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Quando si parla di usura?

27 Agosto 2021 | Autore:
Quando si parla di usura?

Usura presunta e usura in concreto: cosa sono e in quali casi scatta il reato? Cos’è il tasso usurario? Come sapere se gli interessi sono legali?

Se ne sente spesso parlare, soprattutto con riguardo a persone in difficoltà economiche che si sono affidate a soggetti poco raccomandabili. Stiamo parlando dell’usura, delitto che la legge punisce con la reclusione fino a dieci anni. Questo reato non riguarda però soltanto criminali e strozzini, ma anche istituti di credito che a volte applicano tassi d’interesse illegali su mutui e prestiti. Perché si integri questo delitto, tuttavia, è necessario che ricorrano le condizioni stabilite dall’ordinamento giuridico. Quando si parla di usura?

Sin da subito, va detto che l’usura è un fenomeno che ha ripercussioni non solo in ambito penale ma anche civile. Secondo la legge, infatti, nel caso di mutuo, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla; ma non solo: chi ha beneficiato del prestito non è tenuto a pagare alcun tipo di interesse. In pratica, la legge sanziona colui che ha previsto dei tassi illegali, privandolo del diritto a vedersi corrisposto qualsiasi tipo di interesse sulla somma prestata. Ma quando si può parlare di usura? Scopriamolo insieme.

Usura: cos’è?

Come anticipato in premessa, l’usura è un reato punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da cinquemila a trentamila euro [1].

La legge punisce con questa sanzione chiunque si faccia dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi di tipo usurario.

In buona sostanza, si parla di usura quando si applicano tassi di interesse illegali come corrispettivo di una prestazione.

Ma non solo: la legge punisce allo stesso modo anche colui che funge da mediatore tra la vittima e l’usuraio. In pratica, è considerato al pari dello strozzino colui che si intromette, chiedendo un compenso ugualmente usurario.

L’usura è un reato grave che può essere commesso da chiunque, purché il soggetto sia consapevole di applicare un tasso usurario agli interessi che chiede. L’elemento soggettivo del delitto è infatti il dolo, cioè l’intenzione di commettere il crimine chiedendo la corresponsione di tassi illegali.

Tasso usurario: cos’è?

Il reato di usura scatta nel momento in cui alla vittima è chiesto di pagare un interesse usurario. Quando si parla di usura in merito a un corrispettivo in danaro? Come si fa a sapere se l’interesse applicato ad un mutuo o ad un prestito è usurario e, quindi, illegale?

È l’ordinamento giuridico a stabilirlo. Nello specifico, il tasso di interesse è fissato da una legge [2] che affida al ministero del Tesoro il compito di rilevare trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati.

È poi la Banca d’Italia che pubblica trimestralmente una tabella con i vari tassi soglia divisi per categoria di operazioni: ci sono quindi tassi soglia di usura diversi per le aperture di credito, gli anticipi e gli sconti, i mutui e il leasing; ecc.

Nello specifico, la legge ha stabilito che è usurario l’interesse il cui tasso esorbita di oltre il 50% i tassi medi praticati dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, così come rilevato ogni trimestre da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Usura in concreto: cos’è?

Finora, abbiamo analizzato la cosiddetta “usura presunta”, cioè l’usura che scatta per il semplice fatto di aver applicato un tasso d’interesse che supera la soglia stabilita dalla legge. Si tratta di un’usura di tipo formale, visto che è sufficiente oltrepassare, anche di poco, il limite per incorrere in reato.

La legge punisce però anche un altro tipo di usura, definita “in concreto” (oppure usura concreta). Secondo il Codice penale, non è usurario solamente l’interesse che supera il limite fissato dalla legge, ma lo è altresì quello che, anche se inferiore a tale soglia, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risulta comunque sproporzionato rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

In altre parole, per la legge può essere definito usuraio anche chi, pur applicando un tasso di interesse legale, chiede un corrispettivo sproporzionato rispetto a ciò che ha dato alla vittima, oppure sconveniente a confronto delle sue condizioni economiche.

Si pensi al classico strozzino che, approfittando delle difficoltà di una persona, gli conceda un prestito chiedendogli la restituzione a condizioni che sa che non potrebbe rispettare.

Secondo la Corte di Cassazione [3], affinché si abbia usura in concreto occorre che la condizione di difficoltà economica della vittima debba consistere in una carenza, anche solo momentanea, di liquidità, a fronte di una condizione patrimoniale di base nel complesso sana; la condizione di difficoltà finanziaria investe, invece, più in generale, l’insieme delle attività patrimoniali del soggetto passivo ed è caratterizzata da una complessiva carenza di risorse e di beni.

In ogni caso, spetta al giudice determinare il ricorrere degli elementi dell’usura in concreto, il quale però deve valutare in senso oggettivo le condizioni di difficoltà economica o finanziaria, adoperando come metro di comparazione i valori di mercato. Ciò significa che non può essere definito usurario una persona che pretende un prezzo elevato per una prestazione che, effettivamente, sul mercato ha un buon valore, anche qualora l’altro soggetto si trovi in difficoltà economiche.

Usura: cosa fare?

Chi è vittima di usura non deve aver timore di denunciare il fatto alle autorità. Peraltro, trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, chiunque si accorga che c’è un fenomeno di usura in atto può sporgere denuncia; in altre parole, non è necessario che la segnalazione provenga dalla vittima. Così, se un amico, un conoscente, un consulente o un avvocato si accorge che una persona sta pagando tassi usurari, potrà senza dubbio denunciare il fatto alla polizia giudiziaria.

Una volta sporta la segnalazione, le forze dell’ordine procederanno ad acquisire la documentazione dalla quale evincere l’usura: il contratto di mutuo, l’accordo sottoscritto con lo strozzino, ecc.

Poiché non sempre l’usura è applicata su contratti scritti, il reato potrà essere dimostrato mediante testimonianze, riprese video o registrazioni audio; insomma, con ogni elemento che sia in grado di provare l’indebito vantaggio che una persona vuole ricavare dalla propria prestazione.

Come ricordato nell’articolo “Usura bancaria: cos’è e come difendersi“, l’usura va denunciata anche quando a porla in essere è un istituto di credito. In tal caso, è probabile che la Procura nomini un proprio consulente per esaminare nel dettaglio il contratto bancario e verificare se sono stati applicati interessi usurari a danno del cliente.


note

[1] Art. 644 cod. pen.

[2] Art. 2, legge n. 108 del 7 marzo 1996.

[3] Cass., sent. n. 18778 del 07/05/2014.

Autore immagine: canva.com/


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