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Certificato di agibilità: chi lo rilascia e come ottenerlo

29 Agosto 2021 | Autore:
Certificato di agibilità: chi lo rilascia e come ottenerlo

L’abitabilità di un immobile viene certificata in un apposito documento.

Devi vendere casa e il notaio ti ha chiesto di fornirgli il certificato di agibilità? Devi consegnare tale documento all’agenzia immobiliare che si sta occupando di fittare il tuo appartamento? Ma di cosa si tratta? Il certificato di agibilità è un documento di fondamentale importanza, in quanto attesta la sussistenza delle condizioni minime perché l’immobile venga considerato abitabile. In particolare, garantisce il rispetto delle norme di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico prescritte dalla legge sia per l’immobile sia per gli impianti nello stesso installati nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

Il certificato di agibilità è stato introdotto da un D.P.R. del 2001 [1]. Successivamente, nel 2016, è intervenuto un decreto legislativo che ne ha modificato la disciplina [2]. Pertanto, il certificato di agibilità chi lo rilascia e come si può ottenere?

La nuova normativa ha sostituito tale documento con un’autocertificazione, denominata Segnalazione certificata per l’agibilità (Sca), che va presentata dal titolare dell’intervento edilizio, insieme ad altri documenti e certificati oltre ad un’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (un architetto, un ingegnere, un geometra). A seguito della presentazione della Sca, il Comune rilascia il certificato di agibilità.

L’omessa presentazione della Segnalazione certificata per l’agibilità comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 euro a 464 euro [3].

Sca: chi la deve presentare e quando?

I soggetti tenuti alla presentazione della Sca sono:

  1. i titolari del permesso di costruire;
  2. coloro che hanno presentato la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia);
  3. i loro successori o aventi causa.

La Sca va presentata obbligatoriamente ogni qualvolta si costruisce un nuovo immobile, si realizza una ricostruzione o una sopraelevazione, sia totale sia parziale, si eseguono degli interventi che possono influire sulle sue condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico.

È ammessa anche la presentazione di una Sca parziale in relazione a:

  • singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio (ad esempio, le fognature o l’allacciamento alla rete idrica comunale) e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;
  • singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

Chi rilascia il certificato di agibilità e come si ottiene

Il certificato di agibilità viene rilasciato dal Comune nel cui territorio si trova l’immobile per il quale viene fatta la richiesta.

L’interessato deve presentare la Sca presso lo Sportello unico per l’edilizia (ex ufficio tecnico), nel termine perentorio di quindici giorni dalla data di ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento ovvero quando i lavori sono terminati e l’unità immobiliare è utilizzabile. A tal fine, deve compilare e sottoscrivere un apposito modulo, che può reperire sul sito istituzionale del Comune medesimo.

In proposito, è bene rilevare che le amministrazioni comunali hanno pubblicato un modello unificato e standardizzato da adoperare per la presentazione della Sca, in conformità a quanto stabilito da un accordo siglato tra Governo, Regioni e Enti Locali nel 2017. Se il Comune non è dotato dell’apposita piattaforma telematica, la presentazione della Sca può avvenire in formato cartaceo.

La documentazione da allegare al modulo della Sca comprende:

  • l’asseverazione rilasciata dal direttore dei lavori, dal progettista, o da altro professionista iscritto all’albo, con competenza specifica, il quale assevera l’agibilità dell’immobile e delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente nonché della conformità dell’opera al progetto presentato ed approvato. La certificazione, la documentazione e l’asseverazione vengono redatte dal professionista sotto la propria responsabilità ai sensi di legge [4];
  • il certificato di collaudo statico ovvero, per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti [5], la dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori;
  • la dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche [6];
  • gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
  • la dichiarazione dell’impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi.

Certificato di agibilità: in quanto tempo si ottiene?

Dopo la presentazione della Sca, il Comune esamina la documentazione e fornisce una risposta alla richiesta di rilascio del certificato di agibilità entro trenta giorni. Se accerta la carenza dei requisiti e dei presupposti prescritti dalla legge, nel predetto termine di trenta giorni, adotta provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività edilizia e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa. In caso contrario, rilascia il certificato di agibilità.

Se entro trenta giorni dalla richiesta il Comune non dovesse comunicare alcun responso, si applica il principio del silenzio-assenso, per cui la richiesta si considera accettata, salvo che l’Asl abbia svolto i controlli di rito per le condizioni igieniche e sanitarie dell’immobile.

Quanto costa il certificato di agibilità

Il rilascio del certificato di agibilità comporta dei costi, che possono comunque variare da Comune a Comune. In generale, vanno pagati i diritti di segreteria, che si possono aggirare intorno ai 150 euro, oltre a due marche da bollo da 16 euro ciascuna. A tali somme bisogna aggiungere le spese relative all’onorario del tecnico abilitato per la redazione della Segnalazione certificata per l’agibilità, che può essere ricompreso tra i 120 euro e 1.500 euro a seconda della complessità della pratica, e quelle dell’onorario dei professionisti che si sono occupati del collaudo statico, se i lavori hanno interessato le strutture (da 800 euro a 4.200 euro), e della verifica di conformità degli impianti (da 80 euro a 300 euro).


note

[1] D.P.R. n. 380/2001 (Testo unico edilizia).

[2] D. Lgs. n. 222/2016 (Decreto Scia 2).

[3] Art. 24 co. 3 D.P.R. n. 380/2001.

[4] Artt. 359 e 481 cod. pen.

[5] Art. 67 co. 8-bis D.P.R. n. 380/2001.

[6] Artt. 77 e 82 D.P.R. n. 380/2001.


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