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Fondo patrimoniale: vale anche contro Equitalia?

3 aprile 2014


Fondo patrimoniale: vale anche contro Equitalia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 aprile 2014



Come difendere il proprio patrimonio dai creditori: per l’opponibilità del fondo ai terzi rileva la data di annotazione a margine dell’atto di matrimonio e non la data dell’atto notarile o quella di trascrizione nei pubblici registri.

Il fondo patrimoniale è quasi sempre utilizzato con lo scopo di proteggere il proprio patrimonio da obbligazioni e debiti contratti da uno dei due coniugi. Esso, infatti, si è sempre rivelato uno strumento valido e a “buon mercato” per sottrarre i beni familiari ai creditori, sebbene nell’originaria intenzione della legge esso doveva servire a destinare determinati beni immobili, mobili iscritti nei pubblici registri o titoli di credito all’esclusivo soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Proprio per evitare scopi chiaramente elusivi delle obbligazioni, la legge ha posto determinati limiti all’uso del fondo che vedremo a breve.

Visto così, il fondo patrimoniale può essere utilizzato anche per tutelare i contribuenti dalle aggressioni di Equitalia e, in particolare, dai pignoramenti effettuati da quest’ultima società verso i beni immobili (ben inteso che, a seguito del recente “Decreto del Fare” la prima e unica casa di proprietà non è più pignorabile). Spesso, infatti, la figura del fondo patrimoniale può essere costituita per difendere i beni familiari dalle eventuali azioni dei creditori nell’ipotesi in cui l’attività imprenditoriale o professionale, svolta da uno dei coniugi, risulti rischiosa o stia attraversando un periodo di crisi.

Affinché, però, la costituzione di un fondo patrimoniale possa valere a preservare i beni di famiglia dai pignoramenti dell’Agente della riscossione bisogna avere presente alcune considerazioni, richiamate peraltro da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari [1].

1) Qualora il debito con l’erario sia nato dopo la costituzione del fondo patrimoniale,

a – se l’obbligazione è sorta per “scopi estranei ai bisogni della famiglia”, e di ciò il creditore ne era a conoscenza, il fondo non può essere aggredito. È il caso, per esempio, dei debiti derivanti da omesso versamento di contributi previdenziali o assicurativi [2], chiaramente destinati all’esercizio dell’impresa;

b – se, invece, l’obbligazione è sorta per scopi inerenti ai bisogni essenziali della famiglia, in tal caso gli immobili inseriti nel fondo patrimoniale possono essere pignorati.

2) In caso di debiti con l’erario nati prima della costituzione del fondo patrimoniale, il fondo patrimoniale è soggetto a una dichiarazione di inefficacia (cosiddetta “azione revocatoria”) entro cinque anni dalla costituzione del fondo stesso, a condizione che il creditore dimostri che il debitore ha costituito il fondo solo allo scopo di sottrarre i propri beni ad Equitalia. Tale dimostrazione può essere data dando prova che non esistono altri beni (case, terreni, conti, ecc.) che il creditore può aggredire per soddisfare le proprie ragioni.

Tuttavia, se il termine di cinque anni decorre senza che Equitalia abbia intrapreso la revocatoria, il fondo si “solidifica” e non può essere più impugnato.

Da quanto sopra, è chiaro che il momento fondamentale per comprendere se il fondo patrimoniale sia o meno opponibile ad Equitalia è la data della sua “nascita”. A questo punto, però, è essenziale un chiarimento, fornitoci proprio dalla sentenza anticipata in apertura [1].

Cosa si intende per “nascita” del fondo? In verità, non si deve guardare né la data della costituzione del fondo davanti al notaio, né la data di trascrizione nei pubblici registri immobiliari. Quel “momento” fondamentale dal quale il fondo è opponibile ai creditori – e quindi anche ad Equitalia – è la data dell’annotazione a margine dell’atto di matrimonio nei registri dello stato civile.

Dunque gli effetti del fondo patrimoniale decorrono solo da tale momento e non da quello anteriore della domanda di annotazione o della data di trascrizione.

Pertanto, se il pignoramento immobiliare intrapreso da Equitalia è eseguito prima dell’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e di quelli che intervengono nella esecuzione.  Allo stesso risultato si perviene quando il pignoramento sia successivo all’annotazione, ma l’ipoteca sia stata iscritta precedentemente, in quanto con l’iscrizione sorge immediatamente per il creditore il potere di espropriare il bene.

Che succede se Equitalia iscrive ipoteca su un bene inserito nel fondo?

Qualora il coniuge che ha costituito un fondo patrimoniale, conferendovi un suo bene, agisca contro il creditore chiedendo che venga dichiarata l’illegittimità dell’iscrizione di ipoteca che costui abbia eseguito sul bene, deve provare che il debito sia stato inizialmente contratto per uno scopo estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore fosse a conoscenza di tale circostanza, anche nel caso di iscrizione ipotecaria effettuata da Equitalia [3].

note

[1] CTR Bari, sez. Lecce, sent. n. 360/23/2014.

[2] C.T.R. Piemonte sez. VI 21.10.2009 n.54; C.T.P. Grosseto, sez. IV, 30.11.2009, n.280; C.T.P. Milano, sez. XXI, 20.12.2010, n. 437; C.T.P. Mantova, sez. 1, 10.06.2008; C.T.P. Padova sez. I del 20.01.2011.

[3] Cass. sent. n. 5385/13.

Autore immagine: 123rf.com

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