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Casa mobile: prezzi e autorizzazioni

10 Maggio 2021
Casa mobile: prezzi e autorizzazioni

È legale vivere in una casa mobile su ruote? Si può sostare su un terreno pubblico o privato? Quali sono le leggi da rispettare? 

Il mito americano della casa mobile trova in Italia una serie di ostacoli e limitazioni derivanti dalla più rigida normativa urbanistica. Ciò nonostante, queste strutture prefabbricate stanno trovando un rapido impulso, dettato non solo dalla crisi economica e dalle difficoltà nell’acquisto del tradizionale immobile, ma anche da un forte ribasso dei prezzi e da un’offerta sempre più capillare e concorrenziale. 

Anche in Italia molte aziende stanno iniziando a puntare su questo settore con soluzioni flessibili, economiche e, soprattutto, dotate di notevoli confort. 

Ecco allora tutto ciò che c’è da sapere sulla casa mobile, prezzi e autorizzazioni. Ma procediamo con ordine e partiamo proprio dagli odiati aspetti burocratici.

Casa mobile: autorizzazioni

In Italia è legale vivere in una casa mobile ma bisogna rispettare le prescrizioni urbanistiche nazionali e locali. 

Salvo diverse disposizioni normative derivanti dalla disciplina comunale, per installare una casa mobile con ancoraggio fisso al suolo è necessario il permesso di costruire del Comune, lo stesso che si deve richiedere nel momento in cui si realizza un palazzo con le fondamenta. In caso contrario, si commette il reato di abuso edilizio. 

Dunque, non rileva il fatto che la casa mobile sia di piccole dimensioni o sia facilmente rimovibile: è piuttosto la sua più o meno stabile collocazione, su un terreno, a determinare la necessità del permesso comunale.

Inutile dire che, per ottenere la concessione edilizia dell’ente locale, sarà necessario pagare le relative imposte. 

Il permesso di costruire è necessario anche se il prefabbricato viene posizionato su un terreno privato, posto peraltro che, sul suolo pubblico, non sarebbe comunque possibile fissare una casa mobile, trattandosi di un’area demaniale. Occupare un terreno pubblico in modo permanente, anche se per posizionare una capanna, una casetta di legno, un prefabbricato o una casa mobile costituisce reato. L’occupazione del suolo pubblico non è reato solo quando l’invasione è temporanea, quella cioè che non si protrae per un apprezzabile lasso di tempo. 

Non è tuttavia rinunciando all’ancoraggio al suolo (quello senza le gomme, tanto per intenderci) che si evita l’obbligo della licenza edilizia. Anche quando non è ancorata al terreno, ma collocata su gomma, la casa mobile destinata ad uso permanente richiede il permesso di costruire [1] quando risultano effettuati gli allacci alla rete elettrica, idrica e del gas (necessari per l’abitabilità). Lo stesso principio è applicato anche quando risultano degli ancoraggi, anche se rimovibili, che assicurano la stabilità della casa mobile, del camper o della roulotte nel terreno.

Per evitare di chiedere il permesso di costruire, e quindi l’autorizzazione al Comune, è necessario che la presenza della costruzione sul terreno sia solo occasionale. Il che significa che o si va a stare in apposite strutture ricettive all’aperto (ad esempio, campeggi, villaggi vacanze, parchi vacanze, strutture agrituristiche ecc.), dove però per legge si può stare solo in via temporanea e non stagionale, oppure si rispettano le seguenti condizioni:

  • la casa mobile deve essere collocata su ruote ed essere omologata al trasporto su strada; non è quindi sufficiente la semplice collocazione su un supporto mobile se però questa non permette il trasporto;
  • la casa mobile deve poter essere immediatamente rimossa e trasferita altrove in qualsiasi momento (non deve dunque risultare ancorata al suolo).

Ciò succede, ad esempio, per la casa mobile sistemata su telaio poggiante su ruote gommate, bilanciate da supporti di ferro (dunque, deve trattarsi di un manufatto realmente trasportabile su strada), non allacciata alle reti della distribuzione della corrente elettrica e dell’acqua potabile.  

Casa mobile: prezzi

Vediamo ora quanto costa una casa mobile. Naturalmente, il prezzo varia in base alle dimensioni della casa, della qualità dei materiali e dei comfort in essa presenti.

Le cosiddette tiny house – trend molto diffuso negli Stati Uniti – stanno sfidando le costruzioni tradizionali e sempre di più si presentano come alternativa alla seconda casa. Ikea ad esempio sta testando, fuori dall’Europa, un home kit da “acquistare” in negozio: il tutto secondo la tradizionale logica dell’azienda svedese della scatola di montaggio.

Oggi, sul mercato, si presentano anche soluzioni veloci ed economiche; si parla di una spesa media di 25-30mila euro, per arrivare a soluzioni più complete a circa 50mila euro. Siamo quindi ben lontani dai prezzi delle case fisse che, di solito non scendono mai sotto i 1.500/2.000 euro a metro quadro anche nelle località meno rinomate.

Ora, si può comprare una casa mobile anche su Amazon: è realizzata dalla ditta Allwood e costa 8mila euro. Inutile dire che nel mercato americano è andata sold-out in poco tempo. Si tratta di un modulo prefabbricato di 17 metri quadrati, che si monta e smonta in due giorni, e che contiene tutti i comfort di una vera abitazione oltre a due camere da letto, una cucina e un bagno.

Il passo in più da parte di alcuni produttori è oggi, tuttavia, quello di associare alle mini-case anche le ruote, nello spirito con cui sono nate negli Stati Uniti, trasformandole in residenze da spostare. Al punto che si tratta di unità non soggette alle regole edilizie per una costruzione. Sono, a tutti gli effetti, delle vetture su ruote, proprio come i camper, anche se meno “sportive”.

In Italia, c’è Crippaconcept che ha appena completato lo sviluppo della sua prima Mobile Home green. Il progetto, presentato in anteprima da Il Sole24 Ore, si chiama Wonderland. È una unità mobile eco-sostenibile di circa 10 metri di lunghezza per 4 di larghezza. Si tratta di un maxi caravan, pur simile a una villetta. 

Sul mercato italiano esistono anche soluzioni più piccole, come quelle offerte da The Italian Tiny House, con dimensioni variabili che vanno dai 5 ai 7 metri di lunghezza (per un totale di 15/28mq). 


note

[1] T.a.r. Toscana, sez. III,  sent. n. 1319 del 29.07.2009.

Autore immagine: depositphotos.com


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