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La lettera di messa in mora interrompe la prescrizione?

11 Maggio 2021 | Autore:
La lettera di messa in mora interrompe la prescrizione?

L’atto di costituzione in mora va inviato al debitore con raccomandata o Pec per non far scadere i termini oltre i quali il credito diventa irrecuperabile.

Quando un debitore non paga e il ritardo si protrae bisogna sollecitarlo. Se non ci sono particolari vincoli di cortesia è meglio non farlo soltanto a voce, ma con una diffida formale: se passa troppo tempo potrebbe vantare il diritto di non pagare più, perché il credito sarebbe ormai prescritto. Ma la lettera di messa in mora interrompe la prescrizione? Si tratta di vedere se questa particolare diffida legale è valida per non far decorrere i termini.

La legge elenca una serie di atti interruttivi della prescrizione, che ti esporremo in questo articolo. La giurisprudenza ha precisato anche le forme che l’atto di costituzione deve avere per essere efficace a tali fini: ad esempio, come vedrai tra poco, una lettera non firmata non produce effetti. 

Conoscendo i requisiti necessari, arriverai a capire se la lettera di messa in mora interrompe la prescrizione quando è scritta e firmata direttamente da te oppure dal tuo avvocato, al quale hai conferito mandato ad agire in tuo nome e per tuo conto. In questi casi, vale il vecchio detto del buon senso comune secondo cui le parole volano ma gli scritti restano. Infatti, una diffida fatta a voce non vale a interrompere il decorso dei termini di prescrizione: occorre un atto di costituzione in mora, anche se in essa è sufficiente chiedere chiaramente il pagamento di un determinato debito scaduto, senza necessità di adottare formule particolari.

Prescrizione: cos’è e quando scatta

La prescrizione è la perdita di un diritto per inerzia del suo titolare, che non lo ha esercitato nei termini stabiliti dalla legge [1]. È necessario attivarsi per far valere i propri diritti, specialmente quelli patrimoniali, altrimenti, una volta trascorso un certo termine, essi inevitabilmente scadono. 

Si possono estinguere per prescrizione solo i diritti patrimoniali disponibili, non quelli indisponibili, della personalità e attinenti situazioni familiari. Anche il diritto di proprietà è imprescrittibile, ma può essere acquisito da altri attraverso l’usucapione.

Ogni tipo di diritto ha il suo termine di prescrizione; quello generale – che comprende, ad esempio, il pagamento delle normali fatture commerciali, è di 10 anni – ma gli abbonamenti periodici (come quelli a riviste o alla pay tv) si prescrivono in un periodo più breve, di 5 anni. Per conoscere in dettaglio i singoli termini di prescrizione dei vari crediti leggi la nostra guida “La prescrizione dei debiti“.

Prescrizione: da quando decorre e come si calcola

La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, ma può essere sospesa, o interrotta, da alcune circostanze che la bloccano provvisoriamente. In questi casi, il decorso dei termini si arresta, per riprendere a scorrere dal momento della cessazione della causa di sospensione o di interruzione, con l’importante differenza che nel primo caso i termini precedentemente maturati rientrano nel computo, mentre nel secondo caso ripartono da zero.

Il motivo della presenza di tali cause che possono modificare il tempo necessario a prescrivere è presto detto: siccome la prescrizione colpisce l’inazione del titolare del diritto, il suo decorso si può interrompere attraverso alcuni atti che dimostrano che egli non è rimasto inattivo. Se viene posto in essere uno di questi atti interruttivi tipici, il termine della prescrizione ricomincia a decorrere nuovamente dall’inizio.

Atti interruttivi della prescrizione: quali sono?

L’interruzione della prescrizione deriva dal compimento di un atto mediante il quale il titolare del diritto dimostra di essere intenzionato a farlo valere, come la proposizione di una domanda giudiziale. Deve trattarsi di un atto univoco e indirizzato al debitore.

Tra gli atti interruttivi della prescrizione, c’è, per espressa previsione di legge [2], anche la notificazione di un qualsiasi atto che valga a costituire in mora il debitore inadempiente. Invece una telefonata, o una semplice mail, non vale come atto interruttivo della prescrizione.

Lettera di messa in mora: interrompe la prescrizione?

Tra gli atti utili ad interrompere il decorso della prescrizione c’è anche la lettera di messa in mora, perché essa vale come richiesta formale di pagamento del debito scaduto. La Corte di Cassazione [3] la ritiene valida a produrre questo effetto anche se la lettera di diffida dell’avvocato del creditore è inviata all’avvocato del debitore, anziché a lui direttamente, perché il difensore munito di mandato agisce in nome e per conto della parte che rappresenta. Qui, non occorre ancora il rilascio della procura alle liti, che serve invece per il successivo svolgimento dell’attività giudiziale.

La ditta Beta invia nel 2021 al suo cliente Mario Rossi una lettera di messa in mora per una fattura, emessa nel 2011, che era rimasta non pagata. Dal momento della ricezione della raccomandata, il termine di prescrizione di 10 anni riparte da capo e il credito potrà essere utilmente riscosso fino al 2031.

La lettera di messa in mora deve essere firmata?

Una recente pronuncia della Cassazione [4] ha affermato la necessità di sottoscrizione dell’atto di costituzione in mora. Questa lettera di diffida produce effetti dal momento in cui perviene al debitore interessato, attraverso la ricezione della lettera raccomandata o della Pec. Per questo motivo, ai fini della validità dell’effetto interruttivo della prescrizione, la firma del creditore o del suo avvocato serve – afferma la Suprema Corte – quale «modalità di assunzione della paternità della dichiarazione».

I giudici di legittimità considerano la firma un «elemento essenziale», in mancanza del quale non si produce l’effetto giuridico desiderato dal creditore, che è quello dell’interruzione della prescrizione. Perciò, inviando una lettera di messa in mora priva di firma, il debito inevitabilmente scade.

Lettera di messa in mora: approfondimenti

Come abbiamo visto, l’effetto principale della lettera di messa in mora è quello di interrompere la prescrizione. Lo scritto solitamente contiene anche una diffida ad adempiere entro un termine indicato dal creditore, ad esempio viene richiesto di pagare entro 15 giorni dal ricevimento della missiva.

La costituzione in mora (con o senza diffida ad adempiere) per essere valida deve contenere necessariamente la descrizione del credito vantato ed il suo ammontare, con la formulazione di una chiara e precisa intimazione a pagare il debito scaduto.

Per approfondire leggi anche “Come si fa una lettera di messa in mora” e “Come opporsi alla costituzione in mora“.


note

[1] Art. 2934 Cod. civ.

[2] Art. 2943 Cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 20099 del 25.07.2019.

[4] Cass. ord. n. 12182 del 7.05.2021.


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