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Matrimonio per procura: è valido?

29 Agosto 2021
Matrimonio per procura: è valido?

In casi tassativi, la legge permette alle coppie di sposarsi anche a distanza.

Tu e il tuo fidanzato vivete una bella storia d’amore. State insieme da quando eravate adolescenti e non vedete l’ora di sposarvi. Peccato, però, che lui sia un manager che lavora all’estero in una grande azienda multinazionale. Di trasferirti adesso non se ne parla proprio, visto che non hai la possibilità economica e devi ancora finire l’università.

In questo articolo parleremo del matrimonio per procura: è valido? Cosa prevede la legge? Devi sapere che sono moltissime le coppie che scelgono di sposarsi a distanza perché, per vari motivi, non riescono ad essere presenti il giorno delle nozze. In pratica, si incarica un’altra persona di agire in nome e per conto dello sposo assente alla celebrazione. Tuttavia, tale modalità è ammessa solamente se uno dei due nubendi si trova all’estero e non può ritornare in Italia oppure lavora come militare in missione. Discorso diverso, invece, per le “nozze telematiche”, ossia quelle celebrate online, che possono essere trascritte in Italia solo se riconosciute dallo Stato estero di residenza dello sposo. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire la questione.

Quali sono i requisiti per contrarre matrimonio?

Chi intende sposarsi in chiesa oppure in Comune deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • eterosessualità: in Italia, il matrimonio è ammesso esclusivamente tra un uomo e una donna. La coppia dello stesso sesso, invece, può formalizzare il proprio legame con l’unione civile;
  • maggiore età: se i nubendi hanno compiuto sedici anni e vogliono sposarsi possono farlo solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione del tribunale;
  • libertà di stato: vuol dire che per contrarre un matrimonio non bisogna essere già sposati con qualcun altro;
  • capacità di intendere e di volere: indispensabile per esprimere una scelta libera e consapevole;
  • assenza di condanne penali per i reati di omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro;
  • assenza di legami di parentela, affinità, adozione e affiliazione: ad esempio, due cugini non possono sposarsi.

Matrimonio per procura: cos’è?

Come puoi intuire, il matrimonio è una cosa seria. Pertanto, gli sposi devono essere personalmente presenti alla cerimonia per esprimere un consenso libero e consapevole all’ufficiale di Stato civile oppure al parroco (a seconda che la funzione si svolga in Comune oppure in chiesa).

Tuttavia, la legge prevede delle eccezioni, nel senso che, in casi tassativi, ammette il cosiddetto matrimonio per procura [1]. In buona sostanza, se uno dei nubendi risiede all’estero e non può essere fisicamente presente alla celebrazione può delegare un terzo affinché lo rappresenti ed esprima il consenso a contrarre matrimonio. Attenzione però: il rappresentante prende il posto dello sposo assente e deve limitarsi a riportare la sua volontà (non la propria). Ti faccio un esempio per farti capire meglio cosa intendo.

Tizio è un militare in missione in Afghanistan e decide di sposarsi con Caia che vive in Italia. L’uomo, però, non può lasciare il Paese, quindi delega Sempronio affinché partecipi alla celebrazione del matrimonio con Caia.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, Tizio e Caia scelgono di contrarre un matrimonio per procura. Questo vuol dire che il giorno delle nozze ci sarà Sempronio, il quale dovrà pronunciare il fatidico «sì» per conto di Tizio.

Matrimonio per procura: in quali casi è ammesso?

Il matrimonio per procura è ammesso solamente quando uno degli sposi:

  • è un militare o una persona chiamata alle armi in caso di guerra;
  • è residente all’estero e, per gravi motivi, non può venire in Italia né l’altro può raggiungerlo. La legge, tuttavia, non chiarisce cosa intende per gravi motivi, ma affida al giudice la valutazione del caso. Per tornare all’esempio fatto in premessa, il fatto di non avere soldi per raggiungere il compagno che lavora in un altro Stato non è una buona ragione per autorizzare un matrimonio per procura.

Matrimonio per procura: è valido?

Il matrimonio per procura è valido se ricorrono i presupposti previsti dalla legge, quindi se uno degli sposi è residente all’estero oppure è un militare in servizio. In tal caso, la procura deve rivestire la forma dell’atto pubblico (quindi, va fatta dal notaio) e, una volta rilasciata, è necessario procedere alla celebrazione delle nozze entro il termine di sei mesi.

Matrimonio per procura: come procedere?

Per quanto riguarda l’iter burocratico da seguire, la prima cosa da fare è quella di richiedere le pubblicazioni all’ufficio anagrafe del Comune di residenza, in modo da rendere nota la volontà di sposarsi. Se non è possibile recarsi in Comune, si può sempre delegare qualcuno per presentare l’istanza in nome e per conto dei futuri sposi. Se nessuno si oppone al matrimonio, il Comune rilascia il nulla osta alla celebrazione.

Lo sposo residente all’estero che non può essere presente il giorno del matrimonio deve rivolgersi ad un notaio per nominare la persona che lo rappresenti. La procura deve essere legalizzata dall’Ambasciata italiana e depositata in tribunale come allegato alla richiesta di autorizzazione.

Una coppia può sposarsi su Internet?

Forse non sai che è valido anche il matrimonio celebrato online, ad esempio su Skype. Una pronuncia della Corte di Cassazione [2], infatti, ha riconosciuto la piena efficacia delle cosiddette nozze telematiche a condizione che tale forma di celebrazione sia riconosciuta dallo Stato estero in cui risiede uno degli sposi. Ti faccio un esempio.

Tizia decide di sposarsi su Internet con Caio, un uomo straniero della sua età.

Ebbene, nell’esempio riportato, Tizia dovrà per prima cosa verificare se nello Stato di Caio il matrimonio contratto via Internet sia valido. In caso di esito positivo, potrà sposarsi e l’atto potrà essere trascritto anche in Italia nel registro di stato civile.


note

[1] Art. 111 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 15345/2016 del 10.03.2016.

Autore immagine: pixabay.com


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