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Esistono bonus per il terzo figlio?

7 Maggio 2021 | Autore:
Esistono bonus per il terzo figlio?

Assegni e Carta famiglia: quali sono le agevolazioni in atto per sostenere economicamente le famiglie numerose.

Siamo in piena crisi demografica, con le nascite che precipitano perché le coppie vedono sempre più incerto il futuro dei loro potenziali figli e per le difficoltà di chi non può rinunciare al lavoro per restare a casa ad accudire i bambini. Tutt’al più, si arriva al primo figlio, si arriva al secondo ma poi ci si ferma: andare oltre non è alla portata di tutti. Lo Stato cerca di venire incontro a chi ha problemi economici attraverso l’assegno per le famiglie numerose. Significa che esistono bonus per il terzo figlio?

Ci sono, effettivamente, delle agevolazioni per chi ha più di due figli. Benefici che non si limitano all’assegno per le famiglie numerose ma che si concentrano, soprattutto, sull’assegno unico in vigore dal 1° luglio 2021. Se è vero che questo assegno viene riconosciuto già dal primo figlio, è altrettanto vero (come vedremo tra poco) che ci sono delle maggiorazioni dell’importo dal terzo bambino in poi, il che equivale ad una sorta di bonus per il terzo figlio.

E poi c’è la Carta famiglia, ovvero uno strumento che dà diritto a incentivi, agevolazioni, bonus e altri benefici sia nell’utilizzo di servizi sia nell’acquisto di beni per le famiglie a reddito basso con almeno tre figli.

Facciamo una carrellata sui bonus per il terzo figlio esistenti e come poter sfruttare sconti e agevolazioni per le famiglie numerose.

Terzo figlio: l’assegno per le famiglie numerose

Partiamo dall’assegno per le famiglie numerose che viene già erogato da tempo e che l’Inps ha di nuovo confermato. Ma che è stato fagocitato dall’assegno unico per i figli in vigore dal 1° luglio 2021. Ciò significa che è possibile beneficiare dell’assegno per le famiglie numerose per i primi sei mesi del 2021. E, come vedremo, anche se questo periodo fosse già trascorso, nulla sarebbe ancora perduto.

Consiste in un trattamento economico destinato ai nuclei con tre figli minori presenti nello stato di famiglia e con un reddito limitato. L’assegno è riconosciuto anche per i figli in affidamento preadottivo. Viceversa, se uno dei tre figli è affidato ad un’altra famiglia, non si ha diritto all’assegno.

Per ottenere il beneficio, serve la dichiarazione Isee: il valore non deve essere superiore a 8.788,99 euro al momento di presentazione della domanda, che va fatta al Comune di residenza (l’assegno verrà pagato dall’INPS) entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si ha diritto (ad esempio, entro il 31 gennaio 2022 per l’assegno relativo all’anno 2021). Ecco perché si diceva prima che nulla è perduto: entro il 31 gennaio 2022, è possibile presentare la domanda al Comune per ottenere l’assegno relativo ai primi sei mesi del 2021.

L’assegno spetta dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano i requisiti richiesti oppure dal primo giorno del mese in cui c’è il requisito della presenza dei tre figli minori. Il diritto all’assegno scade, invece, dal 1° gennaio dell’anno nel quale viene a mancare il requisito del valore dell’Isee o dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene meno la presenza dei tre figli minori. Ad esempio, se uno dei tre figli compie 18 anni nel mese di agosto, l’assegno non verrà più erogato dal 1° settembre.

L’importo massimo di questo bonus per il terzo figlio, cioè dell’assegno per le famiglie numerose, è di 145,14 euro. Ma la cifra può essere inferiore a seconda della situazione Isee. Il bonus terzo figlio arriva a cadenza semestrale disposta dall’Inps entro il 15 luglio ed entro il 15 gennaio.

Terzo figlio: l’assegno unico per le famiglie

Come accennato, dal 1° luglio 2021 il nuovo sostegno alle famiglie numerose si chiama assegno unico per i figli. Sostituisce tutti i vecchi benefici, compreso il bonus per il terzo figlio rappresentato dall’assegno per famiglie numerose di cui abbiamo appena parlato. E viene allargato ai lavoratori autonomi, non solo ai dipendenti. Inoltre, l’assegno è universale anche perché non tiene conto del reddito del richiedente. Si tratta, quindi, di una misura di supporto ai genitori che comprende (o cancella, a seconda dei punti di vista) altre agevolazioni come il bonus bebè, il premio alla nascita, gli assegni familiari o quelli comunali per le famiglie numerose e le detrazioni a carico.

L’assegno mensile viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza alle famiglie che hanno figli a carico fino ai 21 anni, con un importo più basso a partire dal diciottesimo anno di età.

In che modo l’assegno unico può essere considerato un bonus per il terzo figlio? Ce lo dice l’importo del trattamento: la cifra varia da 80 a 250 euro al mese per ogni figlio, a seconda della situazione Isee del nucleo familiare. Ma in caso di un figlio successivo al secondo, l’importo è maggiorato del 20%. Inoltre, l’assegno unico spetta anche a chi oggi percepisce il reddito di cittadinanza. Le due prestazioni, insomma, sono cumulabili.

Da aggiungere che si può ottenere la prestazione comprensiva del bonus per il terzo figlio se si è in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare con diritto di soggiorno permanente;
  • cittadinanza di uno Stato non comunitario con permesso di soggiorno Ue di lungo periodo o per motivo di lavoro o di ricerca per almeno un anno;
  • obbligo di pagare l’Irpef in Italia;
  • residenza e domicilio con figli a carico in Italia per la durata dell’agevolazione;
  • residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi o titolari di un rapporto di lavoro di durata almeno biennale.

Terzo figlio: la Carta famiglia

Un altro modo per beneficiare di un bonus per il terzo figlio è quello di richiedere (se in possesso dei requisiti) la Carta famiglia. Si tratta di un sostegno per le famiglie che hanno almeno tre figli minori a carico e che dà diritto a incentivi ed agevolazioni sia per utilizzare dei servizi sia per l’acquisto di beni nei negozi convenzionati. Dal 1° gennaio 2021, la Carta è riservata proprio a chi ha almeno tre figli conviventi e minori di 26 anni. Significa che chi ha uno o due figli, anche se piccoli, non può avere questo beneficio.

La Carta famiglia può essere richiesta da chi ha un Isee non superiore a 30mila euro. La domanda va presentata da uno dei due genitori al Comune di residenza oppure online al sito Carta della famiglia, previa registrazione tramite Spid. Una volta effettuato il primo accesso, il portale permetterà di inserire i dati degli altri componenti del nucleo familiare.

La validità della Carta è di due anni, al termine dei quali è necessario effettuare il rinnovo, tranne nei territori in cui le amministrazioni anticipano a 12 mesi la scadenza.

La Carta dà diritto a sconti che variano a seconda del tipo di adesione del negozio convenzionato. Ad esempio, se sulla vetrina trovi il bollino:

  • «Amico di famiglia»: si avrà uno sconto pari o superiore al 5% sul prezzo di listino dei prodotti;
  • «Sostenitore della famiglia»: si avrà uno sconto pari o superiore al 20% sul prezzo di listino dei prodotti.

Gli sconti riguardano l’acquisto di questi beni e servizi:

  • beni alimentari;
  • bevande analcoliche;
  • prodotti per la pulizia della casa;
  • prodotti per l’igiene personale;
  • abbigliamento e calzature;
  • libri e prodotti di sussidio didattico;
  • cancelleria e cartoleria;
  • prodotti farmaceutici, sanitari e medicinali;
  • apparecchiature sanitarie;
  • bollette di luce, gas e acqua;
  • trasporti;
  • palestre, centri sportivi e manifestazioni sportive;
  • servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani;
  • turismo, ristorazione e alberghi;
  • servizi socioeducativi e di sostegno alla genitorialità;
  • corsi per l’istruzione e la formazione professionale dei figli a carico.


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