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Quando una moto diventa d’epoca?

29 Agosto 2021 | Autore:
Quando una moto diventa d’epoca?

Quali sono i requisiti che garantiscono ad un veicolo di poter essere iscritto al registro storico? Quali vantaggi si ottengono?

Hai una moto acquistata nuova di zecca all’inizio del 2001? Allora, puoi dire di avere una moto d’epoca. Non sarà, magari, un pezzo da museo ma non occorre nemmeno avere in garage un modello Falcone della Moto Guzzi per dire che si è in presenza di un veicolo, chiamiamolo così, «datato». Quando una moto diventa d’epoca, allora? La si può considerare tale trascorso un determinato periodo di tempo ma anche in base all’anno di fabbricazione acquisisce degli «scatti di anzianità» che le attribuiscono delle «qualifiche» particolari: antique, vintage, veteran, ecc.

Chissà perché (forse, per una questione di spazio e di costi), a differenza dell’auto, chi acquista una moto raramente si separa da lei, anche quando rischia di cadere a pezzi. La «due ruote» ha un fascino particolare, questo è innegabile. La si lega più facilmente a determinati periodi della vita, a certe esperienze vissute macinando chilometri con il vento in faccia, piegandosi sulle curve, aprendo il gas. È una passione che rimane nel sangue, insomma.

Spesso, la vita costringe i motociclisti a non utilizzare più la moto come una volta: l’arrivo dei figli, una vita meno libera di impegni. Tuttavia, la moto resta in garage, guai a venderla, perché un giro lo si può sempre fare. Gli anni passano e la moto diventa d’epoca. Quando? Saperlo è utile non solo per curiosità ma anche perché ci sono dei vantaggi economici legati all’età del veicolo e alla sua classificazione. Per chi la usa, per chi la vende e per chi l’acquista. Vediamo.

Cosa si intende per moto d’epoca?

La normativa che parla delle moto d’epoca e degli altri veicoli così classificabili si trova nel Codice della strada [1]. Qui, c’è un passaggio dedicato ai «veicoli con caratteristiche atipiche», categoria nella quale rientrano «i motoveicoli e gli autoveicoli d’epoca, nonché i motoveicoli e gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico».

Ci sono delle distinzioni da fare. Il Codice riconosce come veicoli d’epoca «i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal Pra (Pubblico registro automobilistico) perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati». Ma anche quelli che risultino iscritti in uno dei seguenti registri:

  • Asi;
  • Storico Lancia;
  • Italiano Fiat;
  • Italiano Alfa Romeo;
  • Storico Fmi.

Moto d’epoca: quali requisiti?

Affinché si possa parlare di moto d’epoca e la «due ruote» venga addirittura considerata di interesse storico, ci devono essere determinati requisiti.

L’età della moto

Il più importante requisito, ovviamente, è il tempo: deve avere almeno 20 anni. Per cui, come si diceva all’inizio, chi ne ha acquistato una nel 2001 può già pensare di avere una moto d’epoca.

Inoltre, in base alla sua data di costruzione c’è una particolare «graduatoria». La moto verrà considerata:

  • antique se fabbricata prima del 1904;
  • veteran se fabbricata tra il 1905 e il 1918;
  • vintage se fabbricata tra il 1919 e il 1930;
  • post-vintage se fabbricata tra il 1931 e il 1945;
  • classic se fabbricata tra il 1946 e il 1971;
  • post-classic se fabbricata dopo il 1971 e da almeno 20 anni.

Poi, c’è anche la moto «instant classic» che, in realtà, non è una vera e propria moto d’epoca per anzianità ma per le sue caratteristiche: si tratta di quei veicoli fabbricati in tempi recenti o recentissimi ma con delle forme o con dei pezzi che la rendono da collezione già in partenza.

Questa classificazione inciderà, com’è facile pensare, sul valore della moto anche per la sua eventuale vendita.

Nel caso in cui non sia possibile risalire alla data in cui la moto è stata costruita, la sua «età» si conterà dalla data di prima immatricolazione.

Il certificato di rilevanza storica o collezionistica

Affinché una persona venga considerata maggiorenne, non basta che sia nata almeno 18 anni fa: deve anche dimostrarlo esibendo un documento di identità. Con i veicoli succede lo stesso: una moto diventa d’epoca non solo per essere stata fabbricata almeno 20 anni prima ma anche perché dotata di un certificato di rilevanza storica e collezionistica che lo dimostra.

Questo documento lo si ottiene da uno dei registri ufficiali riconosciuti in Italia e citati in precedenza. I più noti per le moto sono quello dell’Asi (Automotoclub storico italiano) e quello della Fmi, cioè la Federazione motociclistica italiana.

Per ottenere l’iscrizione ad uno di questi registri, occorre inviare:

  • le foto che mostrano l’aspetto estetico della moto;
  • il certificato di prima immatricolazione;
  • i dati sulla composizione meccanica della moto.

Questi ed altri eventuali documenti richiesti vengono valutati da una commissione tecnica che provvederà ad accertare l’autenticità storica del mezzo e la sua possibile classificazione come moto di interesse storico o collezionistico in base alle sue caratteristiche. In caso affermativo, viene rilasciato il certificato al massimo entro un mese e mezzo.

Moto d’epoca: quali agevolazioni?

Si diceva all’inizio che possedere una moto d’epoca non significa soltanto essere consapevoli di avere in garage un pezzo storico o di interesse per i collezionisti ma vuol dire anche poter fruire di alcuni vantaggi di natura fiscale.

Quando il proprietario della moto ha ricevuto il certificato di rilevanza storica o collezionistica per una moto che ha superato almeno i 20 anni di vita, il costo del bollo si dimezza: si pagherà, quindi, il 50%. Lo sconto arriva addirittura al 100% se sono passati almeno 30 anni dalla data di fabbricazione o dalla prima immatricolazione della moto. Pertanto, su un mezzo costruito o immatricolato nel 1991 si ha l’esenzione dal bollo. Bada bene: l’esenzione è valida anche se la moto non è iscritta ai registri storici ufficiali.

Quella che bisognerà pagare, invece, è la tassa di circolazione forfettaria di 11,36 euro all’anno nel caso in cui la moto d’epoca circoli ancora su una strada pubblica. Se invece resta in garage, cioè se non viene mai utilizzata, la tassa non deve essere versata.

Moto d’epoca: deve essere assicurata?

Per la moto d’epoca, l’assicurazione funziona praticamente come per la moto normale. L’unica accortezza in più sarà quella di avere il mezzo immatricolato ed iscritto in uno dei registri storici proprio con la dicitura «moto d’epoca». Nel caso in cui risulti come moto di interesse storico, infatti, non andrà assicurata in quanto sarà destinata a rimanere in un museo oppure a partecipare in qualche specifica manifestazione con l’espressa autorizzazione della Motorizzazione civile. Godrà, pertanto, di un’assicurazione «a scopo», per così dire.

Da precisare, inoltre, che al momento di stipulare la polizza non è obbligatorio applicare il bonus-malus: i premi sono agevolati e, di norma, in caso di sinistro non aumentano, poiché la classe di merito per questi veicoli è unica. Di norma, però: questa condizione non viene offerta da tutte le compagnie, quindi meglio – è il caso di dirlo – «assicurarsi» prima che sia effettivamente così.


note

[1] Art. 60 cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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