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Lo sai che? Assemblea di condominio, deleghe e convocazione: come opporsi

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2014

Divieto di delega all’amministratore per la partecipazione all’assemblea condominiale e limiti alle deleghe ad altri condomini: con la legge di riforma del condominio entrata in vigore nel 2013 è stato previsto il divieto alla possibilità da parte dei condomini di conferire deleghe all’amministratore per la partecipazione ed il voto in sede di assemblea condominiale e limiti precisi alle deleghe a favore di altri condomini.

Tra le più interessanti novità che la recente riforma del condominio ha introdotto a partire dal giugno 2013 [1], vi è sicuramente la modifica della normativa [2] che disciplina la possibilità di delegare altre persone alla partecipazione, e quindi, al voto, in sede di assemblea condominiale.

Le nuove norme hanno confermato la possibilità per il condomino di farsi rappresentare in sede di assemblea condominiale, conferendo però necessariamente una delega scritta (in precedenza non era obbligatoria la forma scritta dell’atto di delega).

Tale delega non può in nessun caso essere conferita all’amministratore condominiale. Nel caso in cui i condomini siano più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e dei millesimi.

Sono state espressamente previste diverse forme di trasmissione della delega al condomino delegato: essa, infatti, potrà essere spedita via posta ordinaria (si consiglia la raccomandata per avere certezza della spedizione e della ricezione) oppure a mezzo di posta elettronica (molto meglio se certificata) o anche a mezzo fax e, naturalmente, potrà sempre essere consegnata a mani dal delegante al delegato.

Il regolamento condominiale può prevedere limiti più rigorosi al divieto di cumulo di deleghe (divieto di rappresentare più di un quinto dei condomini e dei millesimi nei condomini con più di venti proprietari). Invece sarà nulla la clausola del regolamento condominiale che dovesse prevedere limiti meno rigorosi di quelli fissati dalla legge.

Nel caso in cui una deliberazione sia stata adottata con il voto favorevole di un condomino che rappresentava altri condomini ma eccedendo i limiti fissati dalla riforma del condominio, tale deliberazione si ritiene possa essere considerata annullabile, ma andrà impugnata entro trenta giorni dalla sua adozione se il condomino impugnante era presente alla assemblea o dalla data in cui la delibera gli è stata comunicata se era assente.

La delibera resta valida se la maggioranza necessaria alla sua approvazione sarebbe stata comunque raggiunta anche senza il voto favorevole di condomino o condomini forniti di deleghe in eccesso a quelle consentite.

Un’assemblea di condominio, convocata con un anticipo di a soli 5 giorni dalla tua tenuta, può essere valida? Nei 5 giorni sono da considerare anche i giorni festivi?

L’avviso di convocazione contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione.

Si specifica che tale convocazione può avvenire non solo mediante posta raccomandata ma anche fax, posta elettronica certificata o consegna a mano. Può comprendere i giorni festivi e, se giunta cinque giorni prima, è correttamente inviata.

note

[1] Legge n. 220 del 2012.

[2] Art. 67 delle disp. att. cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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