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Si può multare chi è in buona fede?

11 Maggio 2021
Si può multare chi è in buona fede?

Casi di annullamento della multa per buona fede del trasgressore: ecco quando si può contestare il verbale.

Si può multare chi è in buona fede? Se è vero che la legge non ammette ignoranza e che anche chi non ne conosce il contenuto subisce le conseguenze delle violazioni commesse, in tema di sanzioni amministrative è prevista più di una deroga. Le eccezioni sono per lo più collegate a situazioni eccezionali, non dipendenti da chi agisce. È il caso dell’errore commesso non per colpa o per un caso di forza maggiore o per una situazione di necessità che non consenta di comportarsi diversamente. 

Si pensi a chi viene multato per eccesso di velocità da un autovelox presegnalato da un cartello stradale non visibile perché oscurato dalla vegetazione o dalle scritte delle bombolette spray. Oppure a chi è costretto a passare col rosso perché trasporta d’urgenza una persona in ospedale. Oppure a chi parcheggia nello stallo destinato ai disabili se le strisce gialle sono state cancellate dall’usura e non è presente la segnaletica verticale. 

La buona fede che consente di evitare le multe stradali però non deve riguardare l’esistenza della legge. Così può essere sanzionato il turista che, ignaro delle Ztl di un Comune diverso dal proprio, oltrepassi in buonafede le telecamere collocate nel centro città.

Anche l’errore sull’interpretazione della legge non può essere scusato. Ad esempio, chi parcheggia a cavallo delle strisce disegnate a terra, perché costretto dall’auto accanto non allineata a dovere, non può solo per questo giustificarsi sostenendo che non è colpa sua.

Ritorniamo dunque al problema di fondo: si può multare chi è in buona fede? Ecco alcune delle ipotesi più frequenti in cui la multa fatta in assenza di colpa è annullabile e, pertanto, consente di fare ricorso al giudice di pace.

Errore incolpevole e buona fede: quando scatta?

L’articolo 3 della legge 689 del 1981 stabilisce che, nel caso in cui l’infrazione è commessa per «errore sul fatto», l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa. L’errore deve consistere in una falsa rappresentazione della realtà di fatto. In sostanza, il trasgressore percepisce la realtà in maniera difettosa o distorta rispetto a quella effettiva. Al contrario, se la realtà viene percepita correttamente ma l’errore ricade sull’interpretazione della realtà allora la sanzione è legittima.

Come chiarito dalla Cassazione [1] «la buona fede può costituire causa di esclusione della responsabilità quando il convincimento della liceità della condotta sia stato determinato da un fattore positivo esterno».

Dunque, la responsabilità del trasgressore non è esclusa dalla semplice ignoranza circa la sussistenza dei presupposti dell’illecito, ma occorre che tale stato sia anche incolpevole, cioè non superabile dall’interessato con l’uso dell’ordinaria diligenza. La buona fede che esclude la responsabilità amministrativa si configura solo quando sussistano elementi positivi idonei ad ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta e risulti che questi abbia fatto tutto il possibile per conformarsi alla legge, onde nessun rimprovero possa essergli mosso [2].

Conclusivamente, la buonafede invocata dal privato richiede non un mero stato di ignoranza, bensì, per un verso, la sussistenza di una situazione positiva idonea ad ingenerare il convincimento della liceità della condotta e, per un altro verso, l’assenza di qualsiasi situazione di rimprovero.

Casi di annullamento multa per buona fede

Ecco alcuni esempi in cui è possibile annullare una multa per buona fede:

  • segnaletica stradale non visibile;
  • display luminoso ztl non funzionante o con messaggio equivoco;
  • attivazione improvvisa di una zona a traffico limitato senza preventivo avviso alla cittadinanza (di modo che i conducenti abbiano il tempo di cambiare le proprie abitudini);
  • mancata indicazione del controllo elettronico della velocità (tutor, autovelox o telelaser) con l’apposito cartello preventivo;
  • mancata comunicazione dei dati del conducente quando il proprietario dell’auto non è in grado di ricordare – per oggettiva impossibilità – a chi aveva prestato l’auto: ciò ricorre, ad esempio, nel caso di una macchina condivisa da più persone della stessa famiglia.

Alcuni giudici hanno annullato la multa ztl per permesso scaduto sulla base dell’abitudine del Comune di avvisare gli automobilisti della fine del periodo di validità del permesso, invitandoli a rinnovarlo.

Altre cause di esclusione della responsabilità per annullare le multe

L’articolo 4 della legge 689 del 1981 stabilisce inoltre che è nulla la multa se il trasgressore ha commesso il fatto: 

  • nell’adempimento di un dovere: si pensi al poliziotto che supera i limiti di velocità per raggiungere un ladro in fuga con l’auto;
  • nell’esercizio di una facoltà legittima; 
  • in stato di necessità: si pensi a chi, per trasportare un ammalato grave e in condizioni d’urgenza in ospedale, superi il semaforo col rosso; 
  • di legittima difesa: si pensi a chi, per evitare un sicuro impatto contro un’auto contromano, sterzi in direzione del marciapiedi e investa un pedone.

note

[1] Cass. sent. n. 6018/2019.

[2] Cass. sent. n. 20219/2018


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