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Licenziamento e opposizione con telegramma: Cassazione

11 Maggio 2021
Licenziamento e opposizione con telegramma: Cassazione

Lettera di licenziamento e contestazione del licenziamento inviate tramite telegramma: hanno valore legale? 

Qui di seguito riporteremo alcune sentenze della Cassazione attinenti alla validità del telegramma per l’invio (da parte del datore di lavoro) della comunicazione di licenziamento e (da parte del dipendente) della lettera di contestazione del licenziamento.

Lettera di licenziamento tramite telegramma: è valida?

La scrittura con la quale sia intimato il licenziamento può ritenersi valida, ai sensi dell’art. 2 l. 15 luglio 1966 n. 604, anche quando non venga sottoscritta dal datore di lavoro o da un suo rappresentante, ma contenga, nell’intestazione ed in calce, la denominazione dell’impresa e del suo titolare, sia trasmessa mediante raccomandata e tempestivamente impugnata dal lavoratore con riferimento al contenuto e non alla forma.

Cassazione civile sez. lav., 24/03/2010, n.7044

 Nel senso della necessità della sottoscrizione si era espressa Cass. 5 giugno 2001 n. 7620, in Riv. dir. lav. 2002, II, 141, con nota di Vincieri, Sull’impugnazione del licenziamento mediante telegramma telefonico inoltrato dal legale del lavoratore.

Con riguardo all’impugnazione stragiudiziale del licenziamento ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 6. l. n. 604/1966, nel caso di dichiarazione a mezzo telegramma “ex adverso” contestata, il giudice, dopo aver accertato che il lavoratore non ha dato prova di avere sottoscritto l’originale consegnato all’ufficio postale di partenza, deve compiere indagini circa la sussistenza delle ulteriori due ipotesi previste dall’art. 2705 c.c. (aver consegnato personalmente o fatto consegnare l’originale del telegramma all’ufficio di partenza), che comunque legittimerebbero l’efficacia probatoria del telegramma e impedirebbero la decadenza dall’impugnazione.

Cassazione civile sez. lav., 06/10/2008, n.24660

In tema di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 6 della legge n. 604 del 1966, nel caso di dichiarazione a mezzo di telegramma, la cui provenienza dal lavoratore sia contestata dalla controparte, il giudice, accertato che il lavoratore non ha dato la prova di aver sottoscritto l’originale consegnato all’ufficio di partenza, deve verificare – ricorrendo, ove lo ritenga opportuno, alle presunzioni di cui all’art. 2729 c.c., e con valutazione non sindacabile in sede di legittimità, ove adeguatamente e correttamente motivata – la ricorrenza delle ulteriori due ipotesi previste dall’art. 2705 c.c. (aver consegnato personalmente o fatto consegnare l’originale del telegramma all’ufficio postale di partenza), la cui sussistenza comunque legittimerebbe l’efficacia probatoria del telegramma ed impedirebbe la decadenza dall’impugnazione del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav., 06/10/2008, n.24660

Ai sensi dell’art. 2705 c.c., ai fini della efficacia del telegramma, è sufficiente che l’originale sia consegnato o fatto consegnare dal mittente, anche senza che questi lo sottoscriva, sicché l’utilizzazione del servizio telefonico, prevista dal codice postale, consente al mittente, autore della comunicazione, di ottenere, sia pure con la collaborazione di terzi, il recapito del proprio messaggio all’ufficio telegrafico. Tuttavia, ove sorga contestazione circa la riferibilità del telegramma al mittente, questi ha la facoltà e l’onere di provare, con ogni mezzo di prova, che l’affidamento all’ufficio incaricato di trasmetterlo è avvenuto a sua opera o su sua iniziativa.

Cassazione civile sez. lav., 09/11/2006, n.23882

(2) In giurisprudenza in senso conforme v., da ultimo: Cass. 17 maggio 2005 n. 10291 (in Not. giur. lav., 2005, 658; in Orient. giur. lav., 2005, 363); Cass. 23 dicembre 2003 n. 19689; Cass. 17 giugno 2003 n. 9790; Cass. 5 giugno 2001 n. 7620 (in Riv. dir. lav., 2002, II, 141, con nota di Vincieri, Sulla impugnativa di licenziamento mediante telegramma telefonico inoltrato dal legale del lavoratore; in Mass. giur. lav., 2001, 872, con nota di Papaleoni, Licenziamento: comunicazione, impugnazione, decadenza), cui adde, Cass. 30 ottobre 2000 n. 14297 (in Foro it., 2001, I, 98; in Mass. giur. lav., 2001, 503, con nota di Patti S., Telegramma dettato per telefono (al fine di impugnare il licenziamento) e scrittura privata; in Riv. dir. lav., 2001, II, 371, con nota di Palla, Revirement della S.C. sulla legittimità dell’impugnazione del licenziamento mediante telegramma telefonico), che ha esteso la regola dettata dall’art. 2705, comma 1, c.c. – secondo cui il telegramma ha l’efficacia probatoria di una scrittura privata se l’originale, che sia privo di sottoscrizione, sia stato consegnato o fatto consegnare all’ufficio postale dal mittente – anche all’ipotesi del telegramma dettato per telefono all’operatore in servizio, in relazione alla quale, in caso di contestazione, l’interessato dovrà fornire la prova della provenienza della dichiarazione da lui medesimo, anche con il ricorso a presunzioni, potendosi al riguardo fare riferimento, in particolare, alla indicazione dell’autore della dichiarazione contenuta nel testo stesso del telegramma, al possesso della copia del telegramma inviata al mittente in base alle vigenti norme postali, alla titolarità o all’uso esclusivo dell’utenza telefonica attraverso cui è avvenuta la dettatura del telegramma, all’eventuale pacificità per il destinatario, prima del giudizio, della provenienza del telegramma da parte dell’apparente autore della dichiarazione. Sul punto, cfr. La Torre M.E., Contributo alla teoria giuridica del documento, Milano 2004, 193 ss.

Per l’assunto che il lavoratore sia tenuto, nel caso di contestazione da parte del destinatario, a fornire la prova del fatto di avere sottoscritto personalmente l’originale consegnato all’ufficio di partenza ovvero di avere consegnato o fatto consegnare l’originale all’ufficio di partenza, v.: Cass. 26 luglio 1996 n. 6749, in Dir. lav., 1997, II, 347; nonché Cass. 10 luglio 1991 n. 7610, in Riv. dir. lav., 1992, II, 684, con nota di Bellè, L’impugnazione del licenziamento con telegramma dettato per telefono.

In dottrina, per ulteriori riferimenti all’impugnazione del licenziamento a mezzo telex e telefax, cfr. Poso, I licenziamenti, in Commentario a cura di Mazzotta, Milano 1999, 432 s.

La forma scritta richiesta per il licenziamento e la sua impugnazione stragiudiziale può essere integrata da un telegramma, nella concorrenza del requisito della sottoscrizione da parte del mittente dell’originale consegnato all’ufficio postale oppure della consegna del medesimo da parte del mittente o per suo incarico, con l’ulteriore precisazione che alle stesse conclusioni deve pervenirsi in caso di telegramma dettato per mezzo dell’apposito servizio telefonico, qualora, in caso di contestazione, sia provata, anche per mezzo di testimoni o presunzioni, la effettiva provenienza del telegramma dall’apparente autore della dichiarazione.

Con riguardo al caso di utilizzazione di un telegramma dettato attraverso l’apposito servizio telefonico per l’intimazione del licenziamento, il requisito della forma scritta deve ritenersi sussistente qualora – in caso di contestazione – sia provata, anche per mezzo di testimoni o presunzioni, la effettiva provenienza del telegramma dall’apparente autore della dichiarazione, così come la forma scritta richiesta per il licenziamento (e per l’impugnazione stragiudiziale dello stesso) è integrata dalla consegna dell’ordinario telegramma all’ufficio postale, da parte del mittente o per suo incarico, oppure dalla sottoscrizione da parte del mittente.

Cassazione civile sez. lav., 17/05/2005, n.10291

Lettera di opposizione al licenziamento tramite telegramma: è valida?

Costituisce atto scritto idoneo a impugnare il licenziamento, secondo Il combinato disposto degli art. 6, l. n. 604/1966 e 2705 c.c., il telegramma inviato mediante consegna di copia all’ufficio postale, rimanendo a carico del mittente, in caso di contestazioni, l’onere della prova della provenienza del telegramma, che potrà essere offerta anche mediante elementi indiziari precisi e concordanti.

Cassazione civile sez. lav., 23/12/2003, n.19689

Con riguardo all’impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 6 l. 15 luglio 1966 n. 604, nel caso di dichiarazione a mezzo di telegramma, incombe a colui che assume esserne il mittente la dimostrazione dell’esistenza delle condizioni richieste dall’art. 2705 c.c. perché il documento abbia l’efficacia probatoria della scrittura privata, che dall’altra parte sia stata contestata, fornendo la prova dell’incarico a consegnare, o dell’avvenuta consegna, anche mediante presunzioni.

(Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto idoneamente provata la provenienza del telegramma contenente l’impugnativa di licenziamento da parte della lavoratrice sulla base del possesso della copia conforme del telegramma stesso).

Cassazione civile sez. lav., 23/12/2003, n.19689

L’impugnativa per iscritto del licenziamento a norma dell’art. 6 l. n. 604 del 1966 può essere validamente effettuata mediante telegramma inoltrato tramite l’apposito servizio di dettatura telefonica, sempreché l’invio del telegramma, anche se compiuto materialmente da parte di un altro soggetto e da un’utenza telefonica non intestata al lavoratore, avvenga per incarico ed a nome di quest’ultimo, il quale appaia autore della dichiarazione; in caso di contestazione in giudizio, l’interessato è onerato della prova dell’incarico anzidetto, che può essere fornita a mezzo di testimoni e per presunzioni.

L’impugnativa per iscritto del licenziamento a norma dell’art. 6 della legge n. 604 del 1966 può essere realizzata, in base alla disciplina di cui all’art. 2705 c.c., anche mediante telegramma inoltrato tramite l’apposito servizio di dettatura telefonica, sempreché l’invio del telegramma, anche se effettuato materialmente da parte di un altro soggetto e da un’utenza telefonica non appartenente al lavoratore, avvenga su mandato e a nome di quest’ultimo, che appaia come autore della dichiarazione; in caso di contestazione in giudizio, l’interessato è onerato della prova di tale incarico, che può essere fornita anche a mezzo di testimoni e per presunzioni.

(Nella specie il testo del telegramma riportava in calce, quale firma, il nome e il cognome del lavoratore; la S.C. ha annullato per violazione di legge la sentenza impugnata che aveva attribuito efficacia ostativa, ai fini della imputabilità al lavoratore della dichiarazione a mezzo telegramma, al dato formale dell’invio di quest’ultimo dallo studio del legale dell’interessato).

Cassazione civile sez. lav., 05/06/2001, n.7620



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