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Cosa rischia chi guarda partite in streaming?

28 Agosto 2021 | Autore:
Cosa rischia chi guarda partite in streaming?

La trasmissione pirata di una gara di pallone è vietata e punita dalla legge. Ma anche la semplice visione?

Da quando il calcio è diventato una miniera d’oro per le società sportive, per poter vedere una partita non c’è altra soluzione se non pagare. O andare allo stadio (quando le condizioni di salute pubblica lo consentono) oppure fare un abbonamento alla pay-tv di turno che acquista i diritti televisivi del campionato o delle coppe europee. A dire la verità – come noto – un altro sistema c’è per seguire le gesta della squadra del cuore: quella di collegarsi via Internet a uno dei siti che trasmettono le gare in maniera illegale. Ma cosa rischia chi guarda partite in streaming? C’è un modo per essere «beccati» oppure le autorità perseguono soltanto chi le trasmette e non chi le guarda?

Lo stesso vale per i film. I motivi per cui si guardano al computer sono identici: non si vuole pagare il biglietto al cinema, non si vuole attendere che il film desiderato arrivi in una sala a portata di mano ma lo si vuole vedere subito, ecc. C’è anche chi li guarda perché fuori piove e non vuole uscire. Cosa rischia chi guarda in streaming, in questo caso, un film?

Va premesso che, in sé, lo streaming non è una pratica illegale: si tratta di una forma di trasmissione in diretta di un contenuto audiovisivo via Internet. Il problema è quale tipo di contenuto viene trasmesso: se non è coperto da diritti, trasmettere e guardare quella diretta è assolutamente legale. Se, invece, si tratta di un contenuto riservato a chi ha un abbonamento e si fa in modo che chiunque lo possa visionare, allora il discorso cambia. Vediamo cosa si rischia in quest’ultimo caso.

Partite in streaming: quando sono illegali?

Praticamente tutte le partite di calcio sono coperte dai diritti televisivi che le istituzioni del mondo del pallone negoziano con i grandi network. Questi diritti possono riguardare i campionati nazionali, e allora è la Lega Calcio ad avere voce in capitolo. Quando, invece, si tratta di tornei internazionali, la palla – è il caso di dirlo – passa a chi organizza gli eventi: la Uefa per quanto riguarda gli Europei delle Nazionali, la Champions e l’Europa League, oppure la Fifa per i Mondiali.

Questo significa che le partite devono essere trasmesse solo dai canali autorizzati da chi ha pagato per avere i relativi diritti televisivi. Tutti gli altri canali, compresi i siti Internet estranei al detentore dei diritti, restano esclusi dalla possibilità di far vedere legalmente questi contenuti. Tecnicamente è possibile, certo. Ma non è legale.

Partite in streaming: chi rischia?

Ovviamente, quando su un sito Internet si trova «in chiaro» una partita di calcio in streaming che, in realtà, non potrebbe essere trasmessa su quel canale, ci sono due soggetti coinvolti: chi trasmette quel segnale e chi lo guarda. Chi dei due infrange la legge? E cosa si rischia?

Di sicuro, chi trasmette qualcosa che non deve sta commettendo un reato. La legge, infatti, dice che «chi diffonde illegalmente, a scopo di lucro, opere protette da copyright, è soggetto alla reclusione da sei mesi a tre anni e alla multa da 2.582 a 15.493 euro. Se, invece, la diffusione illegale è compiuta senza perseguire alcun scopo di lucro, la sanzione consiste nell’applicazione di una semplice multa che va da 51 a 2065 euro» [1].

Quindi, comunque la si voglia mettere, trasmettere una partita di calcio in streaming quando è un altro a pagare i diritti televisivi comporta alla meglio una multa e alla peggio anche il carcere.

Per quanto riguarda, invece, il «videospettatore», guardare un sito pirata non è reato. Quindi, se accendo il computer, digito un sito dove so che potrebbero dare la partita che mi interessa, me la trovo e me la guardo, non rischio nulla. A meno che lo si faccia a scopo di lucro.

Succede spesso che un sito non mostri direttamente la partita ma contenga uno o più collegamenti ad altre pagine in cui è possibile seguire la gara in diretta. In questo caso, le possibilità sono due:

  • che il link rimandi ad un sito dove c’è lo streaming legale: in questo caso, non ci sarà l’illecito;
  • che il link rimandi ad un sito dove c’è lo streaming illegale: allora sì che l’illecito c’è, poiché si sta trasmettendo un evento di cui non si hanno i diritti. Il reato scatta se c’è il fine di lucro.

In conclusione, è importante appurare che trasmettere le partite di calcio in streaming quando non si è in possesso dei diritti è una pratica di pirateria audiovisiva. È vietato, pertanto, guardare i canali tv a pagamento ed i programmi che richiedono un abbonamento senza spendere un solo euro. Viene punito chi utilizza dei sistemi di decodifica abusivi per trasmettere in Rete il segnale di una partita (o di qualsiasi altro contenuto protetto). E se la partita di calcio viene condivisa con altri utenti a scopo di lucro, si rischia di finire in galera e di pagare delle multe salatissime.


note

[1] Art. 171.ter legge n. 633/1941.


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2 Commenti

  1. Quindi per farla breve, un video spettatore non è mai ritenuto colpevole se guarda un programma su un sito pirata?

    E se utilizza e paga un servizio IPTV?

    Grazie.

  2. si stanno moltiplicando i siti di streaming illegale non piu’ a pagamento ma gratis
    al momento è una partita persa
    e non serve a nulla bannare gli indirizzi ip da parte degli isp perchè con delle semplici vpn o i dns si aggirano queste inibizioni

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