Addio udienza di precisazione delle conclusioni

14 Maggio 2021
Addio udienza di precisazione delle conclusioni

Processi più brevi: nuovo modello della fase decisoria.

Doveva essere il momento dell’arringa finale; nella realtà, si è sempre ridotta in un inutile spreco di tempo: all’udienza di precisazione delle conclusioni gli avvocati si limitano, di fatto, a ribadire quanto già in atti, limitandosi a riportare formule di stile in verbale. E il giudice la usa come udienza-imbuto, per prendere respiro e tempo prima di introitare la causa a sentenza. 

Questo inutile passaggio sta per cadere definitivamente con la riforma della giustizia.  Una riforma ricalcata sul processo del lavoro e sul rito sommario previsto dal 702-bis del Codice di procedura civile: tutto e subito. E laddove possibile, anche in forma accelerata. 

Il processo di primo grado davanti al giudice unico punta su concentrazione e taglio dei tempi. 

Viene modificata anche la fase decisoria con l’introduzione, sia per le cause di competenza del giudice monocratico sia per le cause di competenza del collegio, di un modello uniforme nel quale il giudice, al completamento dell’istruttoria, fissa l’udienza di rimessione della causa in decisione (che per le cause nelle quali il giudice decide in composizione collegiale continuerà a celebrarsi davanti al giudice relatore), assegna un termine per il deposito telematico di note scritte contenenti la precisazione delle conclusioni (con soppressione dell’udienza di precisazione delle conclusioni), un termine di 30 e di 14 giorni prima dell’udienza di rimessione della causa in decisione per il deposito rispettivamente delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, salvo che le parti non vi rinuncino espressamente.

All’esito dell’udienza, la causa verrà posta in decisione dal giudice, monocratico o collegiale, il quale depositerà la sentenza nel termine dei successivi 30 o 60 giorni.

Davanti al tribunale che decide in composizione monocratica, resta il modello della discussione orale della causa con pronuncia della sentenza mediante lettura del dispositivo e della succinta motivazione, ovvero, se la complessità della causa lo richieda, con riserva della decisione che verrà depositata nei successivi 30 giorni.



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