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Invalidità civile: procedura per il riconoscimento

7 Aprile 2014 | Autore:


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Linvalidità civile, ossia quella forma di invalidità non derivante da cause di lavoro, può dar diritto a diversi benefici economico-sanitari: vediamo come ottenerne il riconoscimento.

 

La legge riconosce lo stato di invalidità civile a chiunque presenti delle minorazioni o deficit fisici, psichici, intellettivi, della vista o dell’udito (congeniti o acquisiti), che limitino le normali funzioni della vita quotidiana [1].

Tali minorazioni, ai fini del riconoscimento dello stato di invalidità, devono comportare:

– una riduzione permanente della capacità lavorativa superiore al 33 per cento;

– oppure, in caso di minori di età, la persistente difficoltà a svolgere le funzioni proprie dell’età.

Anche gli ultrasessantacinquenni con le medesime difficoltà sono considerati invalidi civili ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento.

Lo stato di invalido civile non va, tuttavia, confuso con quello del portatore di handicap [2], il cui riconoscimento viene effettuato dall’Inps con criteri diversi e produce un verbale di certificazione diverso.

Benefici derivanti dal riconoscimento

Dal riconoscimento dell’invalidità civile possono derivare una serie di prestazioni economiche che variano a seconda della gravità dell’invalidità e di altre specifiche condizioni soggettive (ad esempio, l’età del soggetto).

Si tratta, nello specifico:

– della pensione di inabilità (spettante alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni cui sia riconosciuta una percentuale di invalidità del 100%);

– dell’assegno mensile (per gli invalidi civili, i sordomuti e ciechi civili che presentino una sensibile riduzione della capacità lavorativa e che si trovino in stato di bisogno economico e di mancato collocamento lavorativo);

– dell’assegno sociale riconosciuto, in sostituzione della pensione di invalidità o dell’assegno mensile, al compimento del 65° anno di età;

– dell’indennità di accompagnamento, ossia un sostegno economico statale pagato dall’Inps per le persone che presentino un’invalidità totale (per un approfondimento leggi: https://www.laleggepertutti.it/52066_indennita-di-accompagnamento-quando-e-come-ottenerla);

– dell’indennità mensile di frequenza,concessa alle famiglie di minori che sostengano spese legate alla frequenza di una scuola o di un centro terapeutico o riabilitativo e si trovino in stato di bisogno economico (per un approfondimento leggi: https://www.laleggepertutti.it/49684_minori-invalidi-ottenere-lindennita-di-frequenza).

– dell’indennità di comunicazione (spettante ai minori che presentino un grado di ipoacusia entro un determinato numero di decibel);

– della pensione per i sordomuti e per i ciechi civili che si trovino in stato di bisogno economico.

Modalità di presentazione della domanda  

La richiesta per il riconoscimento della minorazione civile (invalidità, cecità e sordità)  va presentata dalla persona interessata o da chi la rappresenta (genitore del minore, tutore dell’interdetto, curatore dell’inabilitato) alla sezione dell’Inps  competente per territorio, secondo un procedimento totalmente informatizzato [3].

Per presentare la domanda, é necessario in primo luogo farsi rilasciare dal medico curante l’attestazione sulla natura della propria invalidità.

Questi dovrà compilare un apposito modulo Inps da inviare, a sua cura, per via telematica all’Istituto di previdenza e di cui dovrà rilasciare un’ulteriore copia al paziente affinché la esibisca durante la visita.

La domanda, che deve indicare oltre ai dati personali, anche il tipo di riconoscimento richiesto (invalidità o handicap), va presentata all’Inps entro 30 giorni dalla produzione del certificato medico; decorso tale termine occorrerà un nuovo certificato.

Al momento della presentazione dell’istanza all’Inps, il richiedente dovrà indicare un numero di certificato fornitogli dal medico e che sarà abbinato alla sua istanza dal sistema automatico.

La domanda andrà presentata:

– o accedendo personalmente tramite pin al sito dell’Inps (www.inps.it)

– oppure tramite i patronati o le associazioni di categoria dei disabili, che la inoltreranno sempre per via telematica.

La visita

Dopo l’invio della domanda, il sistema informatico indicherà al richiedente delle possibili date tra cui poter scegliere quella per la visita presso la Commissione Asl.

In ogni caso, detta visita va effettuata entro 30 giorni dalla richiesta (15 giorni per il caso di malattia oncologica), con possibilità di deroga, se dovuta a giustificati motivi.


La data della visita viene comunicata con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo indicato nell’istanza e tramite comunicazione via e-mail.

Qualora il richiedente non compaia alla visita, sarà convocato per una data successiva ma, nel caso non si presenti anche alla seconda convocazione, la domanda sarà respinta.

Durante la visita, il richiedente ha il diritto di farsi assistere da un proprio medico.

Commissione medica

Presso la sede Inps è presente una Commissione dell’Asl composta da:

– un medico specialista in medicina legale;

– due medici, di cui uno specialista in medicina del lavoro;

– un medico dell’Inps;

– un sanitario.

Visita a domicilio

Nei casi in cui il richiedente si trovi nell’impossibilità di recarsi di persona alla visita a causa del proprio stato di salute, egli potrà fare richiesta, tramite il certificato medico, di visita domiciliare. Tale richiesta dovrà pervenire nei 5 giorni antecedenti la data della visita fissata presso la ASL.  Qualora la richiesta di visita domiciliare sia accolta, al richiedente verrà data comunicazione del giorno e dell’ora in cui dovrà avvenire. 

Verbale di visita

Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico contenente il relativo esito, che potrà essere approvato all’unanimità (in tal caso esso é considerato definitivo) o meno.

In questa seconda ipotesi gli atti vengono esaminati dal Responsabile del centro medico-legale dell’Inps, il quale può decidere di:

– validare comunque il verbale entro 10 giorni;

– fissare entro 20 giorni una nuova visita anche avvalendosi della consulenza di uno specialista della patologia sofferta dal richiedente.

Se, a seguito della visita, emerge il diritto a un riconoscimento economico, all’interessato sarà fatta richiesta di completare l’inserimento on line dei dati necessari per l’accertamento dei requisiti socio- economici (ad esempio l’eventuale ricovero a carico dello Stato, coordinate bancarie, ecc.).
Sulla base di tali dati, l’Inps effettuerà i controlli amministrativi e di reddito per poter procedere alla erogazione della prestazione economica.
All’interessato verrà poi inviata comunicazione di riconoscimento o rigetto della prestazione economica.

La visita di revisione

Tenuto conto che lo stato di invalidità può migliorare o peggiorare nel tempo, chi richiede il riconoscimento dell’invalidità sarà tenuto a sottoporsi a visita di revisione alla scadenza del termine indicato nel verbale.

Inoltre, qualora si sia verificato un peggioramento della patologia, il soggetto potrà presentare di sua iniziativa  una domanda di aggravamento, seguendo lo stesso percorso fin qui descritto.

Il ricorso contro il verbale

Chi intenda contestare il contenuto del verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile, dovrà rivolgersi al Tribunale ordinario per richiedere, anticipandone le spese, una consulenza tecnica preventiva che verifichi le condizioni sanitarie su cui si basa la richiesta di riconoscimento dell’invalidità; l’accertamento medico è compiuto da un consulente tecnico nominato dal giudice alla presenza di un medico legale dell’Inps.

Il giudice assegna alle parti un termine di massimo trenta giorni entro cui dichiarare se intendono contestare le conclusioni del c.t.u. In mancanza, il giudice, entro ulteriori trenta giorni, si pronuncia con un provvedimento inappellabile di conferma della relazione.

Qualora, invece, una delle parti contesti la relazione del consulente, essa dovrà presentare, con l’assistenza di un difensore, sempre entro trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, un ricorso contenente i motivi della contestazione della relazione del consulente.

Inizierà, così, un giudizio vero e proprio che si chiuderà con una sentenza inappellabile.


note

[1] Art. 2 L. 118/71 e d.lgs. 509/88.

[2] L. 104/92.

[3] Art. 20 del d.l. n. 78/09, convertito in legge con modificazioni dalla l. n. 102/09, titolato “Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile”.

Autore immagine: 123rf.com


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