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Deroghe al diritto d’autore: Cassazione

13 Maggio 2021
Deroghe al diritto d’autore: Cassazione

Diritto di riassumere, citare o anche riprodurre brani di opere altrui senza il consenso del titolare, per scopi di critica, discussione, o di insegnamento.

L’articolo 70 della Legge sul diritto d’autore consente la riproduzione il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica odi discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. Si tratta di vere e proprie deroghe al diritto d’autore in favore del cosiddetto fair use, istituto questo di origine anglosassone. 

Il secondo comma consente la libera pubblicazione su internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma (1).

L’utilizzazione in uno spot pubblicitario di un tema musicale, estratto da un brano protetto da diritti d’autore, al fine di evocarne il ricordo, comporta violazione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera spettanti all’autore. Detti diritti si estendono a qualsiasi forma e modo di utilizzazione, anche parziali, dell’opera che siano tali da consentire di coglierla nella sua individualità, quale oggetto di elaborazione personale di carattere creativo da parte dell’autore.

Cassazione civile sez. I, 29/05/2003, n.8597

Premesso che l’utilizzazione didattica è libera se non avviene a scopo di lucro, non si può dedurre la libertà d’uso dell’opera dalla sussistenza del solo fine didattico. Occorre infatti accertare, oltre a tale finalità, anche la totale assenza del predetto scopo nell’uso stesso dell’opera, che, peraltro, deve per definizione essere ritenuto sussistente tutte le volte che dell’opera d’arte si faccia un uso economico, in quanto organizzato economicamente dentro un processo produttivo di impresa tra i cui fattori impiegati ci siano opere musicali scelte in base alla specificità artistica per l’insegnamento di un’altra arte.

Cassazione civile sez. I, 01/09/1997, n.8304

L’utilizzazione economica dell’opera d’arte musicale a seconda delle diverse modalità che il mercato consente e mercè le quali comunque si sfrutti l’opera stessa perseguendo un lucro, appartiene all’autore. Tale utilizzazione è esclusa nelle ipotesi specificamente previste dalla legge, tra le quali non di deve annoverare l’esecuzione di opere musicali quali supporto didattico delle scuole di danza private, giacché invece essa, in quanto organizzata dentro un processo produttivo diretto al profitto, costituisce sfruttamento economico riservato all’autore.

Cassazione civile sez. I, 01/09/1997, n.8304

L’art. 70 l. autore prevede forme eccezionali di libera utilizzazione economica, non suscettibili di astensione analogica; non è però applicabile ad opere editoriali aventi mere finalità illustrative.

Cassazione civile sez. I, 07/03/1997, n.2089

La libertà ex art. 70 comma 1, legge sul diritto d’autore, di riassumere, citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione, o di insegnamento è ammessa e si giustifica se l’opera di critica, o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell’opera citata e perciò i “frammenti riprodotti” non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all’autore dell’opera parzialmente riprodotta.

Cassazione civile sez. I, 07/03/1997, n.2089

Sia l’art. 70 l. dir. autore che l’art. 10 Conv. di Berna prevedono fattispecie di libertà di utilizzazione che si pongono come eccezionali perché situate oltre le frontiere dell’esclusiva riservata all’autore, ed appaiono perciò di stretta interpretazione.

Cassazione civile sez. I, 07/03/1997, n.2089

Non costituisce utilizzazione libera di opere dell’ingegno, consentita dall’art 70 l. 22 aprile 1941 n. 633, l’inclusione in un’opera collettiva storico-enciclopedica, dal titolo “Decenni di storia contemporanea”, di dischi riproducenti brani storici, letterari e musicali.

Cassazione civile sez. I, 07/03/1997, n.2089

In tema di diritto d’autore, la libera utilizzazione, mediante citazione, riassunto o riproduzione, di brani o parti di un opera protetta, nei limiti giustificati dalle finalità di critica, di discussione o di insegnamento, consentita dall’art. 70 l. 22 aprile 1941 n. 633 (con norma di stretta interpretazione perché derogatrice alla regola generale che attribuisce all’autore il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera) trova fondamento nelle particolari finalità sopraindicate, le quali siccome del tutto autonome rispetto a quelle dell’opera utilizzata escludono la possibile concorrenza con il diritto di sfruttamento economico spettante all’autore di questa.

Pertanto l’uso di brani di opere protette, per finalità meramente illustrative di altra opera, e senza scopi didattici, di critica o di discussione, deve ritenersi estraneo all’ambito del cit. art. 70 e quindi illegittimo (senza che al riguardo possa darsi rilievo, pena un’inammissibile interpretazione estensiva dello stesso articolo, alla inevitabile selettività nella scelta dei brani ancorché rispondente ad uno specifico orientamento critico di chi la compie) e non può ritenersi neppure giustificato alla stregua dell’art. 10 della convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche ratificata con l. 20 giugno 1978 n. 399, che, mentre rinvia, nel comma 2, alle legislazioni nazionali per la disciplina dell’utilizzazione a titolo illustrativo (peraltro a fini di insegnamento) dichiara lecita la citazione dell’opera se contenuta “nella misura giustificata dallo scopo”, e richiede quindi che la riproduzione parziale di un’opera per poter esser considerata quale lecita citazione della stessa, si inserisca funzionalmente in un discorso, quale premessa o quale mezzo di convalida o di critica delle tesi ivi sostenute.

Cassazione civile sez. I, 07/03/1997, n.2089

La pubblicazione di un catalogo contenente la riproduzione fotografica di opere d’arte inserite in una mostra è idonea a fondare la pretesa della Siae di riscuotere i diritti di riproduzione spettanti agli autori, in quanto l’art. 13 l. n. 633 del 1941 non vieta solo la moltiplicazione di copie fisicamente identiche all’originale, ma protegge l’utilizzazione economica che può effettuare l’autore mediante qualunque altro tipo di moltiplicazione dell’opera in grado d’inserirsi nel mercato della riproduzione; nè l’indicata riproduzione, allorché sia integrale e non limitata a particolari delle opere medesime, quale che sia la scala adottata nella proporzione rispetto agli originali, integra alcune delle ipotesi di utilizzazione libera, previste, in via di eccezione al regime ordinario dell’esclusiva, dall’art. 70 della citata legge.

Cassazione civile sez. I, 19/12/1996, n.11343

L’art. 70 l. 22 aprile 1941 n. 633 (sul diritto d’autore) laddove al comma 1 consente la libera pubblicazione dell’opera in deroga ai principi generali fissati dall’art. 2577 c.c. e dall’art. 12 stessa legge, prevede testualmente che la pubblicazione avvenga per riassunto, citazione o riproduzione di brani o parti dell’opera stessa, escludendone di conseguenza la pubblicazione per intero, ancorché questa avvenga per scopo di critica, discussione, informazione ed insegnamento, atteso che tale scopo non può giustificare la violazione del diritto esclusivo di pubblicazione dell’autore o suoi aventi causa con conseguente annullamento o riduzione del relativo contenuto economico.

Cassazione civile sez. I, 15/01/1992, n.412

Le ipotesi previste nell’art. 97 della legge n. 633 del 1941 sul diritto di autore, nelle quali l’immagine della persona ritrattata può essere riprodotta senza il consenso della persona stessa, sono giustificate dall’interesse pubblico all’informazione, con la conseguenza che, avendo carattere derogatorio del diritto all’immagine, sono di stretta interpretazione: il predetto interesse pubblico non ricorre ove siano pubblicate immagini tratte da un film e la pubblicazione avvenga in un contesto (nella specie, la rivista mensile “Playboy”) diverso da quello proprio dell’opera cinematografica e della sua commercializzazione.

Cassazione civile sez. I, 28/03/1990, n.2527



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