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Guidare ubriachi l’auto di un altro: cosa si rischia?

11 Maggio 2021 | Autore:
Guidare ubriachi l’auto di un altro: cosa si rischia?

Tra le sanzioni per chi si mette al volante in stato di ebbrezza c’è la sospensione della patente, con durata raddoppiata se il veicolo è intestato ad altri.

Da quando è entrata in vigore la legge sull’omicidio stradale, gli ubriachi al volante sono considerati dei potenziali assassini. Le sanzioni penali sono molto severe e prevedono questo comportamento come reato, anche se non si verifica l’incidente. Quando invece succede un sinistro che provoca lesioni personali o la morte di qualcuno, le cose vanno molto peggio e scatta l’arresto in flagranza. Ma cosa si rischia a guidare ubriachi l’auto di un altro?

La sospensione della patente è inevitabile se il tasso di alcol nel sangue del conducente è stato accertato nei modi previsti dalla legge. Tuttavia, ti sembrerà strano apprendere che la durata della sospensione è raddoppiata quando il veicolo è intestato ad altri, come un figlio che guida la macchina del padre. 

In pratica, a guidare ubriachi un’auto altrui si rischia di più: questa norma è stata voluta per evitare lo scambio deliberato delle autovetture che qualche “furbetto” aveva ideato al fine di evitare la confisca, che è prevista solo quando il conducente trovato in stato di ebbrezza è anche il proprietario del veicolo. Così il legislatore è intervenuto severamente sull’aspetto che interessa e spaventa di più i guidatori: perdere il possesso del titolo di guida. Ora, nei casi più gravi, la durata della sospensione della patente può arrivare a due anni.

Guida in stato di ebbrezza: quando è reato

Il Codice della strada [1] prevede la guida in stato di ebbrezza come reato quando il tasso alcolemico nel sangue del conducente, accertato con l’etilometro o attraverso le apposite analisi ematiche, è superiore a 0,8 grammi per litro. Il reato è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da 800 a 3.200 euro, ma se il valore alcolemico supera 1,5 grammi per litro l’arresto va da sei mesi ad un anno e l’ammenda parte da un minimo di 1.500 euro ed arriva fino ad un massimo di 6.000 euro.

Se la quantità di alcol nel sangue è superiore a 0,5 grammi per litro, ma minore di 0,8 g/l, la condotta non integra il reato ma sono previste soltanto sanzioni amministrative, compresa la sospensione della patente, di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo.

Guida in stato di ebbrezza e sospensione della patente

La sospensione della patente di guida è una sanzione amministrativa accessoria, cioè non autonoma: la sua applicazione dipende dall’irrogazione di una pena principale, come quelle detentive e pecuniarie che abbiamo appena esaminato per la guida in stato di ebbrezza. La sospensione del titolo di guida è prevista anche per altre e più gravi violazioni alla circolazione, come l’omicidio stradale, che comporta la revoca della patente quando sussiste l’aggravante della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La durata della sospensione della patente dipende dal livello di ebbrezza alcolica riscontrata e precisamente:

  • se il valore è compreso tra 0,5 e 0,8 g/l va da tre a sei mesi;
  • se il tasso supera gli 0,8 g/l ma è inferiore a 1,5 g/l la durata parte da un minimo di sei mesi ed arriva al massimo di un anno;
  • se il tasso alcolemico accertato risulta superiore ad 1,5 g/l la patente è sospesa da uno a due anni.

Se il conducente ubriaco, con un grado alcolemico nel sangue superiore ad 1,5 grammi per litro, ha anche provocato un incidente stradale, viene disposta nei suoi confronti non la sospensione, ma la revoca della patente.

Guidare ubriachi l’auto intestata ad un altro: conseguenze

Nei casi in cui il conducente in stato di ebbrezza ha provocato un incidente stradale, l’Autorità dispone il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che il veicolo appartenga a «persona estranea all’illecito», cioè sia intestato ad un altro soggetto.

Proprio per evitare il rischio del fermo amministrativo della macchina alcuni conducenti ricorrevano all’uso di autovetture prese in prestito da parenti o amici: ma la legge [2] ha previsto questa eventualità e, per i casi di ubriachezza più gravi, quelli corrispondenti ad un tasso alcolemico superiore ad 1,5 grammi per litro, dispone espressamente che «se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata».

La Corte di Cassazione in una nuova sentenza [3] ha precisato che la nozione di «appartenenza» del veicolo a persona estranea al reato «non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali». Così gli Ermellini hanno respinto il ricorso di un ragazzo che aveva sostenuto di essere l’unico utilizzatore dell’auto intestata al padre, ma non aveva provato in modo convincente tale circostanza: era risultato, invece, che il genitore continuava ad usare l’autovettura. 

Leggi anche “Come evitare la sospensione della patente“.


note

[1] Art. 186 Cod. strada.

[2] Art. 186, comma 2, lett. c) Cod. strada.

[3] Cass. sent. n. 18066 del 10.05.2021.


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