “cinque per mille” devoluto dai cittadini i seguenti soggetti:

– enti di volontariato;

– Onlus;

– associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali;

– associazioni riconosciute e fondazioni riconosciute che operano nei seguenti settori: 1) assistenza sociale e socio-sanitaria; 2) assistenza sanitaria; 3) beneficenza; 4) istruzione; 5) formazione; 6) sport dilettantistico; 7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico; 8) tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente; 9) promozione della cultura e dell’arte; 10) tutela dei diritti civili; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni;

– finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università;

– finanziamento agli enti della ricerca sanitaria;

– sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente;

– sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;

– finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

Ogni contribuente può scegliere un solo ente a cui destinare il cinque per mille, ma la scelta può cambiare ogni anno.

Per indicare l’ente che si è scelto di finanziare bisogna inserire, nella dichiarazione dei redditi, il codice fiscale del beneficiario. I codici fiscali di tutti i soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli elenchi pubblicati sul sito internet dell’agenzia delle Entrate.

Se si firma genericamente uno dei riquadri senza indicare alcun codice fiscale e si consegna il modulo al proprio datore di lavoro o all’intermediario per la trasmissione telematica, il cinque per mille sarà ripartito fra tutte le organizzazioni del settore.

Secondo gli ultimi dati, circa il 60% dei contribuenti destina il proprio cinque per mille a un ente ammesso al beneficio e la cifra totale devoluta annualmente dagli italiani oscilla tra i 320 e i 380 milioni di euro. Dal 2008 gli enti che percepiscono i fondi del cinque per mille devono annualmente redigere un rendiconto sull’utilizzo delle somme.

Questi rendiconti vengono trasmessi alla direzione per il volontariato del ministero delle Politiche sociali, che ha tra i propri compiti quello di raccogliere i rendiconti e verificarne la correttezza in base alle linee guida emanate dal ministero.

La scelta di destinazione del cinque per mille non è alternativa a quella dell’otto per mille. Pertanto, chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa cattolica o alla propria confessione religiosa, può anche disporre del cinque per mille in favore dei predetti enti.


note

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube