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Accertamento con adesione: quando conviene?

13 Maggio 2021 | Autore:
Accertamento con adesione: quando conviene?

L’accordo con il Fisco per ridurre o eliminare le pretese tributarie: quali vantaggi si ottengono dall’accettazione.

C’è un modo utile per abbattere le pendenze fiscali, senza dover ricorrere al giudice tributario. Si può definire la questione direttamente con l’Amministrazione finanziaria, realizzando un concordato sull’ammontare delle imposte e delle sanzioni da pagare. Si tratta dell’accertamento con adesione: quando conviene al contribuente ricorrervi, anziché opporsi “muro contro muro” alle pretese tributarie?

In estrema sintesi, il procedimento è semplice e funziona così: il contribuente, assistito dal suo commercialista, e i funzionari dell’Agenzia delle Entrate si siedono attorno ad un tavolo ed instaurano un vero e proprio dialogo. È un confronto di posizioni per cercare un’intesa che evita lo scontro. Si propongono da ambedue le parti trattative per ridefinire l’entità dell’iniziale pretesa iniziale. Si valutano le varie ragioni addotte a suo sostegno o a sua smentita, perché potrebbero anche risultare infondate: il contribuente può valorizzare gli elementi a proprio favore, che sino a quel momento non erano stati considerati dall’Ufficio.

Potrà così emergere che la somma realmente dovuta è inferiore a quella riportata nell’avviso di accertamento. In questi casi, il dialogo instaurato si rivela la soluzione vincente per entrambi: si raggiunge subito un accordo definitivo tra il contribuente e il Fisco e non è più necessario affrontare il processo tributario. Ma “è tutto oro quel che luce” oppure ci sono aspetti nascosti? C’è qualche fregatura? Puoi valutarlo tu stesso: in questo articolo ti spiegheremo quando conviene l’accertamento con adesione e come accedervi.

Accertamento con adesione: cos’è e come funziona

L’accertamento con adesione [1] si applica a tutte le imposte statali, sia dirette, come l’Irpef, sia indirette, come l’Iva, e riguarda sia i tributi principali sia le sanzioni correlate. È praticabile da qualsiasi categoria di soggetti: persone fisiche, società di persone o di capitali, associazioni, enti e sostituti d’imposta.

La proposta di accertamento con adesione può nascere in due modi e scaturisce:

  • da un’iniziativa dell’Ufficio impositore, formulata attraverso un apposito “invito a comparire davanti all’Agenzia delle Entrate” o contenuta nel successivo avviso di accertamento;
  • da un’istanza avanzata dal contribuente che ha avuto un controllo o una verifica fiscale, anche dopo aver ricevuto l’avviso di accertamento e fino a quando non scadono i termini per presentare ricorso.

A seguito della proposta, vengono fissati appositi incontri presso l’Ufficio, nei quali il contribuente può partecipare direttamente o farsi rappresentare e assistere dal suo avvocato o dal suo commercialista.

A seguito di questo confronto, le parti possono raggiungere un accordo, il cui contenuto verrà riportato in un atto di adesione. È un patto vincolante per entrambe le parti, che fissa gli importi da pagare ed i relativi termini. Nota che imposte e sanzioni possono essere abbattute o completamente eliminate, ma non può esserci una differenza positiva in favore del contribuente: nell’accertamento con adesione il Fisco non rimborsa, ma riduce o al massimo annulla la pretesa iniziale. Se invece non si perviene ad un’intesa, il contribuente rimane libero di presentare ricorso al giudice tributario contro l’atto impositivo emesso dall’Agenzia.

Accertamento con adesione: quali vantaggi offre

L’accertamento con adesione offre un beneficio oggettivo, che spetta a chiunque realizza l’accordo con l’Amministrazione finanziaria e a prescindere dal suo contenuto: è la riduzione delle sanzioni amministrative applicate o irrogabili, che vengono abbattute ad un terzo del minimo previsto dalla legge.

Un altro vantaggio, specifico per chi attraverso l’evasione fiscale ha commesso anche reati tributari, è che l’adesione rappresenta una circostanza attenuante, se si è perfezionata con il pagamento delle somme dovute prima dell’apertura del dibattimento di primo grado. In caso di condanna, le pene saranno diminuite fino ad un terzo e non verranno irrogate sanzioni accessorie.

L’accertamento con adesione non richiede, per il suo perfezionamento, la definizione integrale di tutte le imposte o sanzioni che il Fisco si accinge a richiedere: è possibile accordarsi solo su alcune di queste voci e proseguire il contenzioso per le rimanenti, ad esempio attraverso un concordato raggiunto sui tributi applicabili ma con l’impugnazione delle sanzioni residue.

Accertamento con adesione: i benefici per i contribuenti a rischio

Ci sono poi altri vantaggi eventuali, che dipendono dalla concreta situazione accertata. Quanto più sono forti gli elementi di cui dispone il Fisco per dimostrare la fondatezza della propria pretesa, tanto maggiore sarà l’interesse del contribuente ad evitare di affrontare un giudizio contenzioso impugnando l’atto, con il rischio di vederlo integralmente confermato e di dover pagare, infine, tutto l’importo accertato più l’intero ammontare delle sanzioni, senza sconti e con l’aggiunta delle spese processuali previste in caso di soccombenza.

La procedura di accertamento con adesione offre un arco di tempo per riflettere su questi aspetti: dal momento di presentazione della domanda, i termini per proporre ricorso sono sospesi per 90 giorni e in questo periodo vengono congelati anche i termini per il versamento delle somme richieste nell’avviso di accertamento.

Rapporti tra accertamento con adesione e ricorso

L’accertamento con adesione non pregiudica la possibilità di proporre ricorso al giudice tributario in caso di mancato accordo: alla scadenza dei 90 giorni di sospensione concessi per discutere la proposta, riprendono a decorrere i consueti termini di impugnazione.

Tieni presente che dal 1° luglio 2020 gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate sono obbligati ad invitare il contribuente al contraddittorio preventivo prima di emettere gli avvisi di accertamento relativi alle imposte sui redditi (comprese le addizionali e le imposte sostitutive), contributi previdenziali ed Iva. Questo comporta un’anticipazione del momento in cui è possibile ricorrere all’accertamento con adesione: la proposta dell’Agenzia viene formulata direttamente nell’invito a comparire, in modo da evitare l’atto impositivo proprio grazie al contraddittorio anticipato con il contribuente, che può rappresentare subito gli elementi in suo favore.

Anche in questo caso, la partecipazione del contribuente non è obbligatoria ed egli rimane libero di non aderire. Ma se in seguito l’Ufficio emetterà l’avviso di accertamento, il contribuente che aveva rifiutato l’invito al contraddittorio anticipato non potrà più avvalersi dell’accertamento con adesione.

Una recente sentenza della Cassazione [2] tende a valorizzare ancora di più l’accertamento con adesione: la Suprema Corte ha ritenuto «lesiva del principio di collaborazione e buona fede la condotta dell’ufficio che, dopo aver emesso, in base alla proposta accettata dal contribuente, gli atti di accertamento con adesione per alcune annualità d’imposta», aveva emesso ulteriori avvisi di accertamento ed ha giudicato «inesigibile la maggior pretesa costituita dalla differenza tra gli importi concordati e quelli richiesti». Il contribuente aveva già siglato l’accordo e stava rispettando le scadenze di pagamento concordate, senza inadempimenti.


note

[1] Art. 6 D.Lgs. n.218/1997.

[2] Cass. sent. n. 12372 del 11.05.2021.


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