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Come smontare una falsa testimonianza?

29 Agosto 2021 | Autore:
Come smontare una falsa testimonianza?

Come smascherare le menzogne del testimone bugiardo? Quando sporgere denuncia? Come ottenere la revisione del processo?

Quando c’è una controversia in atto e non è possibile risolverla direttamente tra le parti, non resta altro che rivolgersi alla giustizia affinché sia un giudice, terzo e imparziale, a porre fine al conflitto. Il magistrato, però, non avendo conoscenza dei fatti se non attraverso gli scritti difensivi degli avvocati, può giungere a una decisione corretta solamente se le proprie ragioni vengono provate attraverso strumenti idonei ad accertare la verità. Tali strumenti sono i mezzi di prova e, tra questi, uno dei più importanti (e sicuramente il più diffuso) è la testimonianza. Il problema è che la persona chiamata a deporre in giudizio potrebbe mentire e trarre in inganno il giudice il quale, prestandogli fede, potrebbe di conseguenza emettere una sentenza ingiusta. Come comportarsi in questi casi? Come smontare una falsa testimonianza?

Fin da subito, occorre sapere che il testimone bugiardo incorre in un reato che è punito con la reclusione fino a sei anni. Si tratta appunto del delitto di falsa testimonianza, ideato dal legislatore proprio per scoraggiare le persone che, chiamate a deporre innanzi all’autorità giudiziaria, mentono oppure tacciono su situazioni di cui sono a conoscenza e che sono utili ai fini della decisione. Smascherare il teste falso, però, non è così difficile. Con questo articolo vedremo appunto come smontare una falsa testimonianza e, di conseguenza, denunciare il teste che ha mentito al giudice, inducendolo ad adottare una decisione non corrispondente alla realtà.

Il reato di falsa testimonianza

Il testimone che mente o tace davanti al giudice commette il reato di falsa testimonianza, punito con la reclusione da due a sei anni [1].

In pratica, si macchia di questo reato la persona che è citata in udienza per essere sentita come teste, cioè come soggetto che è in grado di riferire circostanze importanti ai fini della causa.

Per legge, commette falsa testimonianza non solo il testimone menzognero (cioè quello che afferma il falso o nega il vero) ma anche quello che tace su circostanze che conosce e che gli sono chieste.

Come smontare la falsa testimonianza?

Come smontare l’attendibilità di un testimone? Come smascherare una falsa testimonianza, così da evitare che il giudice creda alle bugie del teste ed, eventualmente, procedere poi a sporgere denuncia?

Gli avvocati conoscono alcuni stratagemmi che consentono di verificare la credibilità della persona sentita come testimone:

  • in primo luogo, è risaputo che per smontare una falsa testimonianza bisogna sottoporre al teste domande precise. In genere, la persona che mente risponde in maniera generica, senza addentrarsi in dettagli che potrebbero metterlo in crisi. Sottoporgli domande precise è di sicuro un buon metodo per smascherare una falsa testimonianza;
  • nel processo penale, quando si è in fase di controesame, è possibile sottoporre al testimone domande suggestive, cioè domande che tendono a suggerire la risposta, volte a saggiare l’attendibilità del teste. Per smontare una falsa testimonianza è dunque utile ricorrere a “domande trabocchetto” che possano far cadere in contraddizione il teste;
  • sempre nel processo penale, i testimoni che vengono sentiti hanno già reso dichiarazioni innanzi alla polizia giudiziaria; dichiarazioni che, ovviamente, sono state trascritte nei verbali a disposizione delle parti. Per smontare una falsa testimonianza, è possibile insistere con domande che possano far emergere contraddizioni su quanto affermato nei verbali, in modo da evidenziare le incongruenze.

Denuncia per falsa testimonianza: come fare?

Se, a seguito dell’impiego di uno dei “trucchi del mestiere” visti nel paragrafo precedente, è stata smontata una falsa testimonianza, allora si può sporgere denuncia per questo delitto.

Trattandosi di reato procedibile d’ufficio, chiunque può denunciare alle autorità una falsa testimonianza. Non a caso, capita spesso che sia lo stesso giudice, resosi conto della falsità della deposizione, a inviare gli atti alla Procura della Repubblica affinché indaghi ed, eventualmente, chieda il rinvio a giudizio del teste menzognero o reticente.

Poiché la falsa testimonianza si consuma in udienza, il giudice, unitamente agli avvocati e al pubblico ministero, è il primo a potersi rendere conto delle menzogne raccontate durante la deposizione.

Non occorre, dunque, che la denuncia sia sporta dalla vittima della falsa testimonianza, cioè dalla parte processuale che rischia di perdere la causa per via delle bugie del testimone.

Denuncia per falsa testimonianza: a cosa serve?

La denuncia per falsa testimonianza non serve solo a far condannare il teste menzognero, ma anche ad ottenere la revisione del giudizio in cui si è verificata la testimonianza in questione.

Secondo la legge [3], è possibile rivedere un processo oramai chiuso, quando la sentenza sia frutto di una falsità in atti o in giudizio.

Dunque, la sentenza definitiva può essere rimessa in discussione se è stata accertata la falsità della testimonianza sulla quale essa si fonda. In pratica, significa che chi è stato condannato sulla scorta di una testimonianza falsa, potrà ottenere la revisione (o revocazione) della sentenza, purché esista un’altra sentenza (penale) che abbia accertato la falsità della testimonianza.


note

[1] Art. 372 cod. pen.

[2] Art. 246 cod. proc. civ.

[3] Art. 630 cod. proc. pen.; Art. 395 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


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