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Società di recupero crediti pretendono debiti scaduti: l’Agcm interviene

6 Aprile 2014


Società di recupero crediti pretendono debiti scaduti: l’Agcm interviene

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Aprile 2014



Debiti prescritti e preavvisi di intervento dei funzionari a casa o sul lavoro: dietro la minaccia di azioni giudiziarie infondate, l’intervento dell’Autorità garante per il mercato e la concorrenza.

Non è solo una leggenda metropolitana: alcune società di recupero crediti pretendono il pagamento di obbligazioni ormai prescritte e lo fanno, con pratiche aggressive e scorrette, inviando sms, email, raccomandate a.r., ma soprattutto con telefonate martellanti. Lo scopo è quello di ottenere il pagamento anche a fronte di crediti infondati o prescritti, minacciando l’intervento di azioni legali anche per poche centinaia di euro. In alcuni di questi casi, la comunicazione preannuncia la visita – a casa o sul luogo di lavoro – di un funzionario della società per sollecitare una composizione bonaria del debito.

Il debitore, per evitare “problemi legali”, è portato a pagare, specie quando gli importi sono bassi. Ma alcuni di questi si sono rivolti alle autorità.

È così intervenuta l’Autorità Garante per il mercato e la concorrenza (Agcm) che, con un provvedimento dello scorso 19 marzo, ha inibito ogni attività nei confronti di due di queste ditte specializzate nel bersagliare i debitori. Si tratta della Ge.Ri. Gestione Rischi S.r.l. e della Elliot S.r.l., che, dai primi mesi del 2014, avrebbero contattato una larga fetta di consumatori per conto di diversi committenti. Così è molto probabile che i debitori, pur non conoscendo i nomi di tali società di recupero, siano stati comunque contattati dai loro operatori. Le fetta di vittime, insomma, è ampia e trasversale.

In alcuni casi, i consumatori sono stati invitati a chiamare numerazioni a pagamento “per eventuali comunicazioni” o per “verifiche amministrative”, con un costo della telefonata piuttosto elevato (numerazione che, ora, è stata prontamente disattivata).

Il settore del recupero crediti è particolarmente delicato, prestandosi a numerosi abusi da parte degli operatori. L’Agcm ha già adottato svariati provvedimenti sanzionatori contro pratiche scorrette ai danni dei consumatori per un totale di 600 mila euro di multe. Da ultimo, sono state individuate alcune società di recupero che erano solite inviare atti di citazione infondati (presso tribunali incompetenti per territorio) per cause minacciate ma mai iscritte a ruolo, solo al fine di “stimolare” il pagamento dei debitori (leggi l’articolo “Società di recupero crediti sanzionate: atti di citazione falsi”).

Il consiglio ai consumatori è, dunque, quello di far sempre controllare, a un avvocato, le eventuali lettere di diffida ricevute.

In ogni caso, ricordate che quando una società di recupero crediti eserciti indebite pressioni su di voi (per esempio: telefonando fuori dagli orari consentiti, fornendo comunicazioni riservate a terzi, chiedendo il pagamento di debiti scaduti, telefonando con frequenza superiore al dovuto, minacciando di azioni giudiziarie ed esecutive invece giuridicamente impossibili) potete farne denuncia all’Autorità Garante per il Mercato.

A tal fine vi rinviamo a due dettagliate guide presenti su questo portale:

– “Società di recupero crediti: cosa possono fare e cosa non possono fare

– “Consigli legali contro lo stalking delle società di recupero crediti

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. salve volevo sapere una banca mia ha pignorato 14 anni fà è ancora non se ne esce fuori ,e mai possibile tutto ciò . solo il ctu per la valutazione e la prima udienza di comparizione e avvenuta 2 anni fa ma è stata rinviata e ancora oggi non si sa nulla

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