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Auto in prestito: il proprietario passeggero ha diritto al risarcimento?

14 Maggio 2021
Auto in prestito: il proprietario passeggero ha diritto al risarcimento?

Incidente stradale: il fatto che a guidare la macchina non fosse il proprietario garantisce a quest’ultimo il diritto al risarcimento per le lesioni, anche in caso di colpa del conducente?

Immaginiamo che una donna anziana presti la propria auto al figlio per farsi trasportare. Quest’ultimo, per distrazione e imprudenza, provoca un incidente stradale andando a sbattere contro un’altra auto. In conseguenza di ciò, la madre – sedutagli accanto, sul posto del passeggero – riporta serie ferite. Di qui la richiesta di risarcimento all’assicurazione, la quale però declina ogni responsabilità sulla base del principio secondo cui il titolare del veicolo sarebbe corresponsabile e condebitore solidale per i sinistri causati da chi era al volante. 

Chi ha ragione in questi casi? Nell’ipotesi di incidente stradale con un’auto in prestito, il proprietario-passeggero ha diritto al risarcimento nonostante la palese colpa del conducente?

La questione è stata decisa dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Il passeggero ha sempre diritto al risarcimento

In gioco c’è lo scontro tra due diversi principi giuridici. 

Da un lato, c’è quello della responsabilità del proprietario del veicolo per tutti i danni dallo stesso prodotti, anche nel caso in cui il conducente sia persona diversa, a meno che non dimostri che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà (così è previsto dall’articolo 2054 del Codice civile). 

Dall’altro lato, c’è il principio in base al quale il passeggero di un’auto ha sempre diritto ad essere risarcito in caso di incidente stradale, a prescindere dalle colpe. In buona sostanza, se una persona viene trasportata sul veicolo di un’altra e quest’ultima, per imprudenza, causa un sinistro, il primo deve essere comunque risarcito dalla compagnia assicuratrice, prima ancora di individuare le rispettive responsabilità ed a prescindere da esse.

Proprietario non conducente: ha diritto ad essere risarcito

Vediamo allora quale tra i due predetti principi prevale nel caso in cui, a seguito di un incidente stradale con auto data in prestito, il proprietario del veicolo, non conducente ma trasportato, riporti delle ferite. 

Secondo la Cassazione, la qualità di vittima prevale su quella di assicurato responsabile e, pertanto, il proprietario del veicolo che viaggia come passeggero ha sempre diritto al risarcimento dei (soli) danni fisici, a prescindere dal fatto che la colpa per il sinistro sia del conducente. 

Diverso è il discorso per i danni al mezzo che, non essendo danni del passeggero, non saranno risarciti dall’assicurazione. 

Dunque, il proprietario che, al momento dell’incidente stradale, si trova in macchina senza essere alla guida deve ottenere l’indennizzo pieno per il danno derivante dalla circolazione, senza che assuma rilevanza la sua eventuale corresponsabilità nell’incidente.

Chiaramente e in via del tutto consequenziale, al titolare del mezzo-passeggero non può essere addebitato neanche un concorso di colpa nel caso in cui non abbia commesso infrazioni. Non può estendersi a lui (o, in caso di morte, ai suoi eredi) la violazione stradale compiuta dal conducente.  

Le conseguenze pratiche

Le conseguenze pratiche di tale principio sono dunque le seguenti: se presti la tua auto a un’altra persona e questa provoca un incidente stradale a seguito del quale riporti delle ferite, hai diritto ad ottenere dalla tua assicurazione solo il risarcimento dei danni fisici, poiché quelli al mezzo invece non vengono coperti. Essi infatti non sono danni propri del passeggero, ma del titolare del mezzo che, in questo caso, non è coperto dalla polizza.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi:


note

[1] Cass. sent. n. 12901/2021.


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