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Chi deve compilare il certificato di morte?

26 Agosto 2021 | Autore:
Chi deve compilare il certificato di morte?

In caso di decesso di una persona, è necessaria la compilazione del certificato di morte oltre a quella di altri due certificati.

Esiste una certa confusione circa gli obblighi da osservare e i comportamenti da tenere da parte dei medici in caso di decesso di una persona. Appare, quindi, utile riepilogare i punti fermi in materia alla luce della normativa vigente [1]. Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che in caso di decesso di un cittadino gli adempimenti da effettuare sono la diagnosi di morte, la scheda Istat e l’accertamento di decesso o visita necroscopica. In occasione di ciascuno di questi adempimenti va compilato uno specifico certificato medico; più precisamente, il certificato di constatazione del decesso, la denuncia delle cause di morte e il certificato necroscopico.

Chi deve compilare il certificato di morte ovvero il certificato di constatazione del decesso? Il medico che constata il decesso: di solito, è il medico curante. In caso di sua irreperibilità o di impossibilità ad effettuare la constatazione, il certificato può essere redatto da qualsiasi altro medico (ad esempio, dal medico del servizio di continuità assistenziale, dal medico dell’emergenza, ecc.).

Certificato di morte: cos’è e chi lo compila

Il certificato di constatazione di decesso, cioè quello che più comunemente viene denominato certificato di morte, è compilato dal medico che interviene per primo a constatarne l’esito. Viene rilasciato ai parenti del defunto su carta semplice e, oltre alle generalità del defunto, contiene anche l’ora, la data e il luogo di decesso. Questo certificato serve ad attestare la cessazione delle funzioni vitali e l’inefficacia di eventuali manovre rianimatorie.

Il decesso può verificarsi in tre diversi luoghi:

  • a domicilio, in tal caso la constatazione di decesso deve essere effettuata dal medico curante, negli orari di servizio, o dal medico del servizio di continuità assistenziale, nei competenti giorni ed orari. Nell’eventualità in cui sia stato chiamato il 118 per un intervento urgente e subentri il decesso del paziente, sarà il 118 ad effettuare la constatazione del decesso. La diagnosi di morte deve essere effettuata nel più breve tempo possibile e comunque entro un termine di tempo congruo, in considerazione del fatto che dall’ora della morte possono trascorrere massimo 24 ore entro le quali è necessario compilare la scheda Istat ed effettuare l’accertamento del decesso;
  • in un luogo pubblico. Se non è noto il medico curante, in questa ipotesi, la constatazione del decesso deve essere effettuata dal 118 mediante l’invio di un’autoambulanza medicalizzata;
  • in una struttura ospedaliera o in una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale), in tal caso, il decesso è constatato dal personale medico della struttura.

Scheda Istat o denuncia delle cause di morte: in cosa consiste

La scheda Istat o denuncia delle cause di morte è una denuncia obbligatoria con finalità sanitarie, epidemiologiche e statistiche, che va compilata dal medico curante nelle 24 ore dalla constatazione del decesso [2]. Nei giorni prefestivi e festivi, quando il medico di medicina generale non è in servizio, la scheda Istat deve essere redatta dal medico necroscopo.

Nei giorni lavorativi, in assenza del medico curante titolare, il medico sostituto assume tutte le funzioni del titolare e, pertanto, sulla base della visita della salma e della scheda anamnestica del defunto è legittimato a compilare in vece del curante anche la scheda Istat.

Se il medico sostituto ritiene di non avere sufficienti elementi di giudizio deve lasciare questo compito al medico necroscopo oppure, se è il caso, effettuare una richiesta motivata di autopsia.

Se il decesso avviene in una struttura ospedaliera, la scheda Istat viene compilata dal medico ospedaliero.

Medico necroscopo: chi è e in cosa consiste il certificato necroscopico

Il medico necroscopo viene nominato dall’Asl territorialmente competente. Negli ospedali, la funzione di medico necroscopo è svolta dal direttore sanitario o da un medico da lui delegato.

La funzione di medico necroscopo è svolta dai medici dipendenti delle strutture di medicina legale, del dipartimento di prevenzione e dei distretti sanitari di base delle Asl, al fine di assicurare la tempestività e l’ottimale distribuzione del servizio. Ai fini dell’effettuazione della visita necroscopica, le Asl devono garantire un servizio di segnalazione sia durante le ore di apertura degli uffici sia nelle fasce orarie notturne e festive in modo tale da dare comunicazione al medico necroscopico reperibile.

Al medico necroscopo spetta il compito di accertare la morte, redigendo l’apposito certificato.

La compilazione del documento va effettuata tra la quindicesima e la trentesima ora dal decesso dopo un adeguato periodo di osservazione, durante il quale il cadavere deve essere tenuto in luoghi e a temperature compatibili con la vita, cioè ad una temperatura di almeno 18 – 20 gradi centigradi. Il periodo di osservazione è di 24 ore per i casi di morte naturale e di 48 ore nei casi di morte improvvisa.

Il certificato necroscopico è indispensabile per cancellare il defunto dall’anagrafe e per autorizzare la sepoltura.

Se al momento della visita il medico necroscopo dovesse ravvisare segni di morte da causa violenta, deve inviare il referto all’autorità giudiziaria.

Chi deve dichiarare il decesso in Comune

La dichiarazione del decesso al Comune per gli adempimenti di legge è a carico dei familiari del defunto o di un loro delegato, se il decesso è avvenuto in un’abitazione privata [3].

Nel caso di morte in ospedale, in casa di cura o di riposo, in clinica o in altra struttura spetta al direttore, o ad un suo delegato, trasmettere all’ufficiale di stato civile competente l’avviso di morte.

Il termine stabilito dalla legge per rendere la dichiarazione di morte o per trasmettere l’avviso di morte è di 24 ore dal decesso.

La dichiarazione di morte deve essere resa davanti all’ufficiale di stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso. Stessa regola vale per l’avviso di morte.

Il documento che fa prova di ciò che l’ufficiale di stato civile attesta essere avvenuto in sua presenza, in caso di dichiarazione di morte, o da lui compiuto, in caso di avviso, è l’atto di morte. In relazione al contenuto, l’atto di morte deve enunciare il luogo, il giorno e l’ora della morte, il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza e la cittadinanza del defunto, il nome e il cognome del coniuge, se il defunto era coniugato, vedovo o divorziato, il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita e la residenza del dichiarante.

Decesso di un cittadino: quali sono le possibili eventualità

Volendo riepilogare quanto fino ad ora esposto, in caso di:

  1. morte in ospedale, il direttore o chi è da questi delegato trasmette l’avviso della morte all’ufficiale di stato civile. Si interesserà, quindi, dell’accertamento necroscopico attraverso medico da questi delegato, compilerà la scheda Istat;
  2. morte in casa con assistenza medica, i congiunti o chi per loro comunicheranno il decesso all’ufficiale di stato civile. Le modalità di comunicazione, poiché normate da regolamenti comunali, possono essere diverse nei vari Comuni e nella varie Regioni. Solitamente, il Comune predispone un modulo a cui allegano la Scheda Istat ed il certificato del medico necroscopo che sono obbligatoriamente previste dalle leggi nazionali;
  3. morte in casa senza assistenza medica, i familiari dovranno denunciare la morte presso l’ufficio di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso, il quale invierà il medico necroscopo. Quest’ultimo provvederà a definire la causa della morte eventualmente attraverso il riscontro diagnostico e compilerà la scheda Istat;
  4. morte in luogo pubblico, i sanitari del 118 o della guardia medica provvederanno a constatare il decesso, a inviare la salma nell’obitorio del Comune per il riscontro diagnostico. Chi effettua il riscontro compila la scheda Istat con la relativa causa della morte. Eventualmente, il medico curante potrà intervenire, ove avvisato, e se a conoscenza della patologia che ha determinato il decesso, evitare il riscontro provvedendo direttamente alla compilazione della scheda Istat.

note

[1] TULS (Testo Unico delle Leggi Sanitarie) del 27 luglio 1934; Regolamento di Polizia Mortuaria (RPM) D.P.R. n. 285/1990; Circolare del ministero della Sanità n. 24/1993; Regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. n. 285/90: circolare esplicativa; DPR n. 396/2000; Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2 co. 12 L. n. 127/1997.

[2] Art. 103 TULS.

[3] Titolo VII del RD n. 1238/1939, nell’art. 1 del TUPM, e nell’art. 72 del D.P.R. n. 396/2000.


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