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Cannabis terapeutica e patente

25 Agosto 2021 | Autore:
Cannabis terapeutica e patente

Marijuana per uso medico: dopo l’assunzione ci si può mettere alla guida? Il rinnovo della patente può essere negato a chi assume cannabis per curarsi?

In Italia, la legislazione sulle sostanze stupefacenti è molto severa, essendo vietata ogni condotta che possa favorirne la cessione o la coltivazione. L’uso personale di droghe è ugualmente illecito, pur essendo previste sanzioni solamente amministrative e non penali. Al contrario, il consumo di queste sostanze per motivi di salute è lecito, purché vi sia una prescrizione medica puntuale che autorizzi l’acquisto di farmaci a base di cannabis. Posta la liceità di tale consumo, si pone il problema di comprendere se una persona, dopo aver fatto uso di cannabis a fini terapeutici, possa poi mettersi al volante della propria vettura senza rischiare un’incriminazione per guida in stato di alterazione per uso di stupefacenti. Quali sono le implicazioni tra cannabis terapeutica e patente?

Chi fa uso di farmaci a base di cannabis non solo potrebbe rischiare di vedersi contestato un reato se trovato alla guida di un veicolo, ma addirittura potrebbe avere difficoltà a ottenere il rinnovo della patente: per legge, infatti, non è possibile avere né il rilascio né il rinnovo della patente se si fa un uso abituale di medicinali la cui assunzione possa influenzare la propria abilità alla guida. Tale valutazione è demandata alla Commissione medica locale. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo tutto ciò che c’è da sapere in materia di cannabis terapeutica e patente.

Cannabis terapeutica: cos’è?

Per cannabis terapeutica si intendono i farmaci contenenti una percentuale delle diverse molecole attive della canapa.

La cannabis a fini terapeutici è utilizzata per il controllo di nausea, vomito e appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia, ma anche per il controllo del dolore cronico e degli spasmi muscolari nelle persone affette da sclerosi multipla.

Cannabis terapeutica: quando è legale?

L’uso di cannabis terapeutica è legale solo se prescritta dal medico e acquistata in farmacia. Ogni altro tipo di consumo sarebbe illegale.

L’unica cannabis legale è quella venduta attraverso il canale ufficiale delle farmacie. Peraltro, i preparati a base di marijuana per utilizzo terapeutico sono solamente cinque e sono prodotti da un’unica azienda olandese (la Bedrocan).

Marijuana per uso terapeutico: si può guidare?

Veniamo ora al primo quesito: si può guidare un veicolo dopo aver assunto cannabis per uso terapeutico? Secondo il Codice della strada [1], è vietato mettersi alla guida di un mezzo in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope.

Dunque, la legge non punisce a prescindere chiunque si metta alla guida dopo aver fatto uso di marijuana o di qualsiasi altra sostanza stupefacente, bensì sanziona solamente chi è al volante in stato di alterazione dovuta all’assunzione di quelle sostanze. Ciò significa che chi assume cannabis per uso terapeutico può guidare se la sua capacità di guida non è alterata dal farmaco.

Deve essere dunque la persona che ha assunto cannabis a rendersi conto se è opportuno o meno mettersi alla guida.

Secondo la legge [2], i soggetti che seguono una terapia del genere dovrebbero essere esentati dalla guida di veicoli o dallo svolgimento di lavori che richiedono allerta mentale e coordinazione fisica per almeno 24 ore dopo l’ultima somministrazione di cannabis per uso medico.

Cannabis terapeutica: rinnovo patente di guida

Un altro problema che si pone per quanti assumono cannabis a uso terapeutico è quello del rilascio o del rinnovo della patente. Possono esserci problemi a riguardo? Secondo la legge [3], la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a chi abusi o faccia uso abituale di medicinali nel caso in cui la quantità assunta sia tale da avere influenza sull’abilità alla guida.

La valutazione della sussistenza dei requisiti di idoneità psicofisica per la guida di veicoli a motore è demandata alla Commissione medica locale.

In pratica, deve essere la Commissione medica a valutare se l’assunzione della cannabis terapeutica possa incidere sulla capacità di guida del soggetto che chiede il rilascio o il rinnovo del titolo abilitativo.

È tuttavia difficile che la Commissione ritenga inidonea alla guida una persona che faccia un uso occasionale di cannabis terapeutica. Diverso è il caso in cui l’assunzione di tale farmaco sia costante nel tempo e idoneo a incidere sulle facoltà del conducente.

Contro il giudizio di inidoneità alla guida della Commissione medica locale è in ogni caso possibile fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro sessanta giorni.

Davanti al giudice amministrativo si dovrà dimostrare come il giudizio negativo della Commissione medica sia illegittimo, e cioè che l’assunzione della cannabis non è in grado di giustificare l’inidoneità alla guida.

In alternativa, il conducente che non condivide il giudizio emesso dalla Commissione medica locale può effettuare (a sua richiesta e a sue spese) una nuova visita medica presso un’Unità sanitaria territoriale della Rete ferroviaria italiana, magari facendosi assistere da un medico di fiducia.


note

[1] Art. 187 cod. str.

[2] Legge n. 3/2018.

[3] D. lgs. n. 59 del 18.04.2011.

Autore immagine: canva.com/


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