Diritto e Fisco | Articoli

Come si decide il genitore collocatario?

12 Maggio 2021
Come si decide il genitore collocatario?

Esiste la preferenza della madre nell’assegnazione del figlio? Su quali regole il giudice decide che i figli vadano a vivere da un solo genitore?

Come si decide il genitore collocatario e sulla base di quali regole? Nelle aule dei tribunali, il più delle volte, il genitore collocatario risulta essere la madre. La Cassazione ha tuttavia sempre negato che vi sia un’aprioristica preferenza per la donna. La regola impone di agire secondo l’esclusivo interesse dei figli. Come si determina allora questo interesse e perché quasi sempre si ritiene che esso coincida con la figura femminile?

Di tanto parleremo qui di seguito. Nel fare il punto della situazione e nello stabilire come si decide il genitore collocatario, passeremo in rassegna alcune delle più rilevanti pronunce della Cassazione che hanno trattato il tema. Da queste comprenderemo come si muovono i giudici quando si tratta di fissare la residenza dei figli minori presso l’uno o l’altro genitore. 

Chi è il genitore collocatario?

Il genitore collocatario è quello presso cui i figli vanno a vivere e a risiedere all’indomani della separazione dei genitori (sia che si tratti di coppia di fatto che di coniugi uniti in matrimonio). Il genitore collocatario è dunque colui che, a conti fatti, si prende cura giornalmente delle necessità della prole, aiutato dall’assegno di mantenimento che gli versa l’ex.

Non bisogna confondere il collocamento dei figli con l’affidamento: si tratta di due concetti diversi. Il collocamento è un concetto materiale che riguarda l’abitazione dei figli, il luogo ove questi vanno a stare, dove dormono e pranzano, dove fissano il centro dei loro interessi. L’affidamento è invece l’insieme dei poteri relativi alla potestà genitoriale; esso implica il diritto per i genitori di prendere le decisioni di maggiore interesse per i minori (l’istruzione, l’educazione, la salute, ecc.). 

Se il collocamento non può che essere presso un solo genitore, l’affidamento è di regola sempre “condiviso”, spetta cioè ad entrambi i genitori (a meno che uno dei due possa costituire un pericolo o un pregiudizio per il figlio, nel qual caso il giudice stabilirà l’affido esclusivo).

Affido condiviso non vuol dire trascorrere il medesimo tempo con entrambi i genitori. La regola, infatti, non esclude che il figlio possa essere collocato prevalentemente presso uno dei due genitori con uno specifico regime di visita per l’altro. Ed è il giudice di merito a stabilire in concreto le modalità di esercizio del diritto di visita sempre nel rispetto dell’esclusivo interesse del minore.

L’affidamento del minore ad entrambi i genitori avviene con collocazione privilegiata presso uno di essi (collocamento prevalente presso un solo genitore); una collocazione turnaria della prole costituirebbe pregiudizio per la stessa. Soprattutto in ipotesi di tenera età del minore la sua collocazione prevalente presso l’abitazione di uno dei genitori è ritenuta necessaria risultando pregiudizievole una modifica dell’assetto raggiunto dopo la fine della convivenza tra i genitori.

Una volta stabilito il genitore collocatario, il giudice fissa tempi e modalità di frequentazione dei figli minori da parte dell’altro genitore, il genitore non collocatario. E questo per garantire rapporti equilibrati e costanti con entrambi i genitori, alla luce del diritto del figlio alla bigenitorialità.

Chi stabilisce il genitore collocatario? 

A stabilire chi debba essere il genitore collocatario sono le parti, ossia i genitori nel momento in cui decidono di separarsi. Se però i due non riescono a trovare un accordo, il genitore collocatario viene individuato dal giudice sulla base del prevalente interesse del minore. Il giudice è tenuto a sentire i figli e le loro preferenze: si tratta di un obbligo se il minore ha più di 12 anni. Il giudice però deve ascoltare anche il minore di 12 anni se ritenuto capace di discernimento. 

Alla luce delle dichiarazioni del minore, il giudice – senza essere da queste vincolato – decide il genitore collocatario.

Come si decide il genitore collocatario?

Il giudice decide la collocazione del genitore sulla base dell’età del minore, dei suoi interessi, da quanto il minore stesso ha dichiarato (eventualmente al giudice) e in base a una valutazione globale che tenga conto degli interessi della prole. 

Per i figli in età prescolare è pressoché scontata la collocazione presso la madre, seppur non vi sono norme che lo prevedano. I giudici accordano di fatto la “preferenza della madre” in quanto ritenuta più capace di prendersi cura delle esigenze della prole. Eppure, nessun tribunale lo ammette chiaramente. Si legga ad esempio questa pronuncia del tribunale di Milano che ammonisce: «No alla prevalenza materna come criterio di individuazione del genitore maggiormente adatto al collocamento dei figli».

Il tribunale di Milano, Sezione IX civile, decreto del 19 ottobre 2016 (giudice Buffone) ha bloccato, con decisione, ogni fondamento di una pur ipotizzata prevalenza del criterio della “maternal preference” come guida al giudice nella scelta del miglior genitore per l’allocamento del figlio minore. A far da guida al tribunale non può che essere, infatti, lo spirito della norma di riforma dell’articolo 337-ter del Codice civile che, in luogo della preferenza del genere dell’uno o dell’altro genitore pone – al centro del sistema – la «pari condivisione genitoriale».

Collocazione e trasferimento del genitore in un’altra città

Secondo la Cassazione, il coniuge separato che intende trasferire la residenza lontano da quella dell’altro coniuge non perde l’idoneità ad avere in affidamento, o in prevalente collocazione presso di sé, i figli minori; sicché, il giudice deve esclusivamente valutare se sia più funzionale all’interesse della prole il collocamento presso l’uno o l’altro dei genitori, per quanto ciò ineluttabilmente incida in negativo sulla quotidianità dei rapporti con il genitore non affidatario.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube