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Foto: si possono pubblicare senza consenso?

13 Maggio 2021
Foto: si possono pubblicare senza consenso?

Regole sulla privacy per le fotografie e per i video: quando è possibile diffondere su Internet i volti delle persone non consenzienti.  

Ci viene spesso chiesto se si possono pubblicare le foto senza il consenso di chi è stato immortalato dall’obiettivo della cam o dalla fotocamera dello smartphone.

La pubblicazione delle foto richiede il rispetto delle norme sulla privacy e, in particolare, di quelle che presiedono alla tutela del trattamento dei dati. Il volto di una persona è infatti “un dato sensibile” che non può essere trattato e divulgato da chi non ha prima ottenuto il permesso del titolare. 

Ciò nonostante residuano delle ipotesi in cui è possibile pubblicare una foto senza consenso. Abbiamo già trattato ampiamente questo tema nella più generale guida dedicata alle regole sulla privacy per foto e video. Ne riparleremo qui di seguito, focalizzandoci proprio su tale aspetto, quello cioè della necessità del consenso alla diffusione di un’immagine altrui. 

Quanto diremo di qui in avanti vale sia per le fotografie che per i video.

Autorizzazione alla foto

Facciamo un passo indietro. Prima di parlare della pubblicazione della foto, soffermiamoci sull’atto che la precede: lo scatto in sé. Per fare una foto a una persona è necessario chiederle il permesso. Permesso che non deve essere necessariamente scritto, ben potendo essere sia verbale che tacito. Si può ad esempio desumere l’autorizzazione alla foto nel momento in cui una persona si posiziona davanti all’obiettivo della fotocamera, in tal modo prestando tacitamente il consenso allo scatto. 

Voler per forza scattare una foto a una persona che non vuole essere ripresa può integrare il reato di molestie.

Autorizzazione alla pubblicazione della foto

Per pubblicare la foto di una persona ci vuole il suo consenso, anche quando questa si trovi in un luogo pubblico. Il solo fatto, ad esempio, di trovarsi seduti su una metro, su un treno o un autobus non consente a nessuno di immortalare il volto dei passeggeri senza il loro permesso. Lo stesso dicasi nei luoghi privati aperti al pubblico, come bar, cinema, teatri, discoteche. A maggior ragione, il principio vale nei luoghi privati. 

Per tornare ai luoghi pubblici, solo in occasione di manifestazioni, eventi, cerimonie, processioni, comizi è possibile fare una foto alle persone che vi partecipano senza dover chiedere loro l’autorizzazione; in tal caso, però, l’oggetto dell’immagine non deve essere il volto del partecipante, ma l’evento nel suo più ampio contesto. Se dunque un passante dovesse finire nell’obiettivo, questi non potrebbe recriminare nulla anche se riconoscibile; non può cioè chiedere che il proprio volto venga oscurato (sempre che – come detto – non sia lui stesso lo specifico oggetto dello scatto e non la manifestazione). 

È anche possibile fare una foto a una strada, un monumento o un altro contesto pubblico a condizione però, in questo caso, che le persone presenti non siano riconoscibili. Se riconoscibili, bisognerà oscurare il volto con tecniche di post-produzione. 

L’autorizzazione alla pubblicazione della foto può essere tacita: si pensi a chi, una volta vista la propria foto sul profilo social di un amico, la condivida sul proprio o la commenti senza tuttavia contestare il fatto. La sua consapevolezza e l’assenza di opposizione fa sì che si possa ritenere sussistente una sorta di “autorizzazione a posteriori”.

Si possono pubblicare i volti delle persone famose se queste sono state fotografate nel corso di un evento, di una cerimonia o di altro fatto di rilievo pubblico. Non è possibile invece pubblicare le foto dei vip intenti in attività private. 

Si può revocare l’autorizzazione alla pubblicazione della foto

Una volta concessa l’autorizzazione alla pubblicazione della foto, la stessa può essere sempre revocata, imponendo così la cancellazione della stessa da Internet. 

L’interessato può chiedere la cancellazione della foto in qualsiasi momento, anche a distanza di molti anni.

Solo nel caso in cui sia stato concesso il diritto di sfruttamento economico della propria immagine non si può più revocare il consenso (si pensi a una modella che abbia prestato la propria immagine per pubblicizzare una linea di cosmetici).

Secondo la Cassazione comunque, è sempre possibile la revoca del consenso precedentemente prestato anche da parte di chi ha ceduto i diritti di pubblicazione dietro compenso in denaro (si pensi a una casa di moda e a un modello ingaggiato per una campagna pubblicitaria). In tali casi però il committente, comunque tenuto – secondo la Suprema Corte – alla cancellazione dell’immagine, potrà pretendere la restituzione dei soldi versati ed, eventualmente, il risarcimento del danno.

Quali foto si possono pubblicare senza consenso

Vediamo ora in quali casi si può pubblicare una foto senza il consenso dell’interessato:

  • quando la persona si trova in un luogo pubblico ma non è riconoscibile;
  • quando la persona partecipa a una manifestazione, cerimonia, corteo o altro evento pubblico, anche se riconoscibile, purché non sia lei l’oggetto esclusivo della foto;
  • quando la persona è famosa e si trova in un luogo pubblico;
  • quando il volto della persona viene oscurato prima della pubblicazione, in modo da renderla irriconoscibile;
  • quando la foto ha ad oggetto una parte del corpo diversa dal volto dell’interessato che pertanto non è riconoscibile. 


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