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Segnalazione in Crif per un giorno di ritardo: possibile?

22 Maggio 2021
Segnalazione in Crif per un giorno di ritardo: possibile?

Sono co-intestatario di un mutuo ipotecario e le rate vengono pagate dal beneficiario dello stesso, mio suocero. La scadenza delle rate è a fine mese e mio suocero ricevendo la pensione il primo del mese le paga regolarmente il giorno dopo. La banca, per questo ritardo di 1 giorno, effettua segnalazioni anche sulla mia crif. È legittimo?

I sistemi di informazioni creditizie (SIC) sono delle banche dati gestite da soggetti privati (non Banca d’Italia) in cui vengono raccolte, in relazione ad una determinata richiesta/rapporto, sia informazioni di tipo negativo che positivo:

  1. informazioni di tipo negativo: riguardano soltanto rapporti per i quali si sono verificati inadempimenti;
  2. informazioni di tipo positivo e negativo: riguardano richieste/rapporti a prescindere dalla sussistenza di inadempimenti registrati nel SIC al momento del loro verificarsi.

Ciò vuol dire che anche i contratti di finanziamento per i quali vi è regolare adempimento risultano nelle banche dati, al fine di fornire agli istituti di credito un rapporto sull’andamento dei rapporti bancari/finanziari, anche nell’ottica di valutazione del merito creditizio (sia come diretto interessato, che come garante).

Le modalità di registrazione e conservazione dei dati in SIC sono disciplinate dal cosiddetto Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, approvato dal Garante Privacy con provvedimento del 12 settembre 2019.

Secondo tale Codice, i dati relativi al primo ritardo nei pagamenti in un rapporto sono utilizzati e resi accessibili nel rispetto dei seguenti termini:

  • nei SIC di tipo negativo, dopo almeno centoventi giorni dalla data di scadenza del pagamento o in caso di mancato pagamento di almeno quattro rate mensili non regolarizzate;
  • nei SIC di tipo positivo e negativo, decorsi sessanta giorni dall’aggiornamento mensile, oppure in caso di mancato pagamento di almeno due rate mensili consecutive, oppure quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime scadenze di pagamento. Nel secondo caso i dati sono resi accessibili dopo l’aggiornamento mensile relativo alla seconda rata consecutivamente non pagata.

Probabilmente, nel caso del lettore, la banca ha inviato una segnalazione di primo ritardo (dopo almeno centoventi giorni dalla data di scadenza del pagamento o in caso di mancato pagamento di almeno quattro rate mensili non regolarizzate) e, successivamente, in automatico è risultato l’aggiornamento ogni mese.

Tuttavia, in applicazione dell’art. 8 bis della Legge 12 luglio 2011, n. 106 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70), le banche sono tenute a comunicare al SIC l’avvenuta regolarizzazione dei pagamenti (entro 15 giorni) e, a Sua volta, il SIC è tenuto ad aggiornare i dati entro 10 giorni: «Entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell’avvenuta regolarizzazione dei pagamenti, i gestori delle banche dati provvedono ad integrare le segnalazioni relative a ritardi di pagamento da parte delle persone fisiche o giuridiche già inserite nelle banche dati stesse con la comunicazione dell’avvenuto pagamento da parte del creditore ricevente il pagamento, che deve provvedere alla richiesta entro e non oltre quindici giorni dall’avvenuto pagamento». Inoltre, «qualora vi sia un ritardo di pagamento di una rata e la regolarizzazione della stessa avvenga entro i successivi sessanta giorni, le segnalazioni riferite a tale ritardo devono essere cancellate trascorsi i successivi sei mesi dall’avvenuta regolarizzazione».

La segnalazione dei ritardi è legittima solo se, in passato, vi è stato un “primo ritardo” tale da legittimare la segnalazione e, quindi, l’aggiornamento mensile per ogni ritardo successivo.

Si consiglia al lettore di verificare tale aspetto e, qualora si sia trattato sempre di ritardi relativi ad un giorno, di chiedere formalmente alla Banca di riferimento la cancellazione delle segnalazioni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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