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Come evitare la sospensione della patente

10 Maggio 2021
Come evitare la sospensione della patente

Lavori socialmente utili e omessa comunicazione dei dati del conducente: ecco come si può ridurre o azzerare la sanzione accessoria.

La patente può essere sospesa tutte le volte in cui il punteggio si azzera a seguito di una o più infrazioni o quando si commette un illecito stradale per il quale la legge prevede, come sanzione accessoria, la sospensione della patente (si pensi alla guida in stato di ebbrezza). 

Nel primo caso, è possibile evitare la sospensione della patente effettuando dei corsi di recupero presso un’autoscuola a patto che si intervenga prima del totale azzeramento dei punti. Diversamente, bisogna sostenere di nuovo sia l’esame di teoria che quello pratico di guida. Una volta superati questi esami, si ritorna in possesso dei 20 punti. 

Nel secondo caso, invece, è possibile dimezzare la pena accessoria attraverso i lavori socialmente utili. A spiegare come evitare la sospensione della patente è stata una recente pronuncia della Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine.

Come evitare l’azzeramento dei punti

A parte la frequentazione dei corsi di guida per recuperare i punti della patente una volta persi, è possibile evitare la decurtazione degli stessi, prima ancora della loro sottrazione, tramite un ulteriore sistema. Tale mezzo, che potrà apparire a prima vista illegale, è stato invece ritenuto pienamente legittimo dalla Corte Costituzionale che, in tal modo, ha indirettamente spiegato come evitare la sospensione della patente. Ecco come funziona.

Quando la multa viene notificata a casa del proprietario dell’automobile (senza cioè la contestazione immediata sul posto), il verbale contiene l’ordine a comunicare all’organo di polizia, entro i successivi 60 giorni, le generalità e i dati della patente dell’effettivo conducente. Ciò al fine di sottrarre solo a quest’ultimo i punti dalla patente. Difatti, è illegittima la sottrazione dei punti al proprietario dell’auto senza la certezza che sia stato effettivamente questi a commettere l’infrazione. 

La comunicazione va data anche quando il verbale viene impugnato, quando viene pagata la multa o quando l’effettivo conducente è lo stesso titolare del mezzo.

La mancata comunicazione dei dati dell’effettivo conducente implica una seconda sanzione amministrativa da 292 euro fino a 1168 euro; tuttavia, non si dà corso alla decurtazione dei punti, non essendovi certezza sull’identità del trasgressore.

Solo in presenza di un giustificato motivo si può evitare di fornire i dati dell’effettivo conducente a condizione che: si comunichi comunque alla polizia l’impossibilità oggettiva di non poter ricordare chi era alla guida dell’auto (si pensi a un’unica auto condivisa da più membri della famiglia); si dia prova documentale di ciò. Quindi, il fatto di non rispondere all’invito della polizia è comunque un illecito, a prescindere dalle ragioni sottese.

Abbiamo detto che l’omessa comunicazione dei dati del conducente costituisce un illecito punito con una semplice sanzione amministrativa anche se piuttosto salata: essa va da 292 euro fino a 1168 euro. Risultato: chi non vuol perdere i punti dalla propria patente può decidere di pagare la seconda multa senza altre conseguenze. È una sorta di “baratto” legalizzato dalla legge e dalla giurisprudenza: si paga per mantenere i punti. In questo modo, si evita anche di subire la sospensione della patente. 

Come ridurre la sospensione della patente coi lavori di pubblica utilità

Come chiarito dalla Cassazione [1], l’imputato nel reato di guida in stato di ebbrezza che ha chiesto e ottenuto il patteggiamento con conversione della pena in lavori di pubblica utilità ha diritto a conservare la patente fino al termine dei lavori. E la sospensione va rimandata all’udienza in cui il giudice valuterà l’esito della pena sostitutiva. Se sarà positivo, il reato verrà dichiarato estinto e la pena accessoria della sospensione della patente dovrà essere dimezzata.

Ricordiamo che, nei casi di guida in stato di ebbrezza compresa nel primo scaglione, ossia con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l, la sospensione della patente va da sei mesi a un anno. Invece, con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la sospensione della patente va da un anno a due anni.

La questione ha un importante impatto pratico, visto che il Codice della strada prevede il dimezzamento della sospensione della patente stabilito per la guida in stato di ebbrezza, se l’imputato non ha provocato un incidente, in caso di conversione della pena con i lavori di pubblica utilità. 

L’immediata esecutività della sospensione della patente, in caso di positivo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, rischierebbe di vanificare gli effetti del successivo dimezzamento della sua durata. Per la guida in stato di ebbrezza, infatti, la patente viene ritirata immediatamente dagli agenti, mentre il Prefetto può ordinare nei giorni successivi la sospensione provvisoria della patente fino a due anni. Il problema è che spesso nelle more della fissazione dell’udienza di patteggiamento con richiesta di conversione della pena coi lavori di pubblica utilità, il conducente ha già scontato per intero la sanzione accessoria senza poter beneficiare del dimezzamento previsto dalla legge.

 


note

[1] Cass. sent. n. 17148/21.

Autore immagine: depositphotos.com


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