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Responsabilità e caso fortuito: Cassazione

14 Maggio 2021
Responsabilità e caso fortuito: Cassazione

Eccezionalità ed imprevedibilità, fattori atmosferici e condotta colpevole del danneggiato. 

Evento meteorologico: una tempesta è un caso fortuito?

Un evento meteorologico, anche di notevole intensità, può essere qualificato come caso fortuito solo se provvisto dei due requisiti dell’eccezionalità e imprevedibilità; infatti in base al principio di regolarità causale l’imprevedibilità va intesa come obiettiva inverosimiglianza dell’evento mentre l’eccezionalità si identifica come una sensibile deviazione dalla frequenza statistica accettata come normale. Ne deriva che il carattere eccezionale di un fenomeno naturale, nel senso di una sua ricorrenza saltuaria anche se non frequente, non è di per sé sufficiente a configurare tale esimente, in quanto non ne esclude la prevedibilità in base alla comune esperienza. 

Corte di cassazione, sezioni Unite civili, sentenza 26 febbraio 2021 n. 5422 

Blocco di neve ghiacciata

Il custode può liberarsi dalla responsabilità di cui all’ art. 2051 c.c. provando il caso fortuito o il fatto di un soggetto estraneo alla propria sfera di controllo (quale può essere il danneggiato) tale da interrompere il nesso di causalità tra la cosa ed il danno (nella specie, relativa ai danni provocati ad una vettura per la caduta di neve ghiacciata dal tetto di un edificio comunale, è stata esclusa la responsabilità dell’ente in ragione dell’eccezionalità dell’evento atmosferico).

Cassazione civile , sez. III , 11/02/2021 , n. 3564

Danni da cose in custodia e ipotesi di caso fortuito

Sebbene il caso fortuito possa essere integrato dal fatto colposo dello stesso danneggiato, è tuttavia necessario che risulti anche escluso – con onere probatorio a carico del custode – qualunque collegamento fra il modo di essere della cosa e l’evento dannoso, sì da individuarne la causa esclusiva nella condotta del danneggiato e da far recedere la condizione della cosa in custodia a mera occasione o teatro della vicenda produttiva di danno; a tal fine però non è la prevedibilità, da parte del custode, dell’uso anomalo della cosa che può assumere rilievo, bensì la circostanza che l’evento dannoso si sia verificato all’interno di una situazione di macroscopica insidiosità della cosa (respinta, nella specie, la richiesta di risarcimento avanzata dai genitori di una bambina inciampata in un ceppo di albero presente nel prato dell’hotel che ospitava lei e la sua famiglia; la Corte ha ritenuto sussiste il caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, caso fortuito rappresentato dalla condotta della piccola  – caduta nell’inciampo nonostante la sua piena prevedibilità in ragione del luogo ove esso era posto, un’aiuola, di per sé non deputato al transito – e dalla condotta dei suoi genitori, tenuti ad una più stretta sorveglianza sulla figlia

Cassazione civile , sez. VI , 24/03/2021 , n. 8216

Caduta pedone in una buca

In ambito di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c. , nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (la quale potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell’esclusione del risarcimento, ai sensi dell’ art. 1227 c.c. , commi 1 o 2), richiedendosi, per l’integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

Cassazione civile , sez. III , 20/11/2020 , n. 26524

Responsabilità per danni da cose in custodia: configurabilità del caso fortuito

In tema di responsabilità per danni cagionati da cose in custodia integra il caso fortuito, quale fattore estraneo alla sequenza originaria, avente idoneità causale assorbente e tale da interrompere il nesso con quella precedente, tutto ciò che non è prevedibile oggettivamente, ovvero tutto ciò che rappresenta un’eccezione alla normale sequenza causale (l’imprevedibilità va quindi intesa come obiettiva inverosimiglianza dell’evento).

Il caso fortuito, inoltre, può essere integrato dalla condotta del danneggiato quando essa si sovrapponga alla cosa al punto da farla recedere a mera occasione della vicenda produttiva di danno, assumendo efficacia causale autonoma e sufficiente per la determinazione dell’evento lesivo, così da escludere qualunque rilevanza alla situazione preesistente. Il riconoscimento della natura oggettiva del criterio di imputazione della responsabilità da cose in custodia – infine – si fonda sul dovere di precauzione imposto al titolare della signoria sulla cosa custodita, in funzione di prevenzione dei danni che da essa possono derivare, tuttavia, l’imposizione di un dovere di cautela in capo a chi entri in contatto con la cosa risponde a un principio di solidarietà (ex articolo 2 della Costituzione), che comporta la necessità di adottare condotte idonee a limitare entro limiti di ragionevolezza gli aggravi per i terzi, in nome della reciprocità degli obblighi derivanti dalla convivenza civile, di tal modo che quando il comportamento del danneggiato sia apprezzabile come ragionevolmente incauto la indagine eziologica sottende un bilanciamento fra i detti doveri di precauzione e cautela.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2020, n.9693

Comportamento imprevedibile del danneggiato 

L’art. 2051 c.c., nel qualificare responsabile chi ha in custodia la cosa per i danni da questa cagionati, individua un criterio di imputazione della responsabilità che prescinde da qualunque connotato di colpa, sicché incombe al danneggiato allegare, dandone la prova, il rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso, indipendentemente dalla pericolosità o meno o dalle caratteristiche intrinseche della prima.

La deduzione di omissioni, violazioni di obblighi di legge di regole tecniche o di criteri di comune prudenza da parte del custode rileva ai fini della sola fattispecie dell’art. 2043 c.c., salvo che la deduzione non sia diretta soltanto a dimostrare lo stato della cosa e la sua capacità di recare danno, a sostenere allegazione e prova del rapporto causale tra quella e l’evento dannoso.

Il caso fortuito, rappresentato da fatto naturale o del terzo, ma anche dello stesso comportamento del danneggiato, è connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, da intendersi però da un punto di vista oggettivo e della regolarità causale (o della causalità adeguata), senza alcuna rilevanza della diligenza o meno del custode. Tuttavia, l’imprevedibilità è comunque di per sé un concetto relativo, necessariamente influenzato dalle condizioni della cosa, di più o meno intrinseca pericolosità in rapporto alle caratteristiche degli eventi in grado di modificare tali condizioni ed alla stessa interazione coi potenziali danneggiati.

Cassazione civile sez. III, 13/05/2020, n.8879

Danni da cose in custodia

In tema di responsabilità, quale custode ai sensi dell’ art. 2051 c.c. , dell’ente proprietario di una strada, ai fini della prova liberatoria che quest’ultimo deve fornire per sottrarsi alla propria responsabilità occorre distinguere tra la situazione di pericolo connessa alla struttura ed alla conformazione della strada e delle sue pertinenze e quella dovuta ad una repentina e imprevedibile alterazione dello stato della cosa, poiché solo in quest’ultima ipotesi può configurarsi il caso fortuito, in particolare quando l’evento dannoso si sia verificato prima che il medesimo ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza per tempestivamente ovviarvi, la straordinaria ed imprevedibile condizione di pericolo determinatasi.

Cassazione civile , sez. III , 10/06/2020 , n. 11096

Caso fortuito dovuto ad imprudenza del danneggiato e nesso di causalità

Una volta ritenuta insussistente la responsabilità ex art. 2051 c.c., per essere l’evento dannoso determinatosi a seguito di “caso fortuito”, ciò si riverbera necessariamente pure sulla responsabilità ex art. 2043 c.c., che viene anch’essa elisa, in quanto il “fortuito”, dovuto per imprudenza dello stesso danneggiato e, quindi, estraneo alla sfera comportamentale del danneggiante, si palesa, di per sé, quale causa efficiente da sola capace di determinare l’evento dannoso e, quindi, capace di assorbire interamente il rapporto eziologico materiale ai sensi degli artt. 40 e 41 c.p..

Cassazione civile sez. III, 13/05/2020, n.8879

Caso fortuito e forza maggiore per precipitazioni atmosferiche   

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., perché le precipitazioni atmosferiche possano integrare l’ipotesi del caso fortuito, assumendo rilievo causale esclusivo, occorre che esse rivestano i caratteri dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità ed il conseguente accertamento, in particolare quello della ricorrenza di un “forte temporale”, di un “nubifragio” o di una “calamità naturale”, presuppone un giudizio da formulare – in relazione alla peculiarità del fenomeno – non sulla base di nozioni di comune esperienza, ma con un’indagine orientata essenzialmente da dati scientifici di tipo statistico (i cosiddetti dati pluviometrici) riferiti al contesto specifico di localizzazione della “res” oggetto di custodia. 

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 22 novembre 2019 n. 30521 

Alluvione e caso fortuito

In tema di responsabilità civile per danni a immobili causati dall’invasione di acque piovane a seguito di allagamento della zona circostante, l’eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito, idoneo a escludere la responsabilità del custode delle strade adiacenti, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, sicché il custode è tenuto a dimostrare, per superare la presunzione di colpa a proprio carico, di aver mantenuto la condotta diligente dovuta nel caso concreto, con particolare riferimento alla scrupolosa manutenzione e pulizia dei sistemi di deflusso delle acque meteoriche.

Corte di cassazione, sezione III-3 civile, ordinanza 28 luglio 2017 n. 18856



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