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Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

28 Agosto 2021 | Autore:
Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Un cittadino extracomunitario può soggiornare e lavorare in Italia previo rilascio di uno specifico atto amministrativo.

Lo straniero che intende soggiornare nel territorio dello Stato italiano, anche per un breve periodo, deve richiedere il permesso di soggiorno. Grazie a tale titolo, infatti, ne viene autorizzata la presenza nel nostro Paese e documentata la regolarità.

Il permesso di soggiorno va richiesto dai cittadini extracomunitari e dagli apolidi, ovvero da coloro che non hanno una nazionalità, mentre non è necessario per i cittadini europei, i quali possono entrare in Italia senza bisogno di passaporto o di visto d’ingresso.

La disciplina della materia è contenuta nel Testo Unico sull’Immigrazione [1], così come modificato nel 2018 [2], e in un precedente decreto del Presidente della Repubblica del 1999 [3].

In questo articolo, ci occuperemo in particolare del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, cercando di rispondere alle domande più frequenti in ordine al rilascio del documento, alla durata e al rinnovo.

In generale, il soggetto in possesso del titolo può svolgere le attività nello stesso indicate; può accedere, altresì, ai diritti e ai servizi riconosciuti agli stranieri, iscriversi nelle liste anagrafiche, ottenere il rilascio della carta di identità e del codice fiscale in modo da richiedere l’assistenza sanitaria.

Il permesso di soggiorno va richiesto entro otto giorni lavorativi dalla data di ingresso in Italia [1].

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro: tipologie

Non esiste un unico permesso di soggiorno per motivi di lavoro bensì diversi tipi in base all’attività lavorativa per il cui svolgimento è richiesto.

Più precisamente, è possibile distinguere tra permesso di soggiorno per:

  • lavoro autonomo;
  • lavoro subordinato (ad esempio, domestici e badanti);
  • attività lavorative stagionali (settore agricolo o turistico);
  • tirocini professionali.

Come si ottiene il permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro è necessario che lo straniero:

  1. sia in possesso di un visto d’ingresso;
  2. sia entrato regolarmente in Italia, in base ai requisiti e alle condizioni generali;
  3. abbia presentato la richiesta di permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ingresso.

A seconda della tipologia di contratto di lavoro sono richiesti, poi, ulteriori requisiti specifici.

Per il lavoro autonomo occorre:

  • avere un’abitazione idonea, dimostrabile mediante un contratto di acquisto o locazione di un immobile;
  • disporre di risorse adeguate per l’esercizio dell’attività che si intende avviare in Italia ed i requisiti previsti dalla legge per l’esercizio dell’attività specifica come ad esempio l’iscrizione ad albi o registri;
  • essere titolare di un reddito annuo che provenga da fonti lecite il cui importo sia superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria;
  • essere in possesso dei parametri finanziari attestati da un documento della Camera di Commercio.

Per il lavoro subordinato e stagionale è possibile il rilascio del permesso di soggiorno se lo straniero ha:

  • ottenuto il nulla osta da parte del datore di lavoro;
  • stipulato un contratto di soggiorno che include la disponibilità di un alloggio e l’impegno da parte del datore di lavoro delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel suo Paese di provenienza.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro: chi lo rilascia?

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro viene rilasciato dalla questura competente a seconda della Provincia nella quale si trova lo straniero.

Dopo avere presentato la domanda il lavoratore deve attendere che la questura gli fissi un appuntamento per eseguire i rilievi dattiloscopici. Successivamente, gli viene rilasciata copia della domanda con un timbro che attesta la data del deposito. Fino alla consegna del permesso di soggiorno, la predetta copia è il documento che certifica la regolarità della permanenza dello straniero nel nostro Paese.

Al termine della procedura, se è tutto in regola, al richiedente viene rilasciato un permesso di soggiorno in formato elettronico, ovvero una carta magnetica dotata di microchip, in cui sono racchiusi i suoi dati.

Quanto dura il permesso di soggiorno per motivi di lavoro?

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro viene rilasciato dopo la stipula del contratto di soggiorno per lavoro.

La sua durata, quindi, coincide con quella prevista dal contratto di soggiorno. In ogni caso, non può superare:

  • nove mesi, in relazione a uno o più contratti di lavoro stagionale;
  • un anno, in relazione a un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • due anni, in relazione a un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o per i lavori autonomi.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro: rinnovo

La domanda di rinnovo del permesso di soggiorno va presentata dal lavoratore straniero il quale intende rimanere in Italia. Il termine per la presentazione è di sessanta giorni prima della scadenza, da effettuare sempre presso la questura della Provincia di residenza.

Come per il rilascio, anche il rinnovo del permesso di soggiorno è subordinato al possesso di specifici requisiti quali:

  1. la titolarità di un contratto di soggiorno per lavoro;
  2. la documentazione attestante la disponibilità di un alloggio.

Non è possibile rinnovare o prorogare il permesso di soggiorno se lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per più di sei mesi continuativi oppure in caso di permessi di durata almeno biennale per periodi superiori alla metà. In queste ipotesi, il rinnovo è concesso solo se l’interruzione è dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari ovvero da altri gravi e comprovati motivi.

Decorsi sei mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno, lo straniero viene cancellato dall’anagrafe.

Nell’attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, lo straniero è considerato come un immigrato regolare e può svolgere un’attività lavorativa.

Se lo straniero percepisce un compenso per lavoro occasionale di tipo accessorio, come ad esempio voucher o buoni lavoro, detto compenso è considerato, ai fini del reddito, utile ad ottenere il rinnovo del permesso di lavoro.

Come si può utilizzare il permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Lo straniero che ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o di lavoro autonomo può utilizzarlo anche per altre attività allo stesso consentite, senza necessità di conversione o di rettifica del documento, purché durante il periodo di validità del titolo.

Lo straniero in possesso di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale, può svolgere un lavoro autonomo se ha conseguito il titolo di abilitazione o di autorizzazione prescritto per l’esercizio dell’attività professionale svolta.

Il permesso per lavoro autonomo consente, invece, anche l’esercizio di lavoro subordinato, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il rapporto lavorativo è in corso, previa comunicazione, a carico del datore, alla Direzione provinciale del lavoro.


note

[1] D. Lgs. n. 286/1998 (c.d. Testo Unico sull’Immigrazione – T.U.I.).

[2] Decreto n. 113/2018.

[3] D.P.R. n. 394 del 31.08.1999 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e successive modificazioni.


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