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Lo sai che? Separazione: difficile modificare l’assegno di mantenimento

Lo sai che? Pubblicato il 8 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 aprile 2014

Chiedere la revisione in aumento o in diminuzione dell’assegno di mantenimento obbliga a intraprendere un nuovo giudizio, che non sempre porta ai risultati sperati, specie di questi tempi con la crisi economica che ha “livellato” tutti i redditi.

Uno dei terreni di maggiore scontro, tra gli ex coniugi, con la separazione e il divorzio, è la determinazione e, successivamente, la modifica della misura dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli.

A maggior ragione oggi, con la crisi economica che contrae i redditi, si moltiplicano le richieste di modifica dell’assegno.

Tuttavia, aumentare o diminuire l’importo stabilito in prima battuta dal giudice può non essere facile.

Infatti, chi deve versare la somma deve dimostrare rigorosamente la diminuzione degli “incassi”. Altrettanto, chi ne chiede l’aumento deve provare non solo il miglioramento del tenore di vita dell’ex, ma anche il proprio peggioramento.

Ecco le risposte ad alcuni casi più frequenti.

Modifica dell’obbligo se lo stipendio diminuisce

Al momento della separazione il mio stipendio mensile netto era di circa 2.300 euro e l’assegno di mantenimento per i figli era stato concordato in 700 euro mensili. Ora, causa crisi economica, percepisco uno stipendio mensile di 1.850 euro. È possibile diminuire l’assegno, considerando che non riesco più a far fronte alle spese?

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La misura economica stabilita come assegno di mantenimento può essere oggetto di una revisione da parte del giudice. È necessario fare un’istanza per la modifica, adducendo i motivi. Spetterà al giudice valutare la portata della riduzione. Non sono consentite auto-riduzioni, pena il pagamento di tutto quanto non sia stato versato.

Se il coniuge non onora l’assegno per i figli

Sono un padre separato consensualmente. Ho avuto l’affidamento di mia figlia dal tribunale dei minori. La sentenza è stata enunciata più di tre anni fa, con relativo assegno di mantenimento, ma la mia ex moglie non lo ha mai versato. Che cosa posso fare?

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Ogni genitore titolare dell’allocazione del minore può richiedere in ogni tempo il pagamento al genitore onerato di quanto stabilito dalla sentenza. Le spese per il recupero di tale somma sono da discutere con il proprio avvocato e normalmente sono a carico della parte che non ha pagato.

La casa del suocero può restare in comodato a nipoti e nuora

Abbiamo due figli minori. Abitiamo in un appartamento di mio suocero senza contratto né di locazione né di comodato. Con la separazione chi avrà la casa? Bisognerà fare un contratto prevedendo un affitto? Se dovessi trasferirmi con i figli potrò chiedere un contributo per la casa?

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La vostra è comunque una casa familiare goduta in comodato: l’assegnazione può essere concordata o decisa dal tribunale nell’interesse dei figli minori. Il comodato potrebbe cessare per la scadenza, se è stata pattuita; o nel caso in cui sia sopravvenuto un bisogno urgente e imprevedibile del proprietario; o per altri motivi, secondo una recente pronuncia della Cassazione. Nel calcolo del contributo al mantenimento dei figli si terrà conto anche dell’ammontare dei costi sostenuti da ciascun genitore per la casa in cui abiterà.

Casa di famiglia in vendita o divisa per titolo di proprietà

Sono separato, nella casa di famiglia risiedono i figli, ora autonomi dal punto di vista economico, con la madre. Posso chiedere che la casa venga venduta e il ricavato suddiviso in parti uguali tra gli ex coniugi?

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L’assegnazione può essere revocata in caso di raggiungimento dell’indipendenza economica del figlio maggiorenne, anche se non è una conseguenza automatica della revoca dell’assegno di mantenimento. Per alcuni giudici è necessario anche il raggiungimento dell’autosufficienza psicologica. Se vi è revoca e/o accordo fra i comproprietari, la casa può essere messa in vendita; altrimenti è necessaria la procedura di divisione dell’immobile secondo il titolo di proprietà.

L’avvocato non serve per separarsi, salvo eccezioni

In caso di separazione consensuale (senza figli) i coniugi possono rivolgersi direttamente al tribunale, oppure hanno l’obbligo di essere rappresentati da un avvocato?

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I coniugi possono presentare, in molti tribunali, tale domanda direttamente al tribunale senza l’obbligo dell’assistenza di un avvocato. Occorre però informarsi presso il tribunale di residenza. Diversamente, nel caso in cui si tratti di domanda di divorzio, la legge richiede la presenza di un avvocato (ma è ugualmente bene controllare presso il tribunale competente in base alla residenza, perché possono esserci delle eccezioni).

Opposizione al divorzio possibile solo in pochi casi

Può un coniuge rifiutare il divorzio dopo una separazione consensuale o quali ostacoli può opporre?

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È diritto di ognuno dei due coniugi richiedere al tribunale un provvedimento che dichiari il divorzio, una volta consumatosi il tempo della separazione, che nel suo caso è triennale dalla data della consensuale. L’opposizione è possibile solo se nel frattempo, almeno per un periodo, si sia ricostituito il nucleo familiare, con la ripresa di tutti gli elementi che caratterizzano la convivenza matrimoniale.

La convivente straniera che vuole portare via il figlio

Convivo con la mia compagna francese in Toscana, dove abbiamo la residenza. Lei vuole rientrare in Francia portando con sé nostro figlio di 6 mesi. Come posso tutelarmi?

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La regolamentazione dei rapporti con i figli nati fuori dal matrimonio viene fatta a richiesta di un genitore dal Tribunale per i minori. Il tribunale potrà fissare modi e tempi con i quali il figlio deve stare con il padre, visto che allo stato il piccolo è in Italia.

Gli eredi subentrano nell’assegno in caso di bisogno

In caso di morte del coniuge obbligato a pagare l’assegno divorzile all’altro coniuge, subentrano in tale obbligo gli eredi del coniuge deceduto?

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Gli eredi non subentrano automaticamente nel pagamento dell’assegno; ma il giudice può liquidare a carico dell’eredità un assegno periodico per l’ex coniuge, non risposato e titolare di assegno, che si trovi in caso di bisogno; l’importo può cambiare in relazione all’esame della situazione concreta. Su accordo delle parti è possibile la corresponsione in un’unica soluzione.

Con il divorzio viene rivista anche la misura dei contributi

Quali sono i criteri per stabilire l’entità dell’assegno di divorzio, dato che io percepisco 2.000 euro e la mia ex 1.500? Tra l’altro, ho anche una nuova famiglia con un altro bimbo e la mia nuova compagna percepisce 1.200 euro. Un’istanza del tribunale mi condanna a continuare a pagare, per il figlio che ho con la mia ex moglie, 1.250 euro.

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Il divorzio introduce un giudizio che esamina ex novo tutta la situazione economica dei coniugi; è quindi l’occasione giusta per “cambiare” quanto stabilito con la separazione. La misura dei contributi viene valutata caso per caso dal tribunale. Può richiedere una diversa misura affidandosi a un legale specializzato in materia.

note

Autore immagine: 123rf.com


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