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Il testamento dello straniero extracomunitario

2 aprile 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2014



Sono straniero ma risiedo in Italia e vorrei fare testamento secondo le leggi italiane. Si può fare?

 

Secondo la legge italiana, l’assegnazione dei beni di un soggetto, dopo la sua morte, è disciplinata dalle leggi del suo Paese d’origine [1]. Tuttavia, lo straniero, tramite apposita dichiarazione, può sottoporre l’intera successione alla legge dello Stato in cui risiede.

Nel caso in cui lo straniero intenda fare testamento pubblico in Italia, bisogna per prima cosa verificare se si tratta di un cittadino di uno Stato comunitario oppure di un cittadino extracomunitario. Nel primo caso, infatti, la possibilità di effettuare testamento in Italia non è soggetta a condizioni.

Il cittadino extracomunitario può compiere testamento secondo le leggi italiane solo se:

1 – risiede in Italia;

2 – e se il suo Paese d’origine consente ai cittadini italiani di beneficiare della stessa possibilità (cosiddetta condizione di reciprocità). Tale condizione, invece, non è richiesta per i cittadini appartenenti a Stati dell’Unione Europea per i quali già vigono i trattati comunitari.

Il testamento pubblico si compie tramite un notaio, al quale si manifestano le proprie volontà riguardo al destino dei propri beni, alla presenza di due testimoni. Il testamento deve indicare il luogo e la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione, ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal Notaio.

L’atto notarile, in linea generale, deve essere scritto in lingua italiana. Tuttavia, se il notaio ed i testimoni conoscono la lingua straniera, la redazione del testamento può essere fatta in tale lingua, tuttavia accompagnata dalla traduzione italiana [2].

 

Se il notaio non conosce la lingua di colui che vuole fare testamento, egli riceverà il testamento in italiano con l’intervento di un interprete. Questo, scelto dal testatore, deve prestare giuramento innanzi al notaio; della presenza dell’interprete e del giuramento fatto occorre fare menzione nell’atto [3].

Lo straniero deve sottoscrivere l’atto e, qualora non sappia o non sia in grado di firmare, sarà indispensabile l’assistenza di due testimoni che conoscano la lingua straniera. Se il testatore sa e può sottoscrivere l’atto, sarà invece sufficiente che la lingua straniera sia conosciuta da uno soltanto dei testi.

 

note

 

[1] Art. 46, l. n. 218/95.

[2] Ai sensi dell’art. 54 l. n.

[3] Art. 55 l. n.

Autore immagine: 123rf.com

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