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Lo sai che? Se chi perde la causa non vuole adempiere all’obbligo di fare: rimedi

Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 aprile 2014

Una multa a chi non rispetta la sentenza contenente la condanna, non solo a una somma di denaro, ma anche a demolire o costruire, chiudere finestre, abbattere alberi, cancelli, muretti, ecc.

Spesso in condominio o in cause riguardanti beni immobili in genere, la parte non si limita a chiedere la condanna a una somma di denaro (si pensi al risarcimento di un danno o a un rimborso), ma chiede anche la condanna a un obbligo di fare. Si pensi a una causa avente a oggetto la violazione delle distanze tra costruzioni in cui viene chiesta la demolizione di un edificio o a una causa per la violazione delle norme sulle vedute in cui viene chiesta la chiusura di una finestra che si affaccia illegittimamente sul fondo del vicino. Oppure, nell’ambito condominiale, si pensi alla condanna alla rimozione di una veranda installata su un balcone di proprietà esclusiva che leda il decoro architettonico dello stabile. Ed ancora si pensi all’abbattimento di un albero, di un muretto, alla disinstallazione di un cancello, ecc.

In tutte queste situazioni l’esecuzione della sentenza di condanna all’obbligo di fare (demolizione dell’edificio, chiusura della finestra e rimozione della veranda) è tutt’altro che agevole.

Spesso si è costretti a ricorrere al giudice dell’esecuzione mediante un ricorso per l’esecuzione degli “obblighi di fare”. In pratica, il giudice deve determinare le modalità dell’esecuzione, designare l’ufficiale giudiziario e le persone che devono eseguire il provvedimento.

I tempi possono essere assai lunghi e i costi notevoli. Si pensi ad esempio alla necessità di incaricare un’impresa dell’esecuzione di alcuni lavori di abbattimento di un muro.

A tutto ciò vorrebbe porre riparo l’introduzione di una nuova norma [1]: essa prevede che con il provvedimento di condanna, il giudice – su istanza di parte – fissi una somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva o per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’obbligo di fare stesso.

Per rendere ancora più efficace la norma, si è stabilito che “il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza…”. In altri termini, chi non provveda a ottemperare alla sentenza, rischia il pignoramento dell’immobile di proprietà.

In effetti, è proprio qui che arriva la complicazione: poiché al creditore che non sia riuscito “con le buone” a ottenere l’esecuzione dell’obbligo di fare da parte del debitore non resta che provvedere a proprie spese (all’abbattimento del muretto, alla demolizione della costruzione, ecc.). Per recuperare i costi sopportati e anticipati per conto del debitore, dovrà successivamente procedere, in esecuzione forzata, contro il debitore e, tramite la vendita dei beni a questi pignorati, soddisfarsi sul ricavato fino al limite delle spese già sostenute.

Insomma, i tempi e i costi inizialmente preventivati si dilatano. E non di poco.

note

[1] Art. 614bis cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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