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News Cambiano le cartelle di Equitalia: nulle se non conformi al nuovo schema

News Pubblicato il 6 aprile 2014

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> News Pubblicato il 6 aprile 2014

Le cartelle si allineano alla mediazione e devono indicare necessariamente i nuovi obblighi del contribuente che voglia presentare ricorso al giudice: la proposizione del reclamo è ora prevista come condizione di procedibilità del ricorso e non più per l’ammissibilità.

Non tutti i giornali hanno dato il giusto risalto a una notizia di qualche giorno fa dalla quale, tuttavia, potrebbero discendere nuovi motivi di contestazione per le cartelle esattoriali notificate da Equitalia.

Con un provvedimento dello scorso 2 aprile, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato alcune sostanziali modifiche al modello delle cartelle di pagamento: modifiche resesi necessarie a seguito delle recenti novità legislative [1]. Vediamo, dunque, quali sono e come queste possano incidere sulle prossime cartelle esattoriali notificate agli italiani.

LE RECENTI MODIFICHE IN TEMA DI RECLAMO-MEDIAZIONE

Come ormai noto, prima di proporre ricorso contro gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, per le liti di valore non superiore a 20mila euro, è ora necessario presentare preliminarmente un reclamo all’ufficio che ha emesso l’atto impugnabile (con richiesta di mediazione).

Con la legge di stabilità 2014, la proposizione del reclamo è considerata una “condizione di procedibilità del ricorso: in altre parole, se il ricorrente ha dimenticato di presentare tale reclamo, il giudice lo invita a “tornare indietro” e procedere a detto adempimento (in precedenza, invece, era una condizione di ammissibilità del ricorso: con la conseguenza che, in caso di mancato deposito del reclamo, il ricorso veniva rigettato e la causa persa).

Per una trattazione più approfondita dell’argomento, leggi l’articolo “Omessa mediazione tributaria: non perdi più la causa”.

Il procedimento di mediazione si deve concludere entro 90 giorni dalla presentazione del reclamo: questo termine si sospende dal 1° agosto al 15 settembre (cosiddetta “sospensione feriale”).

Con il reclamo-mediazione, il contribuente ha la possibilità, in tempi brevi, di ottenere una risposta delle Entrate e trovare un accordo che si può spingere sino ad ottenere una riduzione delle sanzioni fino al 40%. In alcuni casi, il reclamo può far annullare in autotutela atti illegittimi e infondati.

Il reclamo contro la cartella va presentato entro 60 giorni dalla notifica della cartella (dunque con le stesse modalità e termini previsti per presentare ricorso al giudice).

L’istanza di reclamo e mediazione deve riportare il contenuto integrale del ricorso.

Trascorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento dell’istanza o senza che sia stata conclusa positivamente la mediazione, il contribuente può procedere a costituirsi davanti al giudice, in Commissione Tributaria Provinciale, depositando l’istanza di reclamo-mediazione (che vale come ricorso) e gli allegati.

Dal momento della presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione, e per i successivi 90 giorni, ogni attività di riscossione e pignoramento da parte di Equitalia viene sospeso e può riprendere dal momento dell’avvio della causa (salvo che il giudice sospenda la cartella esattoriale).

LE MODIFICHE SULLE CARTELLE ESATTORIALI

Tutto quello che si appena detto deve essere reso noto al contribuente. Dunque, ogni cartella che verrà notificata d’ora in poi dovrà contenere anche l’avviso al destinatario di procedere – qualora intenda fare ricorso al giudice – al previo reclamo-mediazione, con tutte le conseguenti istruzioni.

Lo Statuto del Contribuente impone, infatti, a ogni atto dell’amministrazione finanziaria di essere sufficientemente preciso e completo, in modo da consentire al suo destinatario di esercitare il diritto alla difesa ed, eventualmente, impugnare l’atto stesso.

Ecco perché, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha modificato lo schema di modello per le cartelle imponendo che le stesse contengano tutte le suddette informazioni appena passate in rassegna nella prima parte di questo articolo (vedi sotto). In mancanza, la cartella di Equitalia potrebbe essere dichiarata nulla.

Alla fine di questo articolo troverete l’informativa di cui, da oggi in poi, le cartelle dovranno essere munite.

A nostro avviso, tuttavia, la conseguenza della “nullità” potrebbe essere eccessiva rispetto alla finalità dell’informativa in questione. La sua mancanza, in caso di ricorso, potrebbe tutt’al più consentire al giudice di rimettere il contribuente nei termini per presentare il reclamo-mediazione sospendendo l’esecutività della cartella.

Questa novità, peraltro, va letta e “sposata” con quell’orientamento giurisprudenziale – peraltro ribadito l’estate scorsa [2] – secondo cui è l’amministrazione finanziaria a dover dimostrare, in giudizio, che la busta conteneva tutto il contenuto della cartella esattoriale: una prova difficilissima, se non impossibile. Con la conseguenza che, se “viene dispersa” qualche pagina della cartella (quali, per esempio, proprio quelle con l’avviso dell’obbligo di reclamo-mediazione), il fisco si troverà dinanzi all’onere di provare che, invece, il plico era completo di ogni pagina. Per questo aspetto si rinvia a un nostro articolo molto letto: “Se dalla cartella di Equitalia “manca” qualche pagina la notifica è nulla”.

Ecco il nuovo contenuto della cartella esattoriale con l’informativa sul reclamo-mediazione.

RUOLI EMESSI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE – AVVERTENZE

Queste avvertenze sono valide in materia di imposte sui redditi e relative imposte sostitutive, Iva, Invim, imposta di registro, imposta sulle successioni e donazioni, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle assicurazioni, Irap, imposta di bollo, tassa sui contratti di borsa, tassa sulle concessioni governative, tasse automobilistiche, altri tributi indiretti.

RICHIESTA DI INFORMAZIONI E DI RIESAME DEL RUOLO IN AUTOTUTELA

E’ possibile chiedere informazioni su questa cartella di pagamento rivolgendosi sia al Call Center dell’Agenzia delle Entrate (tel. 848.800.444) sia alla Direzione o Centro operativo che ha emesso il ruolo (vedi intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”). Alla Direzione o al Centro operativo si può presentare anche la richiesta di riesame per chiedere l’annullamento del ruolo.

Esclusivamente nel caso in cui il ruolo riguardi somme dovute a seguito di controllo automatizzato (art. 36- bis del DPR n. 600/1973 e/o art. 54-bis del DPR n. 633/1972 – vedi “Dettaglio degli importi dovuti”) è possibile chiedere informazioni e presentare richiesta di riesame per l’annullamento del ruolo sia al Call Center (848.800.444) sia a qualsiasi Direzione dell’Agenzia delle Entrate.

ATTENZIONE La richiesta di riesame non interrompe né sospende i termini per proporre l’eventuale ricorso.
Il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo è il Direttore della Direzione o del Centro operativo, o un suo delegato, indicato nella sezione “Dettaglio degli importi dovuti”.

PRESENTAZIONE DEL RECLAMO-MEDIAZIONE E DEL RICORSO

Quando e come presentare istanza di reclamo-mediazione (art. 17-bis del Dlgs n. 546/1992)

Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, il Contribuente deve presentare istanza di reclamo-mediazione all’Agenzia delle Entrate altrimenti non potrà procedere con l’eventuale ricorso alla Commissione tributaria. Infatti, al fine di prevenire le liti “minori”, che possono essere risolte senza ricorrere al giudice, il Dl n. 98/2011 ha introdotto l’istituto del reclamo-mediazione, che garantisce al Contribuente tempi brevi e certi per ottenere una risposta dell’Agenzia e, in caso di accordo, sanzioni ridotte al 40 per cento. La mancata presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione è causa di improcedibilità del ricorso alla Commissione tributaria.

L’istanza va presentata con le stesse modalità e nello stesso termine di 60 giorni dalla notifica della cartella previsto per il ricorso.
In ogni caso, l’istanza deve riportare il contenuto integrale del ricorso; infatti, trascorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento dell’istanza o senza che sia stata conclusa la mediazione, il Contribuente può costituirsi in giudizio in Commissione tributaria provinciale depositando l’istanza di reclamo- mediazione che vale come ricorso.

All’istanza deve essere allegata copia dei documenti che il Contribuente intende utilizzare nell’eventuale giudizio avanti la Commissione tributaria provinciale.
La presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione comporta la sospensione, per 90 giorni, della riscossione e del pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato per consentire lo svolgimento del procedimento di mediazione. Decorsi 90 giorni, se non è stato notificato l’accoglimento dell’istanza o non è stata conclusa la mediazione, la sospensione viene meno e sono dovuti gli interessi maturati durante il periodo di sospensione del pagamento. La sospensione non si applica nel caso di improcedibilità del ricorso.

Il termine di 90 giorni è sospeso dal 1° agosto al 15 settembre.

N.B. Questa cartella di pagamento può essere oggetto di reclamo-mediazione solo per vizi riguardanti il ruolo e non per contestazioni relative a vizi propri della cartella (ad esempio, un errore di notifica).

A chi presentare istanza di reclamo-mediazione

Il Contribuente deve intestare e notificare l’istanza alla Direzione che ha emesso il ruolo, indicata nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”.
Nel caso di ruolo emesso dal Centro operativo di Pescara a seguito delle attività di controllo e accertamento realizzate con modalità automatizzate (vedi indicazione nella sezione “Dettaglio degli addebiti”), il Contribuente deve notificare l’istanza alla Direzione competente in base al proprio domicilio fiscale.

Dati da indicare nell’istanza di reclamo-mediazione

Nell’istanza il Contribuente deve riportare gli stessi dati del ricorso, con possibilità di formulare una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa.

note

[1] La legge 147/2013 (legge di stabilità 2014) ha modificato l’articolo 17-bis del dlgs 546/1992 che disciplina la mediazione tributaria.

[2] Cass. ord. n. 18252 del 30.07.2013; Cass. sent. n. 17203/13 dell’11.07.2013. Cass. sent. n. 24031/13 e sent. n. 17702/2004.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Grazie, leggerò attentamente il Vostro articolo. Anche se la mia posizione è più complicata.

    Buona giornata

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