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Il datore di lavoro può trattenere la multa dalla busta paga?

9 Maggio 2021
Il datore di lavoro può trattenere la multa dalla busta paga?

Trattenuta sullo stipendio per il verbale conseguente alla violazione del Codice della strada e compensazione con la busta paga. 

Potrebbe succedere che il dipendente alla guida dell’auto aziendale violi il Codice della strada e riceva una multa per un’infrazione. A quel punto, al netto della possibilità di impugnare il verbale ed eventualmente chiederne l’annullamento, il datore di lavoro può trattenere la multa dalla busta paga? Cerchiamo di fare il punto della situazione. Come vedremo a breve, la possibilità di scalare l’importo della sanzione dallo stipendio del dipendente è un’ipotesi residuale piuttosto rara. Ma procediamo con ordine.

Quando la multa stradale la paga il dipendente

Di norma, tutte le violazioni del Codice della strada devono essere contestate immediatamente allo stesso conducente, quello cioè alla guida del veicolo e che ha trasgredito la legge. In tal caso, l’agente della polizia ferma l’automobilista e redige il verbale a nome di quest’ultimo e, nello stesso tempo, consegnandoglielo a titolo di notifica. È quindi il dipendente che guida l’auto aziendale ad essere multato e a dover pagare la sanzione. È anche lui che, nello stesso tempo, può fare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace o entro 60 giorni al Prefetto per chiederne l’annullamento qualora vi siano motivi di impugnazione.

Su questo principio di carattere generale incombono, però, due considerazioni. La prima è costituita dal fatto che non sempre la multa viene elevata sul punto; anzi, il più delle volte, viene contestata in un momento successivo e, poi, spedita al titolare dell’auto che, nel nostro caso, è il datore di lavoro (si pensi alle multe fatte con il tutor o l’autovelox). 

La seconda considerazione è data dal fatto che, anche laddove il verbale venga consegnato e “intestato” al lavoratore-conducente, il datore di lavoro titolare del veicolo aziendale è “responsabile in solido” ed è pertanto tenuto a pagare laddove il trasgressore non lo faccia spontaneamente. 

Ecco che allora, in tali due ipotesi, si pone il problema se il datore di lavoro può trattenere la multa dalla busta paga del dipendente. 

Quando la multa stradale la paga il datore di lavoro

Come anticipato, la multa stradale potrebbe arrivare direttamente in capo all’azienda del datore di lavoro. In tal caso, il verbale conterrà l’invito a comunicare, entro 60 giorni, il nome dell’effettivo conducente. Il datore quindi indicherà alla polizia le generalità del lavoratore alla guida dell’automezzo aziendale affinché in capo a questi vengano sottratti i punti dalla patente e sia notificato l’ulteriore verbale per il pagamento della sanzione pecuniaria vera e propria. Ricevuta la multa, il dipendente dovrà pagarla, pur sussistendo la responsabilità solidale del datore di lavoro. 

Qualora il datore di lavoro non dovesse ricordare chi era alla guida, non potendo peraltro rivalersi indistintamente nei confronti di tutti i propri dipendenti, potrà comunicare alla polizia di non essere in grado di risalire all’effettivo conducente, fornendo la prova della pluralità di soggetti delegati all’utilizzo del mezzo. In tal caso, secondo un recente orientamento della Cassazione, questi non subirà ulteriori conseguenze oltre al pagamento della multa stradale. Non ci sarà quindi né la decurtazione dei punti dalla patente, né l’irrogazione di ulteriori sanzioni.  

Qualora invece il datore di lavoro, pur sapendo chi era alla guida del veicolo aziendale, non dovesse comunicare il nome dell’effettivo conducente per dimenticanza o per altra ragione non sorretta da giusta causa, subirà una seconda sanzione stradale da 282 a 1.142 euro. In tal caso, tale ulteriore multa non potrà essere scaricata sul conducente trasgressore, non essendo addebitabile a questi l’omessa comunicazione dei dati (onere che spettava al datore di lavoro).

Si può scalare la multa dallo stipendio del dipendente?

Abbiamo dunque visto che:

  • se il conducente viene fermato immediatamente, la multa viene intestata direttamente a lui e quindi dovrà pagare personalmente il verbale;
  • se il conducente non viene fermato e la polizia invia la multa al datore di lavoro, questi dovrà fornire il nome dell’effettivo conducente, sicché il verbale verrà notificato anche a quest’ultimo e sarà comunque tenuto a pagare.

In entrambi i casi, come anticipato, il datore di lavoro resta responsabile in solido con il trasgressore: può cioè essere tenuto a pagare qualora non lo faccia il trasgressore. Ebbene, in tali casi, una volta effettuato il pagamento, può il datore trattenere l’importo della multa dalla busta paga?

Tale eventualità è astrattamente possibile. L’azienda può cioè ridurre proporzionalmente lo stipendio del dipendente per un importo pari alla multa corrisposta alla polizia per colpa di questi. Lo può fare però solo se ha la certezza dell’identità del trasgressore, non potendo invece operare in via presuntiva o spalmare l’importo su tutti i dipendenti a titolo di sanzione punitiva o di avvertimento.

In generale, la giurisprudenza ha ammesso la trattenuta dalla busta paga a titolo di risarcimento del danno, anche in misura superiore a “un quinto” dello stipendio, solo laddove il credito sia certo e liquido e non invece ancora da determinare nell’esatto ammontare (come potrebbe essere il caso di un danno da incidente stradale all’autoveicolo per il quale ci sarebbe sempre bisogno di una previa sentenza del giudice che quantifichi l’esatto importo).

Tuttavia, è sempre bene verificare cosa prevede il contratto Collettivo nazionale di lavoro (il cosiddetto Ccnl), il quale potrebbe contenere limitazioni e divieti. Si pensi al caso degli autotrasportatori per i quali i risarcimenti per i danni procurati ai veicoli sono compensabili dalla busta paga solo entro determinati limiti di importo. 

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