HOME Articoli

Lo sai che? Se il prof dice “ignorante” all’alunno commette reato di ingiuria

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2014

L’insegnante risponde di ingiuria ogni volta che proferisce frasi offensive in modo gratuito nei confronti degli alunni.

Il professore che dà dell’ignorante e presuntuoso all’alunno deve rispondere, poi, del reato di ingiuria.

A dirlo è una sentenza della Cassazione [1] che risale a qualche anno fa, ma sempre attuale. Val la pena di ricordarla brevemente.

La vicenda

Un alunno, rappresentante di classe, si era limitato a criticare, correttamente e pacatamente, la condotta dell’insegnante, contestandole una mancanza di trasparenza nelle valutazioni sui voti. In particolare, il docente non aveva comunicato a un alunno, con tempestività, l’esito di una interrogazione orale. Dinanzi alle critiche mossegli, il prof., aveva risposto al giovane: “sei presuntuoso e ignorante”.

La motivazione

La Suprema Corte ricorda implicitamente che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni neanche tra insegnanti e alunni. Così, i docenti non possono appellarsi ad un mal interpretato ruolo di “guide” per giustificare offese gratuite ed essere, così, di cattivo esempio nei confronti della classe.

Il diritto di critica, che potrebbe, tutt’al più, essere usato per commentare il risultato di una interrogazione o di un compito, non può essere invece richiamato per giustificare una affermazione ingiuriosa (“sei presuntuoso”), decontestualizzata dal rendimento scolastico.

Insomma, quel che i giudici vogliono dire è che ogni volta che, nelle intenzioni del prof., gli aggettivi “ignorante” e “presuntuoso” vengono usati proprio con lo scopo di aggredire, offendere e mettere a tacere i giovani, trincerandosi nel proprio “potere” di fatto, scatta il reato di ingiuria.

Nel caso di specie, non è valsa ad evitare la condanna neanche l’esimente della provocazione posto che il giovane, secondo le testimonianze, si era limitato, in qualità di rappresentante di classe a “criticare – correttamente e pacatamente – la condotta dell’insegnante”.

note

[1] Cass. sent. n. 23693/10.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI