Separazione e divorzio con una sola domanda al giudice

13 Maggio 2021
Separazione e divorzio con una sola domanda al giudice

Arriva il rito unico semplificato nei procedimenti in materia di persone, minorenni, famiglie e sui giudizi per l’attribuzione o la rimozione di stato delle persone. 

La riforma Cartabia del processo civile entra nel vivo. Oltre alla tanto annunciata introduzione di un rito generale molto simile a quello del lavoro, con richieste e prove da introdurre con l’atto introduttivo, a pena di decadenza, ci sono consistenti novità anche in materia di famiglia e minori. 

In particolare, nel testo del superemendamento del ministero della Giustizia si prevede la possibilità di proporre, all’interno del giudizio di separazione, anche la domanda di divorzio. In alternativa, sarà possibile disporre la riunione dei due procedimenti se proposti in via separata e già contemporaneamente pendenti tra le stesse parti dinanzi alla medesima autorità giudiziaria. 

In questo modo, si tende ad accelerare i tempi dei processi di oltre il 40%. È probabilmente il primo passo per una successiva cancellazione del doppio binario separazione-divorzio, retaggio di un’epoca in cui il divorzio era ancora socialmente mal visto. 

Si tratta di una «misura potenzialmente idonea a dimezzare i procedimenti in materia, con considerevole risparmio di energie processuali e certa riduzione dei tempi per la definizione dell’intero procedimento divorzile (potendo essere emessa all’esito dell’unico procedimento sentenza di divorzio), con analoghi effetti anche sui gradi successivi del giudizio, essendo unico l’eventuale giudizio di appello e l’eventuale procedimento davanti alla Cassazione».

Nasce poi un rito unitario per tutti i procedimenti relativi alle persone, ai minorenni e alle famiglie. La presenza di riti diversi, in materie anche analoghe, non garantisce, si sottolinea, né la parità di trattamento per vicende sostanzialmente sovrapponibili (dove il riferimento è ai diversi riti applicabili per la disciplina dell’affidamento e del mantenimento dei figli a seconda che siano nati o no nel matrimonio), né la creazione di orientamenti interpretativi uniformi.

Con il rito unificato, la concentrazione negli atti introduttivi delle parti di richieste e prove, si consentirà al giudice già dalla prima udienza (paragonabile all’attuale udienza presidenziale) non solo di emanare i provvedimenti provvisori necessari (per la disciplina delle modalità di affidamento dei figli, di mantenimento della prole e del coniuge debole, di assegnazione della casa familiare), ma di adottare immediatamente l’ordinanza di ammissione dei mezzi istruttori, con l’attesa considerevole contrazione dei tempi processuali.



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