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Multe Ztl: come fare ricorso

11 Maggio 2021
Multe Ztl: come fare ricorso

Zona a traffico limitato: come contestare la multa. Tutti i possibili motivi di impugnazione al giudice o al prefetto.

Dopo l’eccesso di velocità e il divieto di sosta, le multe per Ztl sono tra le più frequenti. Complice la distrazione o, più spesso, la poca praticità con le strade, si finisce spesso per oltrepassare involontariamente il famoso “varco attivo”. Peraltro, chi si perde nel centro urbano e, nell’arco della stessa occasione, entra ed esce più volte dalle cosiddette “porte di accesso” riceve tante multe per quanti sono stati i passaggi: a tante violazioni commesse corrispondono altrettante sanzioni, anche se le foto sono state scattate a distanza di pochi minuti l’una dall’altra.

A quel punto, l’unico modo per evitare una sfilza di verbali e il conseguente salasso è sapere come fare ricorso contro le multe Ztl. Perché, se anche non succede così di frequente come con gli autovelox, qualche giudice ha offerto dei validi spunti per opporsi alla contravvenzione.

Tra i principali motivi vi è la dicitura del display luminoso che non deve essere equivoca e non deve trovarsi a ridosso delle telecamere: il conducente infatti deve avere sempre la possibilità di indietreggiare ed evitare di essere fotografato.

C’è poi la verifica sul provvedimento di autorizzazione all’istituzione delle zone a traffico limitato che, secondo alcuni giudici, non può firmare il sindaco ma il dirigente preposto alla viabilità.

Insomma, qualche buono spunto per fare ricorso contro le multe Ztl si può facilmente desumere dalle numerose sentenze che hanno affrontato questo tema. Ecco dunque le principali. 

Multa Ztl: fare ricorso se il display è equivoco

Accanto o in sostituzione alla segnaletica verticale – quella cioè costituita dai tradizionali cartelli fissi, peraltro non di rado troppo piccoli per essere individuati e letti mentre si guida – vi sono quasi sempre i display luminosi a indicare le aree urbane in cui vigono le Ztl. 

Secondo la giurisprudenza, il messaggio che appare sullo schermo deve essere inequivoco, non deve cioè dare luogo a perplessità. È stata così bandita la dicitura «Ztl varco attivo» per indicare il divieto di transito. La parola «varco» significa infatti «passaggio» e ciò potrebbe far ritenere di poter passare.

Anche le nuove direttive ministeriali hanno stabilito che ora i display delle Ztl devono riportare la seguente dicitura: 

  • Ztl attiva, quando il divieto di transito è in vigore;
  • Ztl non attiva, quando il divieto non è in vigore.

Se dunque trovate ancora la scritta “Varco Attivo”, la multa è illegittima e potrà essere impugnata dinanzi al giudice. 

Multa Ztl: fare ricorso se il display è spento o non funziona

Un secondo motivo per farsi annullare la multa Ztl è quando questa viene elevata pur in presenza di un display spento o non funzionante (ad esempio, quando indica dei caratteri privi di senso come una serie di asterischi). Secondo il giudice di Pace di Roma [1], tali situazioni legittimano l’automobilista a fare ricorso, a condizione però che, oltre al display, non sia presente anche la segnaletica verticale. Questa infatti prevale su qualsiasi altro strumento di comunicazione all’automobilista e, quindi, anche sul display eventualmente non visibile.

Secondo la Cassazione poi, le multe per accesso Ztl elevate in difetto della precisa segnalazione dei giorni e degli orari nei quali i varchi sono attivi deve considerarsi nulla.

Multa Ztl senza foto

Prima di pagare la multa per l’accesso alle Ztl è opportuno chiedere al Comune di visionare le foto. Da queste infatti deve potersi vedere agevolmente la targa del trasgressore. Secondo la giurisprudenza [2], è il Comune che deve dimostrare l’infrazione: pertanto, se le foto non sono visibili o sono andate smarrite la multa è nulla e non va pagata (previo ovviamente ricorso al giudice). 

Cartelli troppo piccoli

Se non è presente il display luminoso, il cartello che indica il divieto di accesso alle Ztl deve essere ben visibile. Invece, molti Comuni usano una segnaletica sottodimensionata. In una sentenza emessa dal giudice di Pace di Brindisi, sono apparsi troppo piccoli i cartelli della dimensione di 55×55 centimetri anziché 75×125 o 75×75 cm.

Distanza tra le telecamere e il cartello

Il cartello con l’avviso delle Ztl o il cartello luminoso deve essere posizionato a una distanza adeguata rispetto alle telecamere. Secondo svariati giudici [3], ci vuole uno spazio minimo di almeno 80 metri in modo da dare all’automobilista la possibilità di fare marcia indietro prima di finire nell’obiettivo ed essere multato. Diversamente, si potrebbe creare un serio problema alla circolazione laddove il conducente, alla vista del cartello, freni all’improvviso con il rischio di un tamponamento a catena.

Ztl attive solo se autorizzate

Intanto, si può elevare la multa per il passaggio nelle Ztl in quanto l’area sottoposta al vincolo sia stata individuata in un’apposita ordinanza della giunta comunale.

Tuttavia, secondo il Tar Lombardia [4], è nulla l’ordinanza se riporta solo la firma del sindaco, non rientrando tra i poteri di quest’ultimo regolamentare gli accessi, le soste e le sanzioni per le zona a traffico limitato della città. Tale potere spetterebbe solo al dirigente dell’ente locale responsabile del servizio traffico e mobilità. Soltanto l’urgenza consentirebbe al sindaco di scavalcare il dirigente comunale emanando una propria ordinanza.

Uso della telecamera omologata

La telecamera apposta in corrispondenza delle Ztl deve essere stata omologata al momento del suo primo utilizzo da parte di una società autorizzata. Il relativo certificato deve essere messo a disposizione dell’automobilista che ne faccia richiesta al fine di verificare l’espletamento di tale adempimento. Diversamente – ha detto il giudice di Pace di Milano – la multa è illegittima e può essere impugnata.

Multa Ztl per permesso scaduto 

C’è chi prende le multe per passaggio alle Ztl perché dimentica di rinnovare il permesso concessogli dal Comune. Secondo alcuni giudici di Pace [5], però, la buona fede può salvare l’automobilista. Chi infatti continua a circolare in Ztl nella falsa convinzione di essere in possesso di un valido permesso, deve pagare una sola multa e non tante sanzioni quanti sono stati gli accessi nelle zone a traffico limitato.

Altri giudici hanno annullato la multa Ztl per permesso scaduto sulla base dell’abitudine del Comune di avvisare gli automobilisti della fine del periodo di validità del permesso, invitandoli a rinnovarlo [6]. 

Ztl a sorpresa

Se, dall’oggi al domani, il tuo Comune ha istituito una zona a traffico limitato senza comunicarlo con anticipo ai cittadini la multa è illegittima. Secondo qualche giudice, infatti, il Comune deve prevedere un periodo “cuscinetto” di almeno 30 giorni ove la zona a traffico limitato viene presidiata solo dalla municipale e non dalle ligie telecamere di controllo [7].


note

[1] Gdp Roma sent. n. 21746/2020.

[2] GDP Brindisi, sent. n. 543/19.

[3] Giudice di Pace di Brindisi sentenza n. 2013/2018; GdP di Napoli, sentenza n. 28210/2014, Roma-GdP Lanciano sent. N. 144/2017, GdP Milano, sent. n. 6239 del 14.07.2017.

[4] Tar Lombardia, sent. n. 132/16.

[5] Trib. Reggio Emilia sent. n. 1330/2014 del 14.10.2014 e Trib. Bologna sent. n. 297/2017 del 08.02.2017.

[6] Giudice di Pace Prato sent. n. 290/2016 del 28.04.2016. Trib. Pisa sent. n. 854/2016 del 06.07.2016: Sono nulle le multe seriali per chi entra nella ZTL senza permesso valido se il titolare dell’autorizzazione non l’ha rinnovata per una dimenticanza, mentre il servizio mediante sms agli utenti in quel periodo risulta sospeso dalla società partecipata del Comune che gestisce la mobilità in città: i verbali devono dunque essere annullati perché il trasgressore non ha rinnovato in buona fede il permesso che gli consente di circolare nella zona a traffico veicolare limitato.

[7] GdP Macerata, sent. n. 823/2019.


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