Invalidità: arriva la revoca per molti

9 Maggio 2021 | Autore:
Invalidità: arriva la revoca per molti

Migliaia di revoche in arrivo per le pensioni per invalidi civili, non vedenti e non udenti: basta una sola assenza alla visita medica di revisione.

Tolleranza zero per i beneficiari della pensione d’invalidità assenti alla visita di revisione: la sospensione della prestazione economica sarà immediata, dopo 2 giorni dalla data della visita. Inoltre, la sanzione sarà accompagnata dalla revoca della pensione non solo in caso di assenza alla seconda visita, ma anche nell’ipotesi in cui non sia reputata idonea la motivazione della prima assenza: a chiarirlo è l’Inps, con un recente messaggio [1].

Sospensione e successiva revoca potranno essere attuate, poi, a prescindere dall’esito della comunicazione postale relativa alla convocazione a visita: in parole semplici, l’Inps procederà a sospendere ed a revocare la pensione d’invalidità anche qualora il beneficiario non si presenti alla visita di revisione per non aver ricevuto la raccomandata. Il che potrà verificarsi spesso, considerando i frequenti disguidi nei servizi di recapito.

Il problema, tra l’altro, non riguarda i soli invalidi beneficiari di pensione, ma anche i non vedenti, i non udenti ed i disabili che percepiscono prestazioni economiche di qualsiasi natura.

Nel dettaglio, l’Inps ha annunciato che, per semplificare ulteriormente il procedimento di revisione dell’invalidità e renderlo più coerente con le leggi sull’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari [2], dal 6 maggio 2021 la sospensione delle pensioni per invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità avverrà dalla data della convocazione a visita, nel caso in cui l’interessato non si presenti al controllo sanitario nel giorno indicato nell’invito di convocazione. L’Istituto ha disposto anche che, a prescindere dall’esito della comunicazione postale, l’assenza a visita di revisione determina in ogni caso la sospensione cautelativa della prestazione economica, senza necessità di altri interventi.

Più precisamente, trascorsi 2 giorni dall’assenza a visita, sarà disposta la sospensione della pensione in automatico.

A seguito dell’assenza alla visita di revisione, comunque, l’interessato riceverà la comunicazione dell’avvenuta sospensione della pensione con l’invito a presentare, entro 90 giorni, idonea giustificazione dell’assenza all’Inps.

Nel caso in cui l’interessato presenti una giustificazione sanitaria o amministrativa ritenuta fondata, sarà riavviato il processo di revisione dell’accertamento sanitario, con la comunicazione della nuova data di visita medica: qualora l’interessato risulti assente anche a questa seconda convocazione, l’istituto provvederà alla revoca del beneficio economico, a partire dalla data di sospensione.

La revoca è invece disposta in via immediata, senza diritto alla seconda convocazione alla visita medica, nel caso in cui l’Inps giudichi inidonea la motivazione dell’assenza, che deve essere di natura sanitaria e amministrativa. Poiché l’istituto ha ribadito che si procederà alla sospensione della prestazione a prescindere dall’esito della comunicazione postale, difficilmente eventuali disguidi nel recapito risulteranno utili per evitare la revoca della pensione. Peraltro, nel menzionato messaggio [1] l’Inps non illustra i criteri secondo cui una giustificazione sanitaria o amministrativa possa ritenersi fondata, di fatto riservandosi un’enorme discrezionalità in merito.

Le finalità delle nuove disposizioni sono chiare: una gestione più veloce dei procedimenti di revisione, ma, soprattutto, una forte riduzione delle pensioni per invalidità e delle altre prestazioni economiche, ad oggi più numerose del dovuto a causa degli enormi ritardi nelle visite di revisione (a tal proposito, il decreto Semplificazioni del 2014 [3] prevede il diritto alla conservazione di tutti i benefici riconosciuti a seguito di verbali rivedibili, sino alla conclusione della procedura di revisione).

La disciplina precedente

In precedenza [4], l’esito della spedizione della convocazione alla visita di revisione risultava invece rilevante: si andavano difatti a creare delle liste amministrative che davano diritto ad un secondo accertamento sanitario prima della revoca, per i cittadini coinvolti in disguidi postali (ad esempio “sconosciuto all’indirizzo”, “trasferito”, “indirizzo insufficiente”, “mancanza di esito postale”).

In queste ipotesi, le sedi Inps erano obbligate ad esperire in breve tempo ogni possibile tentativo per individuare il nuovo domicilio dell’interessato e segnalare la posizione aggiornata all’U.O. medico legale, consentendo una seconda convocazione.


note

[1] Messaggio Inps 1835/2021.

[2] Art. 37 L. 448/1998, Art.5 Co.5 Dpr 698/1994, Art.20 Co.2 Dl 78/2009.

[3] Art.25, co. 6-bis, DL 90/2014, convertito in L. 114/2014.

[4] Messaggio Inps 2002/2015.

Autore immagine: pixabay.com


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