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Due green pass Covid: a cosa servono e come funzionano

8 Maggio 2021 | Autore:
Due green pass Covid: a cosa servono e come funzionano

Chi è vaccinato, guarito o è negativo al tampone molecolare può già andare a trovare i parenti alle Rsa col certificato verde. A giugno quello europeo.

Uno per muoversi in Italia, un altro per circolare all’interno dell’Unione europea. Non ci sarà uno ma saranno due i green pass che permetteranno ai cittadini di avere accesso a luoghi e strutture finora vietati a causa della pandemia. Vediamo a cosa serviranno e come funzionano.

Il primo esiste già o, almeno, così bisogna dare per stabilito: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha già firmato l’ordinanza in vigore da subito e fino al 30 luglio che consente di entrare nelle Rsa a trovare gli anziani ospiti delle case di riposo. Accesso libero, dunque, ad almeno due condizioni: che vengano rispettate le indicazioni delle Regioni. La seconda, appunto, essere in possesso del green pass, cioè la «certificazione verde Covid-19» da esibire all’ingresso della struttura che certifica l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione dal coronavirus, o un tampone molecolare recente.

La novità non consiste solo nel fatto di poter andare a trovare dopo tanti mesi i parenti ricoverati in una Rsa ma anche nella sostanza stessa dell’ordinanza. Prima, la regola era che non si poteva entrare se non per un motivo particolare con tanto di approvazione da parte del direttore sanitario della casa di riposo. Ora, la regola è che si può entrare sempre, a meno che non si abbia il green pass oppure che ci sia un impedimento per motivi epidemiologici disposto dai vertici della struttura. Infatti, nell’ordinanza si legge che «il direttore sanitario o l’autorità sanitaria competente, in relazione allo specifico contesto epidemiologico, possono adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione».

Il provvedimento firmato dal ministro Speranza disciplina l’accesso di familiari e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti, e strutture residenziali socio-assistenziali. Accesso, si legge ancora nel testo, consentito nel rispetto del documento che detta le modalità di accesso e uscita, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come integrato e validato dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus.

In pratica, la struttura dovrà programmare gli accessi dei familiari lungo la giornata per evitare assembramenti: non più di due visitatori per persona ricoverata, eccetto casi particolari come caregiver, ospiti in fine vita, ecc. Oltre ad esibire la certificazione verde, i visitatori dovranno compilare un questionario sulla loro buona salute e superare il test del termoscanner. I nominativi resteranno registrati per 14 giorni. Sarà obbligatorio indossare le mascherine (almeno FFP2) ed igienizzare le mani. Il contatto fisico con l’ospite è consentito «in particolari condizioni di esigenze relazionali/affettive», solo se questo è vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi.

L’ordinanza prevede anche la possibilità del rientro in famiglia previa «specifica regolamentazione da parte delle direzioni sanitarie/responsabili medici/referente Covid, o del medico curante in accordo con la direzione».

Nel documento si definisce inoltre «sconsigliato l’accesso ai minori di 6 anni per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione».

Il secondo green pass deve ancora arrivare ed è quello per la mobilità all’interno dell’Unione europea. Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, spinge affinché sia fatto al più presto: «Abbiamo chiesto con molta enfasi – ha detto il premier al termine del vertice dei Ventisette che si è svolto a Porto – che la Commissione e il Parlamento Ue procedano con la massima rapidità alla definizione del green certificate per viaggiare in epoca Covid, per avere un modello europeo su cui confrontarsi per la misure turistiche, altrimenti ci sarà molta confusione».

Rassicura la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: «Il lavoro legale e tecnico sul green pass è in corso con l’obiettivo di essere pronto a giugno», annuncia il capo del Governo comunitario. «Sul fronte politico, possiamo ambire ad avere un accordo entro questo mese».



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8 Commenti

  1. Finalmente, proprio come nell’immagine, potremo respirare un po’ di libertà. Dopo circa un anno e mezzo, chi ha davvero rispettato pedissequamente le regole, ad oggi, sente il bisogno di uscire e ritornare a vivere. Bisogna ovviamente rispettare la classiche regole di sicurezza e stare attenti, però c’è bisogno di incontrare le persone e socializzare. Siamo rinchiusi e il tempo passa e scorrono anche le opportunità di condividere momenti di condivisione con i nostri cari

  2. Una volta vaccinato, penso che ne approfitterò per uscire fuori dai confini regionali e fare una bella vacanza. Spero che questa estate sia più tranquilla dell’inverno e che i casi si ridurranno grazie alla campagna vaccinale che finalmente sembra che stia prendendo la giusta piega

  3. Mi auguro che la gente continui a prestare attenzione e non esca senza mascherina. Già sul lungo mare vedo persone che girano senza i dispositivi di protezione personale e si assembrano. E vaccinandosi sarà ancora peggio perché penseranno che il pericolo sia scampato. Non dimentichiamoci le varianti e il fatto di poter contagiare anche chi non è vaccinato!

  4. L’idea di andare a trovare i familiari anziani dotati di questo green pass credo sarà molto utile per tutelare i nostri cari ed evitare il contagio degli altri ospiti di queste strutture. Occorrerà però provvedere seriamente al rispetto di queste prescrizioni e all’adozione di queste regole. Certo è che se uno si fa il tampone a tot ore dalla visita e poi entra in contatto con un positivo e poi viaggia o va a visitare l’anziano, non è che la soluzione si sia trovata

  5. Approfitterò del green pass per visitare Paesi europei che non avevo visto finora. Certo, non sarà la stessa cosa degli anni precedenti, quando conducevamo una vita normale, ma non dobbiamo interrompere le nostre vite altrimenti siamo morti dentro. Dobbiamo continuare a vivere e convivere con il virus, facendo massima attenzione

  6. Per quest’anno eviterò viaggi fuori dai confini regionali. Nella mia terra ci sono talmente tanti posti meravigliosi che non sento il bisogno di partire. Anzi, vorrei scoprire tante località del mio territorio e assaporare le prelibatezze locali

  7. Non vedo l’ora che la situazione si stabilizzi per ritornare a viaggiare. Vorrei visitare nuovi posti e conoscere tradizioni e culture nuove. Mi piacerebbe andare fuori Europa, ma per la prossima stagione estiva eviterò di muovermi dalla mia regione, anche perché non è il massimo girare e scattarsi foto in mascherina facendosi la sauna sotto il sole.

  8. Scusate, ma dal momento che il green pass è stato concepito unicamente per gli spostamenti, vorrei un Vostro parere circa la sua obbligatorietà per l’accesso alle strutture ricettive in Alto Adige. Tale obbligo è contestabile ? E in questo caso come è opportuno agire?

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