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Rinnovo passaporto: serve l’assenso dell’ex?

26 Agosto 2021
Rinnovo passaporto: serve l’assenso dell’ex?

In presenza di figli minori, il rilascio del documento valido per l’espatrio è subordinato al benestare dell’altro coniuge.

Ti sei separato da tua moglie da qualche mese. Dalla vostra unione è nata una bambina che attualmente vive con la madre, con la quale non hai un buon rapporto. Nonostante la tua buona volontà, lei cerca di farti innervosire in tutti i modi come se tu fossi l’unico responsabile per la fine del matrimonio. Quindi, ogni pretesto è buono per litigare. Adesso, ad esempio, devi recarti all’estero per lavoro ed hai scoperto che per il rinnovo del passaporto serve l’assenso dell’ex.

In presenza di figli minori, è necessario che l’altro genitore si rechi all’ufficio competente per apporre la sua firma al rilascio del documento in questione, onde evitare che ci si possa sottrarre ai propri doveri fuggendo in un altro Paese. In caso di opposizione, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti invito a metterti comodo e a proseguire nella lettura di questo articolo.

Passaporto: a cosa serve?

Il passaporto è un documento di riconoscimento che consente ad una persona di recarsi all’estero, cioè di circolare liberamente in un Paese che non fa parte dell’Unione Europea (ad esempio, negli Stati Uniti).

Dove si chiede il rilascio del passaporto?

Per ottenere il passaporto bisogna compilare una domanda (allegando un documento di identità valido, due fotografie, il contrassegno telematico di 73,50 e la ricevuta di versamento da 42,50 euro) da consegnare presso l’ufficio passaporti:

  • della questura;
  • del commissariato di pubblica sicurezza;
  • della stazione dei carabinieri.

Rinnovo passaporto: serve l’assenso dell’ex?

Una volta emesso, il passaporto ha una durata pari a 10 anni. Alla scadenza non è previsto alcun rinnovo, ma occorre richiedere un nuovo documento – almeno 6 mesi prima – recandosi presso uno degli uffici visti poc’anzi.

Secondo la legge, il genitore (convivente, separato, divorziato o coniugato) con figli minorenni può richiedere il passaporto solo con l’assenso dell’altro. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono i genitori della piccola Caietta di cinque anni. Tizio lavora in una grande multinazionale ed è obbligato a recarsi negli Stati Uniti almeno una volta al mese. La coppia si separa e il rapporto diventa molto burrascoso, al punto che Caia si oppone al rinnovo del passaporto di Tizio perché teme che possa sottrarsi ai suoi doveri di padre.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, Tizio deve ottenere l’assenso della madre di sua figlia per il rilascio del passaporto, altrimenti non potrà viaggiare all’estero. In pratica, l’altro genitore deve recarsi personalmente presso l’ufficio competente e mettere la sua firma di assenso dinanzi al pubblico ufficiale.

In caso di opposizione, è necessario presentare un ricorso al giudice tutelare del luogo di residenza del minore, avendo cura di specificare i motivi del mancato assenso al rilascio del passaporto e l’urgenza del documento. Si tratta di un procedimento di “volontaria giurisdizione” che non richiede particolari formalismi ed è molto veloce.

Il giudice legge il ricorso e, se lo ritiene fondato e ben motivato, può:

  • emettere un decreto e concedere subito l’autorizzazione al rilascio del passaporto senza sentire il genitore opponente;
  • instaurare un contraddittorio: nel senso che convoca i genitori per ascoltare le ragioni di entrambi.

Ovviamente, un genitore è libero di opporsi al rilascio del passaporto dell’altro, ma tale dissenso deve essere legittimo, cioè supportato da ragioni valide. Pensa, ad esempio, al papà divorziato completamente inaffidabile che non vuole pagare il mantenimento al figlio così come previsto dal tribunale. È chiaro che, in tal caso, è bene opporsi al rilascio del passaporto perché l’uomo potrebbe decidere di recarsi all’estero in qualsiasi momento per sottrarsi ai suoi doveri nei confronti del minore.

Lo stesso discorso vale per chi presenta il ricorso per richiedere il rilascio del documento in questione. All’istanza, infatti, dovranno essere allegati tutti i documenti necessari come la sentenza di separazione o di divorzio, i motivi del viaggio (cioè occorre dimostrare che si parte per lavoro o per altra urgenza), la prova della corresponsione dell’assegno di mantenimento al figlio, ecc. Inoltre, per il deposito del ricorso occorre pagare un contributo unificato da 98,00 euro ed una marca da bollo da 27 euro.

Attenzione: solitamente, nell’accordo di separazione e divorzio, si trova una clausola in cui i genitori concedono preventivamente il reciproco assenso per il rilascio e/o il rinnovo del passaporto. Detta clausola, però, non serve a molto, in quanto sarà comunque necessario il nulla osta dell’altro genitore e, in caso di rifiuto, l’autorizzazione del giudice tutelare.

Passaporto minorenne: serve l’assenso dei genitori?

Per richiedere il rilascio del passaporto a favore del figlio minorenne occorre l’assenso di entrambi i genitori, anche qualora il bambino sia affidato in via esclusiva ad uno dei due. Ne consegue che un eventuale rifiuto potrà essere superato solo rivolgendosi al giudice tutelare del luogo di residenza del minore.

Nell’ipotesi in cui il figlio abbia già un passaporto, il genitore può revocare l’assenso precedentemente prestato. In tal caso, il documento sarà ritirato dall’autorità di pubblica sicurezza e potrà essere restituito solo dopo un provvedimento del giudice in tal senso.



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