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Come si calcolano gli straordinari?

27 Agosto 2021
Come si calcolano gli straordinari?

Se il lavoratore si ferma a lavorare oltre il proprio orario normale ha diritto ad una maggiorazione sullo stipendio.

L’impresa in cui lavori sta attraversando un periodo particolarmente intenso e c’è moltissimo lavoro da fare. Per questo, il tuo capoturno ti chiede ormai da mesi di trattenerti anche oltre il tuo orario di lavoro contrattuale. Ti chiedi se il lavoro extra che viene prestato debba essere pagato di più.

Lavorare oltre il proprio orario normale previsto nella lettera di assunzione significa sopportare, indubbiamente, un sacrificio maggiore e, proprio per questo, la legge prevede l’obbligo del datore di lavoro di remunerare tali prestazioni aggiuntive con una retribuzione maggiorata. Ma come si calcolano gli straordinari?

Per verificare i limiti e le percentuali di incremento retributivo previsti per il lavoro straordinario occorre consultare il contratto collettivo di riferimento. Ma andiamo per ordine.

Straordinari: cosa sono?

La lettera di assunzione disciplina, tra le altre cose, l’orario di lavoro del dipendente, ossia il numero di ore settimanali durante le quali il lavoratore deve prestare servizio a favore del datore di lavoro.

Nella determinazione dell’orario di lavoro, tuttavia, le parti non sono del tutto libere poiché la legge fissa l’orario normale di lavoro in 40 ore settimanali salvo diverse previsioni dei contratti collettivi di lavoro che possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore (ad es. prevedendo un orario settimanale di 38 o 39 ore).

Gli straordinari sono, in base alla legge [1], le prestazioni di lavoro effettuate dal dipendente oltre l’orario normale di lavoro (ossia oltre le 40 ore settimanali oppure il minore numero previsto dal Ccnl). Se, ad esempio, un dipendente del settore commercio viene chiamato, nell’arco di una settimana, a lavorare per 45 ore, gli straordinari corrispondono alle 5 ore di servizio eccedenti l’orario normale di 40 ore.

Straordinari: sono obbligatori?

Nella disciplina del lavoro straordinario è molto importante il ruolo dei contratti collettivi. Per capire in quali casi effettuare gli straordinari occorre leggere la norma di riferimento del Ccnl che potrebbe individuare delle ipotesi di obbligatorietà del lavoro straordinario.

Se il contratto collettivo non dice nulla, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore anche se si ritiene che il dipendente sia tenuto ad effettuare gli straordinari in caso di:

  • fattispecie obbligatorie previste dal Ccnl;
  • eccezionali esigenze tecnico produttive aziendali;
  • necessità di evitare un pericolo grave e immediato o danni alle persone o alla produzione;
  • eventi particolari collegati all’attività aziendale, come mostre o fiere.

Resta inteso che il dipendente possa rifiutare gli straordinari se è uno studente, in caso di giustificato e grave motivo che ne impedisce la prestazione oppure se il datore di lavoro li ha richiesti in modo illegittimo (ad es. oltre il limite massimo previsto dalla legge).

Straordinari: quali limiti?

La legge ha introdotto un limite all’orario di lavoro per tutelare la salute del dipendente che potrebbe essere compromessa da un’attività lavorativa troppo intensa e prolungata. Per questo, come regola generale, il ricorso allo straordinario deve essere limitato e, come ribadito anche di recente dalla Cassazione [2], tali prestazioni di lavoro aggiuntive non possono essere utilizzate come fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e di copertura dell’orario di lavoro essendo ammissibili solo per fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali.

Proprio per evitare che il lavoratore venga sottoposto a dei ritmi di lavoro eccessivi, la legge ammette un massimo di 250 ore annue di lavoro straordinario [3]. Oltre al tetto annuo esiste anche un limite settimanale visto che la legge non consente al dipendente di lavorare per più di 48 ore a settimana, inclusi gli straordinari. Questo tetto, tuttavia, deve essere calcolato come media in un periodo di tempo massimo di 4 mesi. Ne deriva che è teoricamente possibile superare le 48 ore di lavoro a settimana purché l’orario medio nel quadrimestre resti al di sotto di questa soglia.

Straordinari: come vengono pagati?

La legge prevede che le prestazioni di lavoro straordinario devono essere computate a parte e compensate con le maggiorazioni retributive previste dai Ccnl. Ne deriva che durante gli straordinari il dipendente ha diritto a ricevere:

  • la retribuzione oraria prevista dal contratto;
  • una maggiorazione di stipendio.

Il Ccnl Commercio, ad esempio, prevede le seguenti maggiorazioni per lavoro straordinario:

  • 15%: per le prestazioni di lavoro dalla 41° alla 48° ora settimanale;
  • 20% per le prestazioni di lavoro eccedenti la 48° ora settimanale.

Se, ad esempio, un dipendente ha uno stipendio orario di 10 euro ed effettua 5 ore di straordinario in una settimana, la retribuzione di queste ore di lavoro sarà pari a 11,50 euro ciascuna (ossia 10 euro + 15%).

I contratti collettivi possono, in ogni caso, consentire che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi (cosiddetta banca delle ore).

Tornando al nostro esempio, se il Ccnl prevede la banca delle ore, il dipendente che ha effettuato 5 ore di straordinari potrebbe ottenere la normale retribuzione oraria per il lavoro prestato e 5 ore di permesso.


note

[1] Art. 1 D. Lgs. 66/2003.

[2] Cass. n. 9305 del 20.05.2020.

[3] Art. 5 D. Lgs. 66/2003.


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